Il futuro incerto del teatro Biondo
Terminelli (Pd): “Crisi irreversibile”

lunedì 7 giugno 2010
16:35
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La protesta nazionale contro i tagli agli enti teatrali passa anche da Palermo, dove l’attenzione viene attualizzata e puntata sulla situazione del Biondo. A criticare la politica del governo nazionale e dell’amministrazione palermitana riguardo la gestione dei fondi per la cultura sono i vertici del Partito democratico regionale e cittadino, che poi giudicano “gravemente in deficit” la realtà dello Stabile guidato da Pietro Carriglio.
La preoccupazione del Pd per quelle che sono e saranno le sorti dello storico teatro di via Roma, e del centinaio di persone che vi lavorano, sono state espresse, nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamattina, da Ninni Terminelli, segretario comunale dei democratici e consigliere a Palazzo delle Aquile: “Le casse del Biondo fanno registrare un passivo di quattro milioni di euro. Ci troviamo di fronte ad un’emergenza non meno importante di quella in cui versano Amia e Gesip”. Il rappresentante democratico passa anche in rassegna quelli che a suo dire sono i responsabili del buco da lui denunciato: “I tagli ai finanziamenti da parte della Regione vanno sommati ai due milioni di euro che la giunta palermitana aveva promesso e poi non ha dato – afferma Terminelli – Se viene tolto un altro centesimo, per il Biondo sarà crisi irreversibile. C’è assoluto bisogno di una seduta straordinaria del Consiglio comunale”.
Di “condizioni drammatiche della cultura a Palermo” parla il segretario siciliano del Pd Giuseppe Lupo, che lancia una stoccata al sindaco: “La cattiva gestione di Cammarata non ha fatto che peggiorare le cose”. Ma gli strali di Lupo risparmiano i vertici del Biondo: “Carriglio dal punto di vista artistico ha operato bene. Le responsabilità vanno cercate altrove”.
Quello che infine fa temere al Pd un futuro immediato di tagli per il mondo della cultura e del teatro, per scongiurare il quale si terrà a Palermo una manifestazione per l’inizio della prossima settimana, è l’effetto incrociato del decreto Bondi e della Finanziaria targata Tremonti: “Da un lato verrà dato lo stop alle assunzioni a tempo indeterminato fino al 2013 – spiega Lupo -,  mentre dall’altro verranno tolti agli enti locali siciliani circa 350 milioni”. Da qui le conclusioni di Antonello Cracolici, capogruppo Pd all’Ars: “I tagli saranno del 20-30 per cento. Tanto è sempre troppo facile togliere soldi alla cultura”.

 
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Commenti

  • scritto da Orazio

    Che la giunta Cammarata, e con essa le giunte regionali Cuffaro e ora Lombardo abbiano ridotto la politica culturale palermitana ad un campionario di tricche & ballacche (che non è cultura e nemmeno diverte) è un dato di fatto.

    Come è un dato di fatto che dal Biondo, grazie alla direzione artistica di Pietro Carriglio, (ed alle sue folkloristiche regie, ed alla sua pervicacia nel far cimentare sui mostri sacri della drammaturgia novecentesca uno scarso come Umberto Cantone) siano letteralmente scappati migliaia e migliaia di spettatori, che ai tempi di Roberto Guicciardini (erano i tempi delle giunte di centro-sinistra) riempivano pure la piccionaia di un teatro che era entrato (forse per la prima volta) nel giro mondiale dei teatri di prosa che contano. A parte la fama del teatro (e di Palermo) anche il botteghino rideva… i debiti sarebbero stati minori, no?

    Poi possiamo parlare pure (lo leggo qui ed ora) di debiti non onorati da parte dei soci fondatori, insomma, una bella cricca di centro destra (ma guarda un pò…!!!!) che sta fagocitando l’ennesima creatura illustre della decaduta Palermo.

    Il teatro è un’arte SERIA, (non seriosa), quindi non può essere lasciata in mano ai dilettanti allo sbaraglio del centrodestra cittadino e siciliano.

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