- Condividilo su

La favola triste di Caterina Chinnici
Stiano sereni i laudatores di Raffaele Lombardo. Nessuno da queste colonne maramaldeggerà sulle sue disavventure giudiziarie. “Ciascuno se la veda con i propri peccati”, annotava Cervantes che di nefandezze se ne intendeva, eccome. Ma una cosa va detta, costi quel che costa. Che questo governo – culturalmente parlando, va da sé – sarà ricordato come il più inquinante e corrosivo. Analizziamo un solo caso: la presenza in giunta di Caterina Chinnici, un magistrato che ha sempre fatto onore non solo alla propria toga ma anche alla memoria del padre, quel Rocco Chinnici che fu grand’uomo e gran galantuomo; un giudice d’altri tempi, talmente sicuro e tenace nella lotta alla mafia che i boss, per fermarlo, l’hanno dovuto far saltare in aria con un’autobomba.
La signora Chinnici, nella sua carriera, ha mantenuto lo stile del padre. Non ha cercato il palcoscenico, non ha rivendicato eroismi e, a differenza di molti suoi colleghi, non ha mai mostrato come trofei le teste tagliate dei potenti, spesso arrestati come volgari gaglioffi e poi, dopo qualche anno, regolarmente scarcerati perché le prove non c’erano o erano labili e difettose. Caterina Chinnici, insomma, non è mai stata una professionista dell’antimafia: non ha usato a sproposito il nome del padre, non ha amministrato indulgenze e non ha distribuito patenti di immacolatezza né ai faccendieri né ai traffichini travestiti da statisti.
Eppure, a un certo punto della sua vita, ha sentito il bisogno di impegnarsi direttamente in politica, di metterci la faccia. Scelta ammirevole, senza dubbio: non si può salmodiare contro le cose che non vanno e starsene contemporaneamente tra le farfalline del proprio giardinetto a godersi la tranquillità di chi non mette mai un ditino nell’acqua calda; non si possono segnare a dito le responsabilità di chi governa e poi sonnecchiare nella cuccia dorata delle proprie abitudini. Non si può. E Caterina Chinnici ci ha provato. Con zelo e, certamente, anche con la legittima attesa di risultati meravigliosi. Invece, dispiace dirlo, la favola non ha avuto happy end. Perché la palude politica nella quale è scivolato questo governo ha finito per risucchiare non solo quelli che si erano legati al carro di Lombardo per ottenere incarichi e prebende, favori e privilegi; ma anche quelli, come Caterina Chinnici, che avevano accantonato una posizione di comodità e di prestigio per affrontare quella malabestia che è la politica.
È molto difficile stabilire, in questo momento, quali saranno le colpe che i giudici catanesi contesteranno formalmente al Presidente della Regione dopo mesi di mezze notizie e mezze smentite. Ma una cosa è certa: la predicazione antimafia messa in piedi dal Grande Comunicatore di Grammichele, subito dopo il suo ingresso a Palazzo d’Orleans, altro non era – e l’inchiesta di Catania sta lì a dimostrarlo – che un bocconcino avariato col quale attirare nella gabbietta garrula del suo governo i portatori sani di rigore e moralità. Per arruolare cioè tutti quegli uomini che, grazie alla lucentezza delle loro storie personali, avrebbero prima o poi sparso una caritatevole vernice di oblio sulla storia politica del Governatore, quella sì alquanto appannata, perché costruita col rito della raccomandazione e della clientela.
Un’operazione furba, non c’è che dire. Ma certe storie, in particolare quelle maleodoranti, sono difficili da calcellare. E quando la procura di Catania ha provato a rimestarle, i portatori sani di rigore e moralità sono rimasti spiazzati. Come Caterina Chinnici, appunto. Che, per un beffardo capriccio del destino, oggi si ritrova – proprio lei, la figlia di un eroe antimafia – a governare su delega di un inquisito per mafia.
Un danno culturale incalcolabile, solo se si guarda alle future generazioni: quale altro portatore sano di rigore e moralità potrà mai decidere, in questa infelice Sicilia, di dare il proprio onesto contributo alla politica se persino la candida Chinnici è finita nelle paludi melmose, alla mercè di serpenti e alligatori?
- Condividilo su

Sono da condannare e da biasimare duramente ambedue, sia Russo sia la Chinnici, due Magistrati che fingono di non vedere ( nel più puro stile omwertoso dell' isola ) che Lombardo ha avuto importanti frequentazioni con Mafiosi
La Chinnici è da condannare ancor più duramente, proprio per il fatto di aver avuto il padre ucciso dalla Mafia !
Caro Sottile , Nulla da dire sulla signora Chinnici , vogliamo parlare del marito della signora Chinnici e la Quinta vasca di bello lampo ? Ne sentirete delle belle .Salutiamo
Ma almeno la Chinnici ha avuto la dignità del dubbio. Dubbio che non sfiora invece Massimo Russo, magistrato antimafia. Il quale continua tranquillamente a governare su delega di un presidente della Regione indagato per mafia.
Con tutto il rispetto per la signora Chinnici, ma la poveretta sembra un po" sproveduta:come non sapeva che era lombardo?
Ma tutti i siciliani onesti, e non,lo sanno.
"Una nomina a consulente, in cambio di 75 voti al fratello (la famiglia è importante in Sicilia) "
Signora Chinnici si tiri fuori, fa ancora in tempo, le persone come Lei gli servono come alibi, per i loschi affari del governatore.
Cara signora mi sembra che sia l'assessorato da lei condotto a pagare la pensione al Russo. Cioè indirettamente è lei a pagare l'assegno al Russo.
Ci farebbe cosa gradita se lei si esprimesse sulla questione. Da magistrato, da figlia vittima della mafia, cosa ne pensa di un funzionario che per diventare suo collega ottiene il prepesionamento con una rendita da più di 140.000 euri? Non le chiedo di sapere i fatti suoi. Ma suo padre che è stato, lui si, un servitore della cosa pubblica che pensione avrebbe percepito o percepiscono i familiari in reversibilità? Non le da fastidio sedere accanto ad un personaggio come Russo. Non sente irrisa la grande figura di suo padre e di tutte le vittime della mafia? Non le sembra che tutte le famiglie che hanno perso un congiunto nell'espletamento del proprio dovere, hanno più di un motivo d'indignarsi sentendo queste notizie? La prego risponda per un gesto di onesta dignità.
Massimo Russo non si dimetterà mai: ormai non gode di grande credibilità come magistrato e come politico è ancora troppo giovane e le prossime scadenze elettorali sono lontane, ma in prospettiva gli verrà assicurata una nomina al parlamento.
Per la Chinnici quasi lo stesso: se rientra in magistratura finirà chissà dove e sarebbe un grave fastidio. Resistere, resistere, resistere....
Per Angelo. Ammesso (e non concesso) che sia amico di Berlusconi, ha diritto di scrivere come la pensa o no? O possono scrivere solo quelli, come te, che la pensano come Lombardo, come Massimo Russo e (si fa per dire) la Chinnici?
adesso peraltro si parla di un ingresso dell'UDC in giunta. Come si concilia con la presenza di due magistrati, visto che non pochi esponenti di quel partito sono indagati o imputati?
Dott. Sottile Lei è un grande....
Se ci fossero più giornalisti come Lei sicuramente tante cose verrebbero a galla, e le persone si farebbero le idee più chiare.
Complimenti.
Un caro saluto
Ciao Robespierre gurda che Sottile è un grande amico di Berlusconi. Comunque io non ho compagni di merende e tu sei un intollerante che offende gratuitamente.
Siamo all'assurdo. Dicono che la signora Chinnici sia molto influenzata dall'altro magistrato in giunta, cioè da Massimo Russo. Dicono che, com'è naturale, subisca molto l'influenza del marito, un uomo comunque discreto che non appare mai. Dicono che non muove foglia se non ha il consenso preventivo degli uomini del presidente. Dicono che al momento del suo reclutamento oltre a Russo si è mosso anche Giovanni Pistorio, fraternissimo amico di Russo. Ma insomma la rispettabilissima signora Chinnici è un assessore con piena autonomia o un passacarte a totale servizio di un indagato per mafia?
Io credo che ogni cittadino abbia il dovere, se chiamato, di mettere a disposizione delle istituzioni la propria professionalità, la propria esperienza, la propria storia a patto che sia capace di non farsi usare per fini non proprio conformi agli stessi. Per questo personalmente ho salutato la sua nomina ad assessore come una delle pochissime scelte positive del Presidente. Oggi credo che il suo contributo alle scelte di governo possa ancora rivelarsi importante a condizione che abbia il coraggio di esprimere le proprie convinzioni anche a rischio di entrare in conflitto con chi l'ha nominata. Qualche domanda all'assessore Chinnici:
- Perchè non ha proseguito nelle iniziative intraprese dal suo predecessore e collega Ilarda?
- Perchè nella vicenda della nomina contro legem dei direttori non ha fatto conoscere il proprio pensiero?
- Perchè spesso difende cause indifendibili e finisce con lo sconfinare nella gestione di affari che travalicano le competenze di indirizzo riservate agli assessori?
Un consiglio assessore, rimanga se stessa e non deluderà i suoi estimatori, tanto lei sa che questo Governo ha ormai segnato il proprio passo. Buon lavoro nell'interesse della Sicilia
secondo sottile la storia clientelare del governatore sarebbe evidente.
Allora sia coerente e dica che il tecnico che è entrato nel governo é stolto o in mala fede.
No. Il vero scandalo non sta nella signora Chinnici la quale, poveretta, sta anche muta, forse ormai consapevole dell'abbaglio. Lo scandalo sta in Massimo Russo che, pur governando su delega di un presidente indagato per mafia, moraleggia ogni giorno a destra e a manca. E' lui quello che dovrebbe veramente vergognarsi.
Brillante come sempre per arguzia e stile la penna del dottor Sottile. Rima involontaria: me ne scuso. In realtà, la forma letteraria deve lasciar spazio ai contenuti, all'analisi logica: secondo me, quel che Sottile scrive può piacere o non, ma di certo è accurata lettura del reale. Poi, se ne discuta all'infinito, per partigianeria, convinzione o per convenienza. Ma il dottor Sottile racconta, dal suo personalissimo punto di vista, fatti concreti. Che inducono alla riflessione. Non ci resta che aspettare ansiosi l'esplosione della bolla etnea, per vedere se sgorgheranno fiotti di lava e lapilli o coriandoli di carta e petali di rose. Vedremo, presto immagino, chi ha ragione e chi no. Ma è fuori discussione che Sottile abbia perfettamente individuato latitudine e longitudine della posizione di Caterina Chinnici, onorabilissima persona e integgerimo magistrato, nel contesto politico odierno. Direbbe Di Pietro, che c'azzecca?
Quoto quello che ha scritto Totò. Anche per me la Chinnici è un'ingenua perciò non si dimette. Evidentemente la butta sul lato tecnico della legge: niente avviso di garanzia, nessuna certezza. Ma lei, da buon magistrato, dovrebbe sapere (visto che anche un giornale spudoratamente di parte come La Sicilia si è premurato di scriverlo) che può intercorrere un lungo lasso di tempo prima che una persona indagata riceva l'avviso di garanzia...non ricordo se due o quattro anni.
Solo gli stolti o quelli in malafede potevano credere alla FAVOLA. Mi spiace dirlo ma qui BUON SANGUE MENTE
per Melaverde
La risposta è no. Due magistrati (che comunque definire antimafia è forse troppo condiderando le loro carriere) non dovrebbero fare parte di una giunta perché dