Nessun “contrordine”, continueremo
ad avere sani mal di pancia

venerdì 25 giugno 2010
17:42
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Caro Massimo,
Cavallaro, se crede, replicherà punto su punto alle sue legittime perplessità. Per conto nostro le posso garantire che non c’è stato alcun “riposizionamento”, né alcun “contrordine”. Semplicemente perché prima non avevamo preso né posizioni, né ordini. Le copertine che le abbiamo dedicato (sul nostro mensile S e mai su I Love Sicilia) sono state tutte centrate sulle sue vicende giudiziarie. Il libro che abbiamo mandato in stampa – Nel nome del padre – ha utilizzato una foto Ansa, agenzia alla quale paghiamo un regolare abbonamento, e non avevamo alcun motivo di chiedere autorizzazioni (così come d’altronde è accaduto con la copertina di I Love Sicilia). Di “famiglie”, egregio signor Ciancimino, non siamo grandi intenditori. Stia tranquillo, continueremo a seguirla con simpatia e attenzione per i veli che tenterà di sollevare e le verità che riuscirà a fare accertare. Continueremo ad avere i nostri sani mal di pancia per la sua “paraculaggine” che la sua lettera, le assicuro, conferma in pieno.

 
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Commenti

  • scritto da Jone

    Non credo però che con certe campagne stampa lo aiutiate tanto a sollevare questi veli. Mi pare un modo abbastanza curioso. Ci sono tanti modi per zittire qualcuno: le minacce fisiche o il piombo, ma anche la delegittimazione.

    Davvero è molto spiacevole che anche I love Sicilia si presti di fatto alla campagna di delegittimazione in atto contro Massimo Ciancimino cominciata da quando ha fatto certi nomi, quelli che tutti sanno ma nessuno deve dire.

    E poi come si può dare del paraculo a una persona che vive sotto scorta e rischia la vita per il suo ruolo di testimone? Se non vi sta simpatico potete evitare di dedicargli le copertine, ma almeno un po’ di rispetto per quello che sta facendo mi pare proprio che se lo meriti.

  • scritto da Idzard

    Ma come si fa a credere fideisticamente alla verità di Ciancimino? Forse perché ha parlato di Dell’Utri e Berlusconi, appagando così la nostra sete di giustizia-fai-da-te? Ed è questo tipo di giustizia quella che vogliamo? Un colpevole comodo comodo, così vediamo di togliercelo dai piedi. E se non è lui, Berlusconi, il mandante occulto delle stragi, che facciamo? Finiremmo contenti e gabbati tra le braccia dei veri assassini. Seguo con attenzione ciò che ci racconta Massimo Ciancimino. Con attenzione ma freddamente: l’analisi scrupolosa del racconto non può essere alterata da sentimenti di alcun tipo. E metto a confronto ciò che dice con ciò che appartiene alla mia memoria, con scritti di persone al di sopra di ogni sospetto, con fonti autorevoli. Nel mio piccolo cerco il massimo di obiettività. E fino ad oggi Ciancimino non mi ha convinto, ma mi inquieta. Credo infatti che non ci abbia fatto sapere tutto quello che sa, che abbia a volte mescolato le carte, che non sia per amore di giustizia che fa tutto ciò. Sono comunque sempre pronto a rivedere le mie idee, se sarà il caso.

  • scritto da Gianfranco

    Mi risulta difficile comprendere tale accanimento nei confronti di Ciancimino, soprattutto da parte di una testata che continuo a ritenere molto seria. Il problema che mi pongo è se in un momento come quello che stiamo vivendo, con un un uomo a capo di un governo che si promuove le leggi che più gli fanno comodo, e questo è innegabile per tutti, sia opportuno da parte Vostra mettere in discussione una persona che probabilmente dice delle verità troppo scomode, prendendo di fatto una posizione ben precisa a favore di chi in questo momento in Italia sta facendo della deleggittimazione dei collaboratori di giustizia un cavallo di battaglia. E poi perchè proprio su I love Sicilia? In genere non Vi mancano argomenti consoni alla Vostra apprezzabile linea editoriale. Potete aiutarmi a capire?

  • scritto da Roberto Puglisi

    Noi non siamo affatti entrati nel merito delle “verità” di Massimo Ciancimino, comode o scomode che siano. Ci siamo soltanto interrogati su quello che c’è intorno. Personalmente penso che se Massimo Ciancimino si limitasse soprattutto all’ambito d’interesse delle sue rivelazioni – tralasciando libri e talk show – sarebbe più apprezzabile per sobrietà e a mio parere più credibile. In ogni caso, con tutto il rispetto per il travaglio personale del signor Ciancimino, in tema di ribellione alla mafia e di risveglio delle coscienze le stelle polari di chi scrive sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. C’è la rima, ma non parliamo della stessa cosa.

