Ma per fortuna c’è Pirlo

È il giorno dei primi verdetti… non sto parlando della prova d’Italiano per mezzo milione di studenti impegnati nell’esame di maturità, non mi riferisco al referendum a Pomigliano d’Arco. È il giorno dei primi verdetti ai mondiali del Sud Africa.
Se il calcio fosse uno spettacolo prevedibile si potrebbe azzardare di immaginare i primi accoppiamenti degli ottavi: Uruguay-Corea del Sud; Argentina – Messico. Ma siccome il calcio è il calcio si potrebbe anche ipotizzare l’impensabile resurrezione francese, il miracolo dei padroni di casa del Sud Africa, l’improbabile urlo dei leoni nigeriani e perfino il riscatto dei greci.
Quest’ultima ipotesi sarebbe una boccata d’ossigeno per tutta l’Europa, cancellerebbe definitivamente, dal dibattito politico dell’Unione, il tema della crisi economica e la Grecia improvvisamente potrebbe diventare la nuova locomotiva europea.
Oggi c’è Grecia – Argentina, sembra quasi un gioco degli specchi: il presente contro il passato recente, l’ultima manifestazione della crisi del capitalismo finanziario che riduce alla fame i cittadini, l’emblema di una voracità delle banche che, dalla notte al mattino, riduce i risparmi in carta igienica.
Le immagini di Atene e Buenos Aires, messe a ferro e fuoco dai lavoratori che hanno visto scomparire il proprio salario, sono cose della preistoria… oggi i due Paesi si fermeranno per vedere la partita con l’avallo della classe politica che spera nella qualificazione della propria squadra per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi.
In Italia, invece, c’è perfino chi si lamenta che i lavoratori vogliano di vedere la partita della nazionale. Gli operai della Fiat di Termini Imerese sono stati rimproverati dal mega-manager che ha deciso di chiudere lo stabilimento siciliano e di massacrare i diritti dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, promuovendo un finto referendum in cui si chiede agli operai di votare con una pistola puntata in testa.
Oggi a Pomigliano si vota per cancellare decenni di conquiste sindacali e di diritti operai, oggi in Italia comincia l’era della destrutturazione definitiva del sindacato… ma chi se ne frega: la cosa importante è che tra qualche giorno c’è la Slovacchia.
Qualcuno tenta di diffamare l’iper-manager dicendo che sia tifoso della Slovacchia. Non è vero.  In realtà, tutti sanno che Marchionne è un tifoso della Polonia, la nazione dove sta scegliendo di delocalizzare parte della produzione della Fiat.
Oggi potrebbe essere un giorno importante: nella provincia di Napoli si cancellano i diritti dei lavoratori, le leggi, i contratti e la Costituzione, miraggio da esportare in tutto il Paese. 
E forse comincia pure l’era del nuovo revisionismo storico: per la prima volta nella storia d’Italia gli studenti si dovranno confrontare con un tema sulle foibe, nello stesso anno in cui la Ministra Gelmini ha tentato di cancellare la Resistenza antifascista e il 25 aprile dai programmi scolastici. Casualità? Forse! Ma il revisionismo storico e la distruzione dei diritti hanno effetti più prevedibili di una partita di calcio… pertanto evitiamo distrazioni: Pirlo ha ripreso ad allenarsi.

 
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