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Live Sicilia

"Adesso i mafiosi hanno paura"

Martedì 25 Maggio 2010 11:02

Antonio Ingroia



"Mi ha emozionato sentire un pentito dire: 'siete a buon punto perché i mafiosi hanno paura di entrare nei negozi a chiedere il pizzo. Temono gli arresti e le denunce. Questa cosa, per Palermo, è una novità senza precedenti". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia alla conferenza stampa in cui sono stati illustrati i particolari dell'operazione dei carabinieri che ha portato al fermo di quattro presunti mafiosi ed estortori. "Cosa nostra - ha aggiunto - attraversa un momento di difficoltà sia perché lo Stato ribatte colpo su colpo, in tempo reale, ai suoi tentativi di reclutare nuovi esattori del pizzo, dopo gli arresti dei vecchi, sia per la reazione della società palermitana". "A Palermo - ha concluso - non c'é più tra i commercianti la supina accettazione di un tempo. Ora c'é chi denuncia, chi ammette di avere subito richieste di pizzo e dà agli inquirenti elementi in più, anche riscontrando le dichiarazioni dei pentiti e c'é anche chi si ribella e sceglie di non pagare".

 

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Commenti

  • 2010-05-26 13:54:04

    Questo Governo, non può nemmeno pronunciare la parola "legalità". I palazzi del governo, per gli eccellenti ospiti che vi abitano, sembrano la Sezione staccata dell'Ucciardone di Palermo. Bisognerebbe riaprire l'Asinara e.....organizzare all'interno corsi quinquennali di "legalità e buona amministrazione", con obbligo di frequenza, senza stipendio, per tutti quei politici che hanno scarsa confidenza nel rispetto della legge. Ai partecipanti sarà consentito l'uso della bandana. La visita dei parenti e prevista solo per i "corsisti" che hanno mostrato un elevato grado di apprendimento, e comunque solo per Pasqua, Ferragosto e Natale.

  • 2010-05-26 00:04:48

    I risultati nella lotta antimafia conseguiti sinora sono merito della magistratura e del lavoro dei singoli magistrati e delle forze dell'ordine, che lavorano in condizioni disperate, in carenza di personale e mezzi e che spesso non hanno nemmeno il carburante da mettere nelle auto, nemmeno la carta per stampare fax o verbali, non parliamo poi dei pc... spesso se li devono portare da casa per lavorarci in ufficio. Tali carenze sono state tragicamente incrementate proprio dai tagli operati da questo governo nel settore sicurezza. Tra l'altro vorrei sottolineare che i risultati che si conseguono oggi nella lotta antimafia sono il più delle volte frutto di indagini avviate diversi anni fa, quindi quando ancora non c'era questo governo. Ultima precisazione, l'importanza delle intercettazioni telefoniche e ambientali è stata sinora fondamentale nella raccolta delle prove. Questo strumento assolutamente fondamentale tra poco sarà tolto alla magistratura, che più e più volte ne ha sottolineato la preziosità ai fini delle indagini stesse.

  • 2010-05-25 19:30:14

    Una piccola riflessione. Da una parte certa stampa e certa sinistra che accusa un giorno sì e l’altro pure il governo ed i singoli ministri di collusione con la mafia, quando in blocco non li chiama direttamente mafiosi. E dall’altra, per la prima volta in modo così massiccio,” la collaborazione delle vittime del racket”. E questo vuol dire una sola cosa: la gente sente e percepisce la forte azione di contrasto che questo governo sta portando avanti contro ogni genere di mafia. Ed è pronto a scommetterci sopra, per affrancarsi una volta per tutte da questa odiosa vessazione.

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