  • scritto da esagono

    Peccato che è passata la primavera, altrimenti una semplice margherita poteva esservi di aiuto, solo che anziché fare “m’ama, non m’ama”, potevate fare “pro Ciancimino, contro Ciancimino”.
    Almeno chi gli dà sempre addosso ha le idee chiare, bisogna ammetterlo.

  • scritto da giovanni

    Dott. Puglisi, lo sappiamo tutti che non parliamo della stessa cosa! …ma è proprio per i suoi eroi, che sono anche i miei, che dobbiamo ricercare la verità e la giustizia… con ogni mezzo possibile.

  • scritto da Gianluigi

    La verità l’accerteranno i magistrati. Nel frattempo varie testate continueranno a pubblicare articoli pro o contro CIancimino (magari ospitando qualche giornalista blasonato). Articoli che non leggerò più

  • scritto da Jone

    Concordo con Giovanni. Nessuno ha mai detto che Massimo Ciancimino è un eroe dell’antimafia come Falcone e Borsellino, né lui stesso si pone come tale. Però credo che in un Paese più sereno e con meno contraddizioni gli sarebbe dato atto che è una persona che ha fatto una scelta coraggiosa e difficile. La scelta di parlare, ma anche una scelta di rottura con il suo ambiente di provenienza. Non capisco come si possa non comprendere che delegittimarre l’uomo significa anche delegittimare il testimone, non è che si possono scindere le due cose.

    @ Idzard: nessuno qui crede fideisticamente a Massimo Ciancimino. A me pare il contrario, che ci sia chi gli dà contro perché dà contro a chiunque tiri in ballo gente come Dell’Utri e Berlusconi o anche Cuffaro.

    Ognuno è libero di farsi una sua opinione, ma Massimo Ciancimino è ritenuto credibile e affidabile dai migliori magistrati antimafia che hanno sottoposto sempre le sue dichiarazioni ai dovuti riscontri e verifiche. Da ultimo ricordo le dichiarazioni del dott. Di Matteo giorni fa al processo Cuffaro. Se poi vogliamo dire che Ingroia, Di Matteo e gli altri grandi magistrati di Palermo e Caltanissetta non sanno fare il loro mestiere o che costruiscono testimoni fasulli perché sono delle “toghe rosse” come dice Berlusconi o qualche imputato eccellente, allora meglio essere chiari. Inoltre ricordo il giudizio di alta credibilità che su Ciancimino ha espresso il Tribunale di Palermo nella sentenza del processo Mercadante. Chiunque osservi le cose con obiettività può notare come le cose che dice Massimo Ciancimino siano spesso delle conferme di cose che già si sapevano come il papello, la trattativa, il ruolo di certi personaggi. In più sta facendo una cosa importantissima che è quella di parlare del livello più nascosto, quello dei poteri occulti, dei servizi segreti, dei veri burrattinai che sono stati sempre dietro le quinte a gestire il nostro Paese. Grazie alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino si sono aperti anche tanti nuovi filoni di inchiesta e anche qui o ci mettiamo insieme a quelli che attaccano ogni giorno i magistrati oppure dobbiamo capire che qualcosa vorrà pur dire.

    E non è un caso che giornalisti come Francesco La Licata e Sandro Ruotolo la cui storia e il cui impegno parlano da soli stiano dando credibilità a Massimo Ciancimino e abbiano colto l’importanza delle sue dichiarazioni tanto da esporsi uno a scrivere un libro ed entrambi ad accompagnarlo a dibattiti. Così come non è un caso che Massimo Ciancimino si ritrovi allo stesso tavolo con Salvatore Borsellino.

    Per inciso, io mi sono letta tutti gli interrogatori che sono stati pubblicati, ho ascoltato con attenzione il dibattimento del processo Mori Obinu e poi ho letto anche Don Vito, perché anche a me piace farmi un’opinione autonoma, partendo dalle fonti e non solo dai giornali.

  • scritto da raskolnikov

    Signor ciancimino, la sua collaborazione farà bene alla sua coscienza ed alle sue responsabilità penali che emergono anche dai suoi racconti. Perché lei non è una “persona informata sui fatti” o un “testimone”.

    Collabori, per la sua coscienza, le sue posizioni processuali, per suo figlio che inspiegabilmente (ma saranno anche fatti suoi), ha voluto chiamare vito.
    Lei in età “matura” ha avuto stretti rapporti con cosa nostra ed il fatto che li abbia avuti in età “matura” rende credibile quanto racconta, ma, allo stesso tempo, la rende responsabile per avere, in età “matura” appunto, mantenuto i suddetti rapporti. Immagino che non si tratti solo di una responsabilità morale ma anche penale. Dunque lei tecnicamente non è un testimone.
    Perciò collabori e non cerchi solidarietà nella gente, perché lei non sta collaborando per loro, per la città, per le vittime di cosa nostra, ma in primo luogo per la sua coscienza che, come lei ci racconta, non è proprio candida.

