Così il boss pagava gli “stipendi”

venerdì 18 giugno 2010
12:34
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Quando si è capi bisogna provvedere alle necessità degli affiliati e delle loro famiglie. E’ il caso di Antonino Abbatte, alla guida della cosca del Borgo Vecchio. E’ lui, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, a tenere la cassa e a pagare gli stipendi dei “picciotti”, liberi o detenuti, con i proventi di estorsioni, rapine e traffico di stupefacenti. Il 25 marzo 2010, mentre discute con Vincenzo Giovanni Trapani, un anziano pregiudicato del Borgo Vecchio agli arresti domiciliari per droga, Abbate dice che deve essergli grato per lo stipendio. Il suo nome, infatti, non è inserito nel libro paga del clan, definito “il libro dell’Amia (l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Palermo ndr)”. E’ invece annotato il nome di Luigi Barbera, condannato per mafia con sentenza definitiva. Abbate gli fa avere, tramite il figlio, uno “stipendio” di 750 euro al mese. Ed è sempre Abbate ad occuparsi delle esigenze di Giusy Amato, arrestata per avere favorito la latitanza di Gianni Nicchi. La donna, su richiesta della famiglia di Porta Nuova, avrebbe messo a disposizione del boss il covo dove Nicchi fu catturato. Quando la Amato viene scarcerata per scadenza dei termini, Abbate la va a trovare e la rassicura sia per quanto riguarda il pagamento dell’avvocato sia sull’andamento della vicenda giudiziaria suggerendole persino la strategia difensiva. “Devi dire che tu l’hai conosciuto in un locale… punto”. Ma la donna dice di volere essere risarcita per essersi messa a disposizione, lamentandosi del comportamento di Nicchi: “non è che a me il signorino mi dava la mazzettina a me non mi ha dato niente nessuno”.

 
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Commenti

  • scritto da Nino

    Cara Giuseppa, Giuseppina o Giusy, come vuoi essere chiamata,
    spero che ti imbatta in questo messaggio – Che tu non possa mai vedere un soldo, fosse pure uno solo, dei proventi delle estorsioni!
    La pagnotta te la devi guadagnare, non solo col sudore della fronte ma, anche, con tutte le umiliazioni che tanta gente onesta subisce per guadagnarsela [la pagnotta].
    La prossima volta che dai asilo a mafiosi e criminali… pensaci, non una, non due, non tre ma mille volte.

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