“Contento per gli acquirenti
Ma il problema rimane”

“Contento per gli acquirenti   Ma il problema rimane”
lunedì 21 giugno 2010
15:50
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“Sono umanamente contento per i proprietari, ma il problema ambientale rimane”. Mario Milone, assessore comunale all’Urbanistica, si pone così in un’immaginaria via di mezzo, riguardo lo stop a Pizzo Sella delle confische di quattordici ville. “È stato riconosciuto il diritto alla proprietà di chi ha acquistato in ‘buona fede’ il suo immobile”, conferma Milone a proposito della sentenza emessa pochi giorni fa dalla seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo. Ma, prosegue l’assessore, “è altrettanto vero che naturalmente con questo atto non sono state annullate le questioni legate agli ambiti territoriali e urbanistici”. “Aspetto le motivazioni della sentenza – conclude Milone -, per adottare, se sarà il caso, iniziative che coniughino le giuste esigenze del privato con quelle dell’ambiente. Sta a vedere se nell’atto dei magistrati ci saranno chiari riferimenti al territorio”.
E proprio dalle motivazioni della sentenza, che ha fatto esclamare “giustizia è fatta” a chi è proprietario di una tra quelle ville che sovrastano il golfo di Mondello, dipenderanno le decisioni dell’avvocatura del Comune di Palermo. Se, ovvero, ci possano essere gli estremi per un eventuale ricorso giudiziario. “Ancora il dispositivo della sentenza non è stato notificato dalla cancelleria del tribunale”, fanno sapere dagli uffici legali del Comune. Appena però sarà possibile consultare le parole dei magsistrati, “ci si metterà al lavoro con la dovuta urgenza e attenzione – precisano dall’avvocatura comunale -, perché queste sono questioni giuridiche molto delicate”.
L’inizio della lunga e tortuosa vicenda della “collina del disonore”, come è stata apostrofata Pizzo Sella dopo la costruzione delle villette che ora sono abitate da circa settanta persone, ha inizio nel 1978. In quell’anno, infatti, vennero rilasciate più di trecento concessioni edilizie a Rosa Greco, sorella di Michele Greco, il boss mafioso conosciuto col soprannome di “papa”. Nel 2001 la Cassazione aveva confermato la sentenza di confisca, condannando per lottizzazione abusiva i costruttori. Nel 2008 venne notificato, da parte del Comune, lo sgombero ai residenti. Ora tutto è stato fermato, perché ai proprietari delle ville non possono essere riconosciuti i reati attribuiti a chi quelle case le costruì.

 
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Commenti

  • scritto da Orazio

    Scrissi a suo tempo ed in occasione tragica che la categoria forense non può essere considerata a nessun titolo componente della società civile, tanto meno di quella palermitana.

    La vicenda di Pizzo Sella lo dimostra, con intere schiere di azzecca-garbugli che di fatto impedisce la rimozione di quello scempio edilizio ed ambientale che sovrasta, di giorno e pure di notte con immagine cimiteriale, l’intera Palermo.

    Se la categoria forense fosse stata parte della società civile, questi orrori sarebbero già a terra e quello sarebbe magari un parco. E invece no, cavillo sopra cavillo, garbuglio sopra garbuglio, et voilà, I proprietari non avevano colpa. Guarda un po’ che adesso la colpa è di chi rispetta le leggi.

    E inoltre quelle case sono un punto di osservazione su tutta la città, da li si controlla il territorio se si vuole. E infatti chi fece le case? Leggo mafiosi… guarda un pò.

    Agli stolti ed a quelli che mafiosamente dicono “le case non si toccano” consiglio di leggere il preveggente e lucidissimo “Delirium cordis” di Michele Perriera, maestro di ambientazione in una Palermo post-catastrofe, peccato solo che Michele sia nato a Palermo.

  • scritto da Max

    ORAZIO: quoto, sottoscrivo e ribadisco !

    E ho letto, in altri post, che ’sti signori si lamentano pure perché il Comune, con i nostri soldi, non ha ancora fatto i lavori per le zone tagliafuoco !!!

    Che fa, magari gli facciamo anche la teleferica per la spiaggia ?

  • scritto da fabius

    stento a comprendere le parole del sig. Orazio.
    Credo che se esista qualcuno del tutto estraneo a quanto è accaduto dal 1978 ad oggi queste sono le persone che hanno acquistato gli immobili in buona fede.
    Non comprendo perchè debbano sempre pagarne le conseguenze ignari cittadini che convinti di poter, dopo tanti sacrifici, acquistare una casa si trovano invece a dover sostenere costi non indifferenti per la tutela di un loro diritto.
    Il comune di Palermo dovrebbe vergognarsi per quello che ha fatto e che continua a fare.
    Dico anche al caro Orazio che di parchi creati sulle macerie di case demolite io non ne ricordo anzi lungo l’autostrada palermo Trapani nel tratto all’altezza di Carini vedo, dopo le varie demolizioni, ulteriori orrori atteso che alcuna riqualificazione è stata fatta.

  • scritto da Mino

    Caro Orazio,

    I proprietari NON HANNO COLPA, hanno acquistato legalmente, rispettando le leggi, senza commettere nessun reato.

    Il danno l’ha fatto il Comune.

    Se poi fossi un po’ informato sapresti chi e` stato effettivamente a costruire le case… ma non lo sei…

    E comunque, seguendo il tuo ragionamento tutta Palermo e` un punto di osservazioni dei mafiosi, dato che a partire dal sacco di Palermo le infiltrazioni sono state purtroppo sempre presenti nell’ediliza palermitana…

    Anche la tua abitazione potrebbe essere stata costruita da qualche impresa coinvolta in qualche maniera con la mafia…ma non per questo tu ne saresti responsabile o complice!

    Io in ogni caso starei attento nello sparare giudizi a vanvera… rischi di beccarti una bella querela.

    Per concludere:
    LE CASE NON SI TOCCANO MIO CARO ORAZIO, FATTENE UNA RAGIONE!!!

  • scritto da bogart

    Guardi che quello che lei chiama scempio edilizio sono delle ville costruite sulla base di una concessione edilizia rilasciata dal comune di Palermo e regolarmente acquistate con soldi veri da cittadini italiani i cui contratti sono stati registrati dai notai . Le vere vittime di questa campagna mediatica sono loro ,privati cittadini che hanno acquistato regolarmente e non occupato abusivamente e che in ogni caso hanno diritto ad essere risarciti dal comune di Palermo.
    E guardi che la mia convinzione è disinteressata senza alcuna finalita’ e riconosco anche che sia minoritaria e non mediatica.
    Saluti

  • scritto da Gino

    vedo che orazio non capisce proprio nulla della vicenda di pizzosella

    - pizzo sella non e’ stato costruito dai residenti
    - i residenti hanno acquistato dal gruppo ferruzzi – all’epoca in cui il suo numero uno veniva additato come il mago della finanza italiana
    - il comune di palermo ha rilasciato persino i certificati di abitabilita’ per le case di pizzo sella
    - banche e notai non hanno rilevato aluna irregolarita’ – secondo voi la banca mi fa il mutuo per comprare una abitazione illegale?

    mi chiedo come mai orazio non faccia alcun commento sul vero sacco di palermo che negli anni ha riguardato le zone nobili di palermo (vedi quartiere notarbartolo-liberta’) – quante costruzioni di valore storico sono state buttate a terra per far posto a palazzine in cui probabilmente altri tipi come orazio vivono in profonda ipocrisia – si ricordi che pizzo sella fu costruito su una pietraia dove non cresceva un solo filo d’erba e su cui non esisteva un singolo albero

    orazio vada a fare un’analisi di chi ha costruito la sua casa e poi mi venga a dire chi e’ mafioso – la mafia e’ una cultura e mi sembra che orazio ne sia un chiaro esponente vista la mancanza di rispetto per i diritti degli altri

  • scritto da Gino

    assessore milone, ci faccia il piacere di occuparsi di cose serie – ci sono voluti 14 anni per capire che chi ha comprato casa a pizzo sella lo ha fatto nelle medesime condizioni in cui lei e qualunque altra persona ha acquistato casa a palermo?

    e’ chiaro che il pettegolezzo fa comodo perche’ permette di fare nulla e gettare fumo negli occhi dei palermitani – ma e’ ora di finirla di farsi propaganda alle spalle di pizzo sella

  • scritto da Orazio

    Solo una precisazione: per mafioso intendevo il boss Greco e famiglia, come da articolo sopra, visto che qualcuno ha preso lucciole per lanterne.

    Quanto allo scempio Notarbartolo – Libertà etc etc si giusto, buttiamo a terra tutta Palermo… io ci sto.

  • scritto da isaia panduri

    Ferma restando la buona fede (visto che non è possibile provare il contrario) degli acquirenti, rimane il fatto che le case sono state costruite in un posto dove non era possibile farlo. Fine. Punto.
    In un paese civile, e non è il nostro caso, le case sarebbero state abbattute, i beni del costruttore confiscati e gli inconsapevoli acquirenti rimborsati.
    E invece si è finito non solo col confondere il sacrosanto diritto degli acquirenti al rimborso con quello ad abitare nelle case illegali, ma adesso, con il diritto di proprietà riconosciuto legalmente essi potranno persino vendersele, le case.
    E così la collina della vergogna è diventata la “fondo anfossi” in collina di Palermo. Così vanno le cose, in Sicilia. Così vanno le cose in Italia.

  • scritto da Mino

    Isaia Panduri, il comune ha rilasciato le concessioni, che sono state rinnovate negli anni (anche dal sindaco Orlando). Il comune ha poi rilasciato nulla osta e certificati di abitabilita`. FINE. PUNTO.
    E tu ancora definisci queste case illegali…

    A me sembra normalissimo che il diritto di proprieta` sia riconosciuto e che uno possa disporre del proprio bene, libero di farne quello che meglio crede.

    La buona fede degli acquirenti e` stata appena appurata e verificata da un tribunale. Il tuo commento sembra dire invece che gli acquirenti sono in mala fede, ma non hanno trovato le prove. Io vorrei capire cosa ti spinge verso questo accanimento nei confronti di queste persone, tanto da volergli negare i basilari diritti della societa civile come la proprieta` privata…

  • scritto da ida

    mi sembra che qui l’unica NON in buona fede sia appunto isaia panduri che si permette ancora di disturbare i legittimi residenti di pizzosella

    a proposito vedo che cita fondo anfossi…bene, come mai nessuno si e’ mai preoccupato di quella vicenda e delle altre migliaia di situazioni simili?

    semplice perche’ il politioo e l’ipocrita di turno hanno deciso di usare pizzo sella a scopo di propaganda calpestando i diritti di cittadini onesti che con decenni di sforzi hanno trasformato pizzo sella in un giardino fiorito nelle zone abitate

    nelle zone disabitate la collina purtroppo e’ in rovina ma basta guardare il resto della citta’ e chi la amministra per capire dove stanno le responsabilita’

    essere VERDI non vuol dire paralisi come molti imbecilli ancora credono – essere verdi vuol dire darsi da fare con i fatti – i residenti negli anni hanno piantato migliaia di arbusti in una collina all’origine pietraia ed hanno trasformato le zone abitate in giardini lussureggianti – il resto isaia panduri sono chiacchere da bar dello sport – se veramente vuole fare qualcosa per questa citta’ cominci daL raccogliere le erbacce ai bordi delle strade

  • scritto da riki

    bogart
    finalmente posso congratularmi con lei per quello che ha scritto.
    Ha fatto bene ad intervenire.
    Saluti

  • scritto da riki

    Isaia Panduri
    non capisco su cosa e perche’ insisti.
    Ormai e’ chiaro a tutti che dal punto di vista urbanistico la situazione di Pizzo Sella e’ IDENTICA a quella di altre seimila ville palermitane,cui venne rilasciata licenza di costruzione nel 1978,
    per scelta della Commissione Urbanistica dell’epoca che acconsenti’ la densita’ 0,20 in aree di PRG a verde agricolo.
    QUINDI TUTTO REGOLARE
    .
    Siamo in DEMOCRAZIA e tutti i cittadini sono = davanti la legge.
    Ergo o demoliamo 6.000 (seimila ) ville,ed ovviamente RISARCIAMO TUTTI,
    o la smettiamo di continuare con questo atteggiamento persecutorio verso una
    piccola comunita’,che potrebbe costare anche molto caro a chi continua
    con questi interventi che
    mettono pure in discussione l’operato della CORTE DI APPELLO.

  • scritto da riki

    la sentenza e’ disponibile.
    C’era anche disponibile il progetto di Riqualificazione di Pizzo Sella
    a seguito di bando Internazionale dell’Ordine degli Architetti,
    cui nessuno ha dato seguito.
    A Palermo e’ cosi’.

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