Il rosario elettronico, istruzioni per l’uso

giovedì 27 maggio 2010
12:09
testo Aumenta testo Riduci testo

L’agenzia, è proprio il caso di dirlo, recita così: “La Sicilia, da sempre una delle regioni italiane più profondamente devote, conferma anche oggi la sua antichissima tradizione legata alla religione e alla spiritualità, ancora di più quando questa va di pari passo con l’innovazione e la tecnologia. È quanto emerge dai dati di vendita del Rosario Elettronico “ioPrego”, ideato e distribuito da Eurodigital Equipment, che registra nella regione siciliana una vendita di 1.500 esemplari al mese, con una media di 50 rosari al giorno”. E che acquasanta (l’esclamazione “diavolo” non sembra appropriata) di prodotto sarebbe? “Un dispositivo nato per guidare il fedele alla recita del Santo Rosario. ‘In una terra dalla religiosità così profonda e sentita come la Sicilia dimostra quanto Fede (maiuscola) e tecnologia possano unirsi armonicamente per soddisfare le esigenze del fedele di oggi”, spiega Vincenzo Coccoli, presidente di Euro Digital Equipment. Il finale è tra il solenne e l’agghiacciante: “Quest’estate, pertanto, la Festa di S. Agata a Catania o la Festa di Santa Rosalia a Palermo potrebbero essere ancora più tecnologiche”.

Prima di immaginare la Santuzza che si difende con l’olio bollente dall’alto del suo santuario in occasione dell’acchianata dei fedeli ipertecnologici, bisogna rendersi conto. E per rendersi conto è opportuno scavare nella memoria. Nei ricordi di chi scrive c’è una zia Clelia, incartapecorita e conosciuta già da ipercentenaria. In certi pomeriggi di semi-assopimento la Zia Clelia sgranulava le poste di Rosario con l’ausilio dell’attrezzo preposto allora. Una semplice coroncina monocromatica che scintillava tra le sue dita nodose e scorreva con ineffabile leggerezza tra le falangi di una donna in evidente competizione con l’eternità. Le parole biascicate attraversavano la poca luce del soggiorno, lì Zia Clelia soleva appollaiarsi su una mezza poltrona, in un polpettone di periodi salmodianti smozzicati. “Ava Maria,… zia… cotte… etta… amen”. Man mano che l’abbiocco della vegliarda avanzava, la preghiera si accelerava. Al sipario dei misteri dolorosi la Zia reclinava il capo, in una domestica e tenera imitazione di Gesù sulla Croce.

Ora, prima di giudicare, è giusto domandarselo. La Zia Clelia avrebbe tratto giovamento dal Rosario con voce guida e coro angelicato sullo sfondo? Chissà, formula dubitativa. Ne avrebbero gioito sicuramente la sua cataratta, la sua fatica, la sua voce flebile, le sue dita nodose e intrecciate. Ma la sua anima e la sua fede (minuscola, fragile eppure grandissima) no. Mai la Zia Clelia avrebbe scambiato la sua unica coroncina con l’elettronica e i suoi agi. Lei, in quella nenia di preghiera, voleva stare accanto al “Signuruzzo in croce”, come lo chiamava, chiodo su chiodo. Voleva condividere un infinitesimo della sua fatica, del suo dolore, per come ce l’hanno raccontato. E voleva, infine, reclinare il capo, al traguardo di tutte le preghiere, per provare a imitare la morte in burocratica attesa del cielo che avrebbe premiato la sua esistenza candida. Per non avere paura della falce, come capita ai fiori.

 
  • Archivio Cronaca [+]
  • Segnala l'articolo






    Segnalando questo articolo dichiari di aver preso visione dell'informativa ai sensi della legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il gestore del presente servizio, per garantire la riservatezza dei dati, si attiene rigorosamente a quanto indicato nella legge 196/2003. I dati di questo form non verranno utilizzati.


    invia l'articolo
  • stampa

Commenti

  • scritto da mari

    Delizioso il ritratto familiare, tutti noi abbiamo avuto una zia Clelia, o qualcuno di molto simile ad essa, ma in un’epoca come la nostra non credo che un rosario elettronico sia tra le cose peggiori che possano essere state prodotte dal commercio religioso. Aver fede rimane tuttora il vero miracolo che non ha una impellente necessità di dipendere dalla quantità di rosari sgranati.

  • scritto da salvo

    Perchè non fare la confessione on line con il propio parroco ??
    Tanto l’assoluzione è mediatica ( nel senso di medium ).

  • scritto da valentina

    Complimenti, roberto.
    Un pezzo poetico e incisivo, secondo il tuo stile.
    Valentina Chinnici

  • scritto da Roberto Puglisi

    Grazie Valentina. Saluti affettuosi

Lascia un commento

(non sarà pubblicata)


Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.