“Finalmente giustizia è stata fatta”. Queste le parole pronunciate con evidente sollievo da Francesco Paolo Sorti, uno dei portavoce del comitato degli abitanti di Pizzo Sella. Famiglie che hanno acquistato le proprie case con tutti i documenti che ne certificavano l’abitabilità e che si sono ritrovate, invece, a vivere in edifici costruiti dove non era pensabile edificare. Una battaglia durata tredici anni e poi la sentenza della seconda sezione della corte d’Appello di Palermo che revoca la confisca degli immobili. Secondo i giudici, gli acquirenti infatti non avrebbero commesso il reato in quanto ritenuti “in buona fede” al momento dell’acquisto. “giustizia è stata fatta – ripete Sorti – sia divina che umana. Dopo tredici anni di battaglie, ci è stato riconosciuto un diritto”. Certo, c’è da scommetterci, in questi ultimi tredici anni i momenti di sconforto saranno stati non pochi “eppure – sostiene ancora Sorti – nonostante tutto in noi era rimasta la fiducia nella magistratura e nei giudici. Ci abbiamo creduto. E alla fine abbiamo avuto ragione”.
Non è dello stesso avviso il consigliere comunale e deputato all’Ars Davide Faraone, che comunque precisa come “le sentenze vadano rispettate sempre. Il punto è che, di chiunque siano le responsabilità, di fatto queste costruzioni sono e restano vergognose. Poi, in effetti, i proprietari hanno acquistato in buona fede, se i costruttori mafiosi hanno realizzato questo scempio – continua Faraone – non è responsabilità loro”.
Una proposta, infine, arriva dal consigliere comunale, che torna a vestire i panni del deputato regionale: “l’emendamento sulla delocalizzazione, che era stato proposto di inserire all’interno della legge sul Piano Casa varata all’Ars qualche mese fa, avrebbe risolto il problema di Pizzo Sella e di tantissime altre realtà siciliane che versano nelle stesse condizioni. Attraverso la delocalizzazione avremmo consentito a queste persone di individuare nuovi lotti di terreno edificabile comunale e di costruire altrove. Lo riproporrò – conclude Faraone – come disegno di legge d’iniziativa parlamentare in sala d’Ercole”.











suggerisco a davide faraone di delocalizzare casa sua…ma non in sicilia, vada piu’ a sud in qualche paese africano senza regole e senza rispetto per i diritti umani…e questi sarebbero i politici che ci governano…una classe dirigente da zero assoluto
Sig. Faraone
invece di continuare con
PROGETTI CHE ROVINANO LA VITA ALLE PERSONE,
venga a Pizzo Sella,a dare una mano ad estirpare le erbacce…
Caro Onorevole Faraone,
Si vada ad occupare dei veri problemi della Sicilia, come la mancanza di lavoro, l’immondizia, la mancanza di serviti per i cittadini, la mancanza di un futuro per i giovani.
Perche` insistere nel volere rompere le scatole ai cittadini onesti con un legge cervelloide che non farebbe bene e nessuno?
Non e` Pizzo Sella il problema di Palermo e della Sicilia, il vero problema e` gente come lei che affronta falsi problemi per fare semplice demagogia con la gente che e` esasparata da ben altre questioni.
INSOMMA SI VERGOGNI LEI!!! E ORA BASTA, LASCIATE IN PACE PIZZO SELLA ADESSO!!!
La posizione di Faraone è del tutto ragionevole.
Nonostante l’indubbia buona fede degli acquirenti, quelle case sono uno scempio ambientale.
E dal momento che la responsabilità è dell’amministrazione locale dell’epoca, espressione della comunità cittadina, tocca alla comunità di oggi farsi carico di risolvere il problema, se lo vuole.
Faraone, le sue parole non mi stupiscono. D’altronde lei fa parte dell’insignificante classe politica che pensa a governare per i propri interessi. Lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la città rispecchia in toto l’espressione politica di cui lei fa parte. Le suggerisco di delocalizzare casa sua in un nuovo lotto di terreno che ho individuato tra le profumate colline e i gabbiani di Bellolampo o, se non dovesse ritenere il posto all’altezza, può sempre delocalizzarsi tra le lussureggianti rive dell’Oreto.
Faraone,
la vergogna di questa città non sono le costruzioni di Pizzo Sella, ma (non) essere amministrata da pseudo politici come lei. Complimenti per l’arguta soluzione trovata!: “Delocalizzazione”. Un bambino di due anni avrebbe pensato a qualcosa di più intelligente. I soldi ai proprietari per comprare i nuovi lotti di terreno e per costruire edifici almeno pari a quelli esistenti li darebbe lei, o il Comune di Palermo che come tutti sanno naviga nell’oro? Ma mi faccia il piacere…..provi a fare pace con il suo cervello e se ci riesce cerchi di partorire soluzioni migliori.
adesso potete capire a cosa porta l’odio sociale,
e l’essere stati allevati a falce e martello.
CHIARO?