Ecco tutta la Maturità

martedì 22 giugno 2010
10:52
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L’analisi del testo è dedicata a Primo Levi con un occhio ai capisaldi della sua formazione. E ai ragazzi si chiede anche di indicare quali sono i libri, gli autori che loro ritengono importanti per il proprio percorso. Per quanto riguarda il tema storico si propone la questione delle Foibe. Partendo dalla decisione di introdurre il Giorno del ricordo “al fine di conservare e ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe” si chiede ai candidati di delineare la complessa vicenda del confine orientale soffermandosi in particolare sugli eventi tra il 1943 e il 1954. E’ la prima volta che la questione delle Foibe viene affrontata in un tema della Maturità.

Testi di Mussolini, Togliatti, Moro e Giovanni Paolo II. E’ ampio il ventaglio dei documenti allegati al tema della Maturità dedicato ai giovani. “Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica: parlano i leader” è il titolo proposto alla riflessione dei maturandi a cui si offrono come spunti appunto le parole di grandi personalità della politica, ma non solo.

Il tema che pone l’inquietante interrogativo “Siamo soli?” offre ai candidati un nutrito pacchetto di documenti che spaziano dal campo della filosofia a quello della scienza, proponendo scritti di Kant e di Stephen Hawking. La “Ricerca della felicita” propone come riferimenti la Costituzione italiana e pure quella americana laddove prevedono che ciascuno debba essere messo in condizione di poter vivere con dignità e migliorando se stesso. Cita anche un articolo del quotidiano La Stampa dedicato alla crescita economica, con un originale punto di vista sull’impatto che essa può avere sul fronte della felicità personale, e una dichiarazione di Zamagni nella quale si sostiene che la felicità nasce anche dalla condivisione. “Piacere e piaceri” esplora tutti gli ambiti, spaziando, nella proposta dei documenti, dal sesso fino al dolore. E si citano dunque D’Annunzio (per il piacere fisico), Leopardi (con il suo accento sulla sofferenza umana) e poi Ungaretti, Brecht, Mantegazza.

C’è una traccia, dedicata al ruolo della musica nella società contemporanea: “La Musica, diceva Aristotele, non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poichè può servire per l’educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo. Il candidato si soffermi sulla funzione, sugli scopi e sugli usi della musica nella società contemporanea. Se lo ritiene opportuno, può fare riferimento anche a sue esperienze di pratica e/o ascolto musicale”.

 
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