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Lombardo sui precari:
“Pretendiamo una deroga”

Lombardo sui precari:  “Pretendiamo una deroga”
giovedì 3 giugno 2010
15:39
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”I 22.500 precari dovrebbero essere cancellati ed andare a casa, perchè si viola il patto di stabilità? Questo è impossibile. Pretendiamo, invece, una deroga, affinchè questi lavoratori restino al proprio posto. Il nostro obiettivo è la stabilizzazione, ma destineremo il personale a mansioni e funzioni precise, impedendo ogni ipotesi di futuro precariato, così come abbiamo fatto bloccando le assunzioni fin dal nostro insediamento”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, illustrando la linea del governo regionale, nel corso dell’incontro convocato dall’assessore regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Lino Leanza, sulla stabilizzazione di 22.500 lavoratori siciliani che si è svolto nell’Albergo delle Povere di Palermo. ”Intanto, dopo un anno – ha proseguito Lombardo – siamo ancora in attesa della firma al decreto per l’attribuzione dei fondi Fas. Da parte nostra siamo pronti ad anticipare queste somme con le risorse del bilancio regionale, ma pretendiamo certezze. Nel frattempo chiediamo che il disegno di legge sulla stabilizzazione venga inserito immediatamente all’ordine del giorno dei lavori dell’Ars, per discuterlo in aula già la prossima settimana”. ”Forti del sostegno unanime da parte di Comuni e Province – ha concluso – con l’appoggio dei parlamentari di tutti i partiti, vogliamo inoltre aprire con il governo nazionale una vertenza generale che riguarda le finanze della Regione e degli enti locali siciliani i quali, nonostante gli sprechi vengano tagliati da ogni parte a cominciare dalla sanità, hanno situazioni economiche complicate”.

 
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Commenti

  • scritto da luca

    Lombardo pretende una deroga. Mostra i muscoli con Roma, si fa portatore delle istanze, umanamente comprensibilissime, di decine di migliaia di precari, che rischiano di restare a terra dopo anni di promesse. Va bene. C’è un problema però, che si chiama “storia”. La storia siciliana degli ultimi anni (in realtà decenni) è fatta di municipalizzate diventate s.p.a. per assumere fuori concorso e poi fallire (con “conti” presentati a Roma: vedi Amia), di Ato rifiuti moltiplicati giorno per giorno con assunzioni a frotte, sempre fuori concorso (ed anch’essi sull’orlo del baratro), di vere e proprie società di “precariato” ormai anch’esse vicine all’abisso (un esempio per tutti: Gesip), di una regione (la regione siciliana) che ha dipendenti in numero pari a dieci volte (dieci!) la Lombardia (la Sicilia ha meno della metà degli abitanti). La nostra terra non ha obiettivamente le risorse per tenere in piedi questo “castello di carta e cedolini”, dietro il quale sta e resterà il deserto. Chiedere deroghe significa chiedere denaro ad altri. E la parte produttiva del paese – nella quale da dieci anni vivo – non ha più davvero “fiato” per dare aria al resto d’Italia. Un popolo senza responsabilità non ha futuro.

  • scritto da cesare

    Ma certo viene da ridere, ancora ha sentire parlare di fondi FAS, si vuole dare l’immagine che avendo a disposizione questi fondi, si risolvono tutti i quai della Sicilia, ma tutti sanno, primo fra tutti il governatore che questi fondi non arriveranno mai, ma continuano a prendere in giro i siciliani.
    Ma se non sbaglio, il più accanito sostenitore del governo Lombardo, non ha una delega particolare a Roma, se non sbaglio non ha più volte paventato, a destra e a manca che succedeva la fine del mondo se il governo centrale non concedeva quanto spettava alla Sicilia. Ora stranamente è caduto nel silenzio più assortante. E’ vero quello che diceva Leonardo Sciascia ( LA SICUREZZA DEL POTERE SI FONDA SU L’INSICUREZZA DEI CITTADINI).
    ON. Miccichè, se cì sei. batti un colpo.

  • scritto da Amleto

    Situazioni economiche complicate? Il modo di incidere sugli sprechi è tutto da riconsiderare. Si continua a non comprendere dove è necessario veramente tagliare. Naturalmente, ciò facendo si farebbe male veramente a qualcuno…Meglio prendersela con i cittadini?
    Poveri precari, ogni volta sono ad un passo dalla stabilizazione (di fatto hanno lavorato da sempre)e sopraggiunge qualcosa per allontanarli dal loro tanto agoniato sogno. Mi chiedo e chiedo ala classe politica che ci governa, e gli altri? Quelli non fortunati,non facenti parte del grande contingente dei precari nelle loro svariate sigle? Parlo di coloro che non sono riusciti ad entrare nei progetti, perchè….? Meglio stendere un velo pietoso sul perchè…!