  • scritto da esagono

    raskolnikov, tu non sei la gente, sei tu e basta. Parla per te. Che collabora per suo figlio lo ha detto espressamente. Riguardo al resto della gente oltre a te, per esempio io, voglio sapere la verità e, possibilmente, chi sono tutti i colpevoli, non solo uno e basta.

  • scritto da Idzard

    @ Jone
    solo una piccola risposta a chiarimento. Ho notato, e non da ora, che un collaboratore di giustizia è ritenuto credibile se e appena parla di Dell’Utri e Berlusconi. Ora, a me questo non dice niente, conosco molti magistrati e so quel che valgono. Non mi fido di questi piccoli uomini da strapazzo. A noi tutti è stato tolto un pezzo importante della nostra vita e forse non ce ne rendiamo pienamente conto. Sono molto esigente, voglio la verità e non mi accontento delle frottole, neanche se sono comode.

  • scritto da giovanni

    @Idzard
    ma quali posizioni comode? …è forse comoda la posizione di Spatuzza?
    riesci ad accorgerti di quello che sta succedendo?
    La verità fondamentale ritengo sia un’altra… ci sono alcuni di noi (anch’io)che scrivono avendo fissa in mente la figura di uomini come Falcone e Borsellino… ci sono alcuni che scrivono avendo fisse nel cervello figure come quelle di Berlusconi e Dell’Utri.

  • scritto da piocesar

    E’ chiaro dall’articolo che questa redazione su questi argomenti non è più serena.

    Peccato perchè credevo nell’indipendenza di questa testata.

    Evidentemente chi ha il doppio incarico lo vuole mantenere e non vuole subire pressioni.

    Screditare l’unica persona che sta cercando di fare aprire gli occhi sui mali oscuri dell’italia, è immorale.

    Cara redazione visto che siamo a corto di argomenti, iniziamo ad indagare sui patrimoni dei ns. politici e pubblichiamo le inchieste. Così invece di rigirare la solita frittata, creiamo una nuova pietanza.

    Saluti.

  • scritto da Roberto Puglisi

    Abbiamo spiegato il punto con chiarezza. Se uno vuole svicolare, pazienza.

  • scritto da gigi

    Sapete bene ciò che dovete fare per fugare i legittimi dubbi di tanta gente, che ha registrato con sorpresa il vostro cambio di orientamento. A meno che non sia veramente giunto qualche puntuale contrordine!

  • scritto da Roberto Puglisi

    Noi non dobbiamo fugare proprio un bel niente. Se qualche lettore ritiene che noi non siamo più in buonafede, siamo i primi ad auspicarci che non ci legga più. Si può discutere sui contenuti, non sulle premesse che sono state spiegate perfettamente e che solo per amor di polemica si considerano cambiate. Saluti

  • scritto da esagono

    Per me non è questione di buonafede o malafede, si tratta di schiarirsi le idee con se stessi e rimanere coerenti. I cambiamenti di idee ci possono stare, del resto si parla di pentiti/collaboratori/ecc che sono di default persone che, si presuppone, hanno cambiato idea, a condizione che non si cambi idea ogni giorno.
    In più, faccio presente che se io parlo di una persona, chiunque sia ( quindi non necessariamente del Ciancimino di turno), e elenco dieci difetti e poi anche una qualità, quello che passa sono i difetti non certo l’unica qualità. Ultimamente avete pubblicato degli articoli dove venivano evidenziati solo lati negativi della collaborazione di Ciancimino.
    Inoltre, a volte non basta la buonafede con se stessi, ma bisogna stare attenti a come quello che diciamo può essere interpretato dall’esterno.

  • scritto da sabina

    Purtroppo siamo alle solite…viviamo in un paese dove su qualsiasi questione, dalla più banale alla più seria, occorre schierarsi da una parte o dall’altra e dove ogni questione si trasforma velocemente in questione politica. Massimo Ciancimino sta collaborando con la magistratura raccontando informazioni preziose che potrebbero portare luce su questioni fondamentali della nostra recente storia e soprattutto potrebbero portare giustizia a coloro che nella lotta alla mafia ci hanno perso la vita. Questa è, o meglio dovrebbe essere, l’unica cosa che conta ed invece non è così perchè Massimo Ciancimino viene valutato solo in quanto figlio di Don Vito. Purtroppo non si può scegliere i propri padri ma si può cercare di fare qualcosa di buono per il proprio paese ed è quello che Massimo Ciancimino sta facendo mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri cari. Questa è l’unica questione davvero reale. Inoltre Massimo Ciancimino sa parlare e sa relazionarsi con la gente comune e lo dimostra nelle presentazioni del suo libro alle quali, fortunatamente,accorrono numerosissime persone, segno che la maggior parte degli italiani sta dalla parte della ricerca della verità

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