Nasce il quarto polo universitario

Ministero della Pubblica istruzione, Regione siciliana e Università hanno firmato un’intesa che prevede la realizzazione di un nuovo “sistema Universita” in Sicilia, basato su quattro poli: Palermo, Catania, Messina ed Enna, quest’ultima diventerà statale. L’obiettivo è di potenziare, razionalizzare, dare certezza di finanziamento all’offerta formativa e alla ricerca, evitando al contempo duplicazioni di corsi, ancorando l’offerta alle vocazioni territoriali, pianificando un programma di investimenti statali, regionali e locali. I contenuti dell’intesa, preliminare a un Accordo di programma quadro, sono stati illustrati in conferenza stampa dal presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, dall’assessore regionale all’Istruzione, Mario Centorrino, dal presidente del Crus e rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla e da Salvo Andò di Enna. L’accordo battezza anche la nascita del quarto polo, con Enna che farà da hub creando una rete con Siracusa e Ragusa. L’offerta formativa universitaria in Sicilia, così ridisegnata, prevede quattro poli universitari (Palermo, Catania, Messina, Siracusa-Enna-Ragusa) ognuno dei quali legato in rete con altri centri che entrano a pieno titolo nel sistema accademico siciliano: Agrigento e Caltanissetta per Palermo; Noto, Modica e Caltagirone per Catania; Messina, Barcellona e Patti si collegheranno in rete con altri soggetti di alta formazione nell’area metropolitana dello Stretto. “Si tratta di un sistema integrato su base regionale – ha spiegato Lombardo – che vede impegnati in una stretta collaborazione Università, Ministero e Regione, in un’azione sinergica finalizzata tra le altre cose, alla crescita e alla razionalizzazione dell’offerta universitaria siciliana nel suo complesso. Questo accordo rappresenta un buon risultato in un processo che si articola in molteplici passaggi dove ogni risultato è un successo”.

Per l’assessore regionale all’Istruzione, Mario Centorrino, l’intesa “é un passaggio importante per rafforzare il sistema universitario siciliano con la disponibilità del ministero a supportare l’implementazione dell’offerta formativa e la definizione di una politica di ricerca”. “L’accordo è una tappa fondamentale – ha sostenuto il Rettore Lagalla – verso un sistema integrato di alta formazione e ricerca. Soltanto mettendo in rete volontà, competenze, risorse, potremo ottenere risultati rendendo competitiva l’intera Sicilia. Le Università vogliono dialogare tra loro, costituire un’opportunità coerente di formazione, ma soprattutto parlare con il territorio e con tutte le istituzioni deputate allo sviluppo. Dopo un lungo percorso, abbiamo creato con questo pre-accordo un sistema a rete che ha certezza di finanziamento pluriennale”. Nel Quarto Polo saranno attivate sei facoltà: due nelle sedi di Ragusa e di Siracusa e quattro in quelle di Enna. Di conseguenza dovranno essere applicate misure di mobilità sia per il personale docente che per quello tecnico-amministrativo. Le altre Università siciliane dovranno armonizzare l’offerta formativa anche in relazione alla nascita del nuovo Ateneo, coprendo ambiti del sapere scoperti, evitando duplicazioni. L’accordo vede un forte impegno istituzionale: la Regione si impegna per almeno nove anni a destinare risorse non inferiori a quanto stanziato per l’anno finanziario 2010 (curca 30 milioni di euro) e a favorire l’accesso del sistema universitario siciliano ai fondi del Por, sia Fesr che Fse. Il ministero dell’Università ad agevolare la disponibilità dei finanziamenti alla ricerca, relativi all’Apq del 2009, mentre gli enti territoriali rappresentati nel comitato Quarto Polo dovranno destinare al soggetto gestore, sempre per nove anni, una somma non inferiore a quanto distribuito nelle sedi di Enna, Siracusa e Ragusa.

 
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Commenti

  • scritto da esagono

    Ecco: il governo dei competenti…. nell’incompetenza. Si apre una università nuova, il quarto polo, e devono essere le università storiche ad adattare la propria offerta formativa (=cancellazione di corsi di laurea) in base alla nuova università e non viceversa. Di fatto è solo un favore agli amici per cui anziché togliere i corsi decentrati li facciamo diventare “quarto polo” insieme alla kuore dell’amico TurAndò, come disse qualcuno in tv.

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