  • scritto da sicilianovero

    NOI GIOVANI SICILIANI PRETENDIAMO I CONCORSI COME PREVEDE LA COSTITUZIONE ITALIANA ALL’ART. 97 PER L’ACCESSO AL PUBBLICO IMPIEGO!!!

  • scritto da anna

    questi sono i risultati di decenni di malgoverno siciliano.adesso voglio vedere come va a finire.

  • scritto da enzo

    Caro Luca, una politica dissennata che si trasporta da decenni, ha deciso che al nord dovessero attribursi risorse, industrie e lavoro e del sud farne uno stipendificio. Infatti una delle ragioni che non mi convince affatto circa il tasso di evasione al 63% in Sicilia sta lì: come può uno stipendificio tassato all’origine provocare tanta evasione? Mistero… giuliano! la deroga al patto di stabilità non comporta un aggravio per nessuno, ma semplicemente non mette gli enti locali a rischio sanzionie e quindi dissesti, per spese ritenute in più rispetto ad un patto sul costo del personale, dove in realtà tutte le pubbliche amministrazioni fanno carte false pur di rientrarvici. Del resto qualcuno mi vuole spiegare perchè sono fuori dal patto di stabilità Camera, Senato, Assemblea Regionale? Il patto riguarda il personale e in materia questi tre organismi, ma non sono i soli, costano parecchio.

  • scritto da paolo

    andate a lavorare seriamente come fanno tutti invece di elemosinare

  • scritto da Lea

    Esci dal governo Berlusconi, bu…bAffone!

  • scritto da luca

    Caro Enzo, nessuno decide dove va lo sviluppo e dove si fa lo stipendificio. Dipende, anzitutto, dalla volontà delle persone, dal modo di intendere il lavoro ed anche la vita. Lo dico da siciliano che ama la sua terra come un matto: noi abbiamo una ridotta cultura del lavoro, un ridotto senso di intrapresa, un ridotto senso della comunità e del senso sociale dell’azione individuale (basti pensare a come intendiamo il rapporto con la nostra città: sporchiamo, non rispettiamo le minime regole di convivenza civile, costruiamo in modo dissennato). Hai ragione nel dire che la politica ha giocato su tutto questo, facendosi portatrice dei peggiori istinti della nostra società. Ma la politica, quella siciliana (responsabile in massimo grado del dissesto, e dell’abisso sul quale ci si trova ora), la decidono i siciliani, non i lombardi o i piemontesi. E cerchiamo di non farci incantare da chi racconta balle, cercando di convincerci che le “risorse vanno al nord”: Piemonte, Lombardia e Veneto trasferiscono ogni anno (al netto di tutto) cento miliardi di euro verso le altre regioni (vedi libro di Ricolfi, “Il sacco del nord”) ed hanno carenze infrastrutturali formidabili, che oggi pagano carissime. Il nord ha sopportato fin troppo, e chi non se ne rende conto è cieco. E se il nord si ferma, è la fine (chi metterà più la “benzina” nella macchina-Italia? Da dove arriveranno gli stipendi siciliani? Qualcuno se lo chiede?). E’ necessario un cambio radicale di mentalità, e purtroppo, a mio modo di vedere, solo una volta precipitati nell’abisso – che vedo molto vicino – questo sarà possibile, perché necessario per ragioni di “sopravvivenza”.

  • scritto da Totò

    Miccichè è impegnato con le analisi del voto lasciatelo stare. Il partito del Sud è….l’amore per i siciliani è….amo la mia terra prima di berlusconi….i fas servono per lo sviluppo, quei soldi sono nostri e nessuno li tocca, tanto il Miccichè sottosegretario al CIPE controlla( quando è raramente lucido chiaramente ). VIVA LA SICILIA VIVA I SICILIANI VIVA PARTINICO E DINTORNI VIVA SANT’AMBROGIO E TUTTI I MARTIRI.
    A PROPOSITO VIVA IL SUD AFRICA per restare in tema.

  • scritto da Vitruviano

    @Amleto
    Poveri precari un cavolo! Senza il compromesso del voto di scambio, senza questa sorta di messa in vendita della propria coscienza sociale forse non saremmo al punto in cui ci troviamo! Siamo bravi noi siciliani a distribuire colpe ma mai a prendercela con noi stessi veri fautori dei nostri amari destini: chi ci ha rappresentato in questi decenni ce l’abbiamo messo noi in cambio di un qualcosa che arrivava ai più bravi e meritevoli…si ai più bravi a raccattare voti e consensi politici!

    @sicilianovero:
    ormai in Sicilia i concorsi pubblici sono cosa rara perchè tra PIP, LSU, ex ART.23 e chi più ne ha più ne metta i politici con i voti di scambio hanno intasato (anzi sovraffollato in modo indecente come scrive @luca) tutta la pubblica amministrazione regionale e ciò sarebbe una faccia della medaglia, l’altra è che essendo il 70%-80% degli impiegati regionali (tra regione, società partecipate, controllate etc.) presi nel mucchio e non selezionati ad hoc abbiamo anche una P.A. con gente non qualificata, riadattata, riciclata che naturlamente porta ad una gestione più onerosa e meno efficiente della res pubblica.

  • scritto da Mauro

    Abolizione dello statuto speciale.
    Solo per iniziare.
    Altro che deroghe, piagnistei ed elemosina.
    Io per fortuna me ne sono andato.
    Buona fortuna.

  • scritto da gigi

    Caro Luca, sei un pochino confuso. Sei tu che ti fai incantare da chi racconta balle. La situazione è esattamente all’opposto. Appunto, dovresti studiare un pò meglio la storia. Comincia con Garibaldi, visto che siamo ormai nel pieno delle celebrazioni per i 150 anni dall’unità d’Italia.

  • scritto da enzo

    @Luca in parte è condivisibile il tuo ragionamento ma rispondimi: Fiat chiude Termini e i 150 milioni di euro della regione non sono stati sufficienti a farla desistere. Unicredit si incamera il Banco di Sicilia sposta con esso la sede legale e si porta un gettito fino a ieri a vantaggio della Sicilia di circa 400 milioni di euro all’anno di irpef diretta e indiretta. Le società petrolifere hanno devastato il territorio con le loro raffinerie e alla Sicilia lasciano il danno e neanche un soldo complice la Corte Costituzionale che non riconosce il valore costituzionale del nostro statuto e parliamo di almeno un miliardo di euro all’anno. Poi è vero tutto quello che vuoi tu, ma non si può negare alll’infinito che il sud per molti è terra di conquista. Gli industriali hanno pensato bene dal guardarsi dalla Sicilia perchè noi abbiamo la mafia, ma quelli che sono venuti non si sono fatti scrupolo di farci affari con la mafia. Poi in ultimo chi decide la politica. li hai ragione purtroppo deicidono i politici siciliani con il loro atteggiamento Ascaro e vigliacco. Personalmente sono stanco di votare per chi il mio voto lo dedica alle leggi ad personam e lodi vari. Ecco perchè vorrei una lega del sud, che come quella del nord sappia dare al terrotorio le risposte che lo stesso rivendica.

  • scritto da luca

    Si Gigi, hai ragione tu: la Sicilia, all’epoca di Garibaldi, era un eden industrializzato, con strade, ferrovie, ponti, fognature, acquedotti, giardini fatati. Poi sono arrivati i signori del Nord, predoni affamati, che ci hanno spogliato di tutto: hanno portato via denari e immense ricchezze, hanno privato noi di ogni opportunità e possibilità, lasciandoci soli e dispersi nelle nostre lande, oppressi da un carico fiscale insopportabile destinato a rimpinguare le molli famiglie padane, ferme in attesa delle loro laute rendite meridionali. E dunque serve un grande condottiero, che riaffermando i torti storicamente subiti, faccia valere con ogni mezzo (perchè non la guerra?) le ragioni della Sicilia e del suo popolo affamato, chiedendo i giusti risarcimenti.Bene, continuiamo (anzi: continuate) così. E soprattutto continuiamo (anzi: continuate) a cercare grandi condottieri, come quelli “in carica”. Vedremo (: vedrete) che risultati arriveranno: già se ne vede un anticipo, fosco, foschissimo.

  • scritto da luca

    Enzo,

    la fiat va via perchè la produzione a Termini è antieconomica (da sempre), ed è immorale (ed irrazionale) pensare che possa stare lì producendo perdite che anno dopo anno lo stato ripiana. La aziende private vanno dove conviene produrre, per ragioni anzitutto logistiche. So che è terrificante per chi perderà il lavoro, ed è chiaro che questa gente (a differenza di chi il posto di lavoro, spesso finto, lo ha rubato politicamente) andrà aiutata. Idem per il BDS: come vietare ad una società privata (quotata) di razionalizzare la propria struttra? Unicredit non ne risponde ai siciliani: ne risponde al mercato, a migliaia di azionisti italiani e stranieri, a fondi di investimento ed autorità di vigilanza. Il punto, Enzo, è proprio questo: persa ogni forma di “protezione pubblica” – perchè il mercato la esclude ed in ogni caso non esistono più risorse per garantirla – la Sicilia deve fare i conti con la storia: ed il suo popolo, come tutti gli altri popoli della terra, deve diventare responsabile di sè stesso (mantenersi da solo, crescere da solo)
    senza aspettare aiuti ed aiutini e senza lamentarsi della classe dirigente esprime (se non va bene, la cambi: punto). Quanto ai temi fiscali che sollevi, tieni conto che, se si applicasse tutto lo statuto, è vero che la Sicilia avrebbe forse qualche entrata in più: ma dovrebbe coprire da sola molte “uscite” che attualmente sono coperte dallo Stato. Credimi, tra le due poste non c’è proporzione. E’ un tema che è meglio tralasciare, per il bene di tutti.

  • scritto da enzo

    No Luca non servono nuovi condottieri ma semplicemente buon senso. E’ innegabile che quella piemontese è stata una annessione e la spinta industriale al nord si ebbe grazie alle tante valigie di cartone che affollarono i treni e le navi dal sud verso il nord e dalla Sicilia in particolare. Questi processi non nascono da soli ma sono pensati e governati in maniera precisa. E se Cavour oggi sarebbe paragonato a Berlusconi per capacità d’impresa personale che aveva,è chiaro che si è dato un modo di spingere il paese in una certa maniera. Certo, noi ci abbiamo messo del nostro, i difetti di cui parli e la mafia. Ma il sud e la Sicilia era il granaio elettorale che doveva garantire anche equilibri internazionali e allora secondo un principio oggi inaccettabile, riempiendo pancia ad ogni costo dal posto pubblico alla pensione di invalidità si è andati avanti.E non è che il nord non ne abbia beneficiato: Quante 500 e 600 il Sig. Agnelli riuscì a vendere al SUD con le cambiali garantite da questo sistema? e allora con posti e pensioni si garantivano le fabbriche al nord. E tutta colpa del Sud? Certo, ma chi ha tenuto per anni il paese in mano? la Dc? il PSI? il PCI? o forse Agnelli, Cuccia e compagni? e dopo di loro Fazio, Geronzi, Profumo? e domani sarà la politica a governare i processi o saranno i tirannosauri dell’economia o meglio delle finanze di turno?per quanto poi l’applicazione dello statuto e i trasferimenti dello stato, non è proprio come dici tu, perchè lo stato ha conferito una marea di competenze alla regione ivi compreso il personale ( e li si spiega il perchè di 20.000 dipendenti) senza sborsare una lira ieri ne un euro oggi. in altri articoli e post si è discusso su questo, ma ancora nessuno si è voluto, e in alcuni casi colpevolmente, in particolare il Governo regionale, fare carico di un momento di verità sui numeri e sulle competenze e anche sui mancati trasferimenti

  • scritto da giovanni palillo

    Giusta la difesa dei precari,ma crediamo che Tremonti risponderà picche:Il governo Berlusconi ha danneggiato e danneggia la Sicilia con provvedimenti che o rinviano i finanziamenti o addirittura li eliminano per altre emergenze.La crisi economica e sociale è ormai devastante.Quattrocentomila disoccupati,lavoro nero,diritti negati,evasione fiscale tra le più alte in Italia.Si naviga a vista
    senza un progetto reale di trasformazione e modernizzazione della nostra economia.Sacche di clientelismo ed assistenzialismo prosperano e sono incentivate,mentre la questione morale è sempre li con un degrado che colpisce
    le istituzioni.I giovani disoccupati sono oltre il 30%.Con questo bilancio in deficit i siciliani chiedono un cambio di passo altrimenti l’autonomia siciliana
    entrerà profondamente in crisi irreversibile e sarà soltanto un ricordo la voglia di riscatto dell’isola.
    Giovanni Palillo Segretario Regionale PSI Sicilia

  • scritto da luca

    Palillo mi spieghi una cosa: ma cosa intendete Voi per autonomia? Autonomia significa, in linea di principio, fare fronte con le proprie risorse alle proprie esigenze. Mi sembra invece che tra i miei corregionali sia diffusa un’idea diversa, e piuttosto singolare, in base alla quale autonomia significherebbe “moltiplicare le esigenze proprie” senza avere le risorse necessarie e presentando il conto ad altri. Ma che autonomia è questa? In Lombardia, dove la disoccupazione ormai dilaga (le fabbriche chiudono una dietro l’altra), a nessuno viene in testa di assumere masse di precari, con soldi che non ci sono, per risolvere il problema: i soldi non ci sono e basta e ciascuno si dà da fare per inventarsi un mestiere e farcela. Nessuno ritiene di avere un “diritto quesito” al lavoro e allo stipendio. Sarà forse per la mia lontananza dalla Sicilia, ma alcuni ragionamenti sono incomprensibili. La gente si assume se serve e se ci sono i soldi (la regione siciliana, senza contare i precari, ha già dieci volte i dipendenti della Lombardia: servono altri dipendenti? E chi paga? Dovete capire tutti che i soldi, anche al Nord, sono finiti).

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