Giordano, il “pentito” dello Zen

lunedì 14 giugno 2010
11:45
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Si è presentato dagli inquirenti, ancora prima di essere arrestato, sentendosi stringere attorno a sé il cerchio delle indagini, e ha manifestato l’intenzione di collaborare con la giustizia. Un pentimento sui generis quello di Salvatore Giordano, 50 anni, uomo d’onore del quartiere Zen, ultima gola profonda di Cosa nostra. A differenza dei suoi “predecessori” non ha avuto bisogno dei rigori della cella per decidere di saltare il fosso. Le sue dichiarazioni, insieme a quelle di un altro pentito della stessa zona, Manuel Pasta, hanno consentito agli inquirenti di ricostruire gli organigrammi della famiglia di San Lorenzo, di scoprire il tentativo, delle cosche, di stringere nuove alleanze per superare le difficoltà che gli ultimi arresti hanno provocato alla mafia e svelare i nomi dei prestanome dei boss.

 
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Commenti

  • scritto da Nino

    Il pentitismo fa comodo a tutti quando diventa l’ultima risorsa.

  • scritto da pippo

    Nino, parole sante le tue e come non potrei essere d’accordo!!!!!

  • scritto da Alfonso

    INSOMMA…………………. CON LA MODIFICA DELLA LEGGE SUI PENTITI NON E’ PIU’ COME UNA VOLTA (MODIFICA CHE PERALTRO ERA PURE UN PUNTO DEL PAPELLO DI RIINA)

  • scritto da esagono

    A volte non è l’ultima risorsa per capire i meccanismi della mafia, ma piuttosto l’UNICA risorsa.

  • scritto da Roberto

    Per pulire le strade dalle cacchette di cane non mi risulta che si usi il piumino da cipria o lo spazzolino da denti. Giordano va benissimo per ripulire le strade. Senza contare che rischia di suo, mentre tacendo poteva rischiare di meno. Quindi, va benissimo così, e meno male che ancora non esisteva la legge sulle intercettazioni.
    Piuttosto, è del tutto sbagliato citare i magistrati (procuratore aggiunto Antonio Ingroia, pm Marcello Viola, Lia Sava, Gaetano Paci, Annamaria Picozzi e Francesco Del Bene): loro non c’entrano niente, anzi non esistono. E’ ormai stranoto che arresti ed indagini li fa Maroni in persona, seguendo le indicazioni di Berlusconi; spesso si traveste con barba e baffi e parrucche bionde, assumendo quei nomi – fasulli, si capisce subito – perché è modesto e non vuole apparire.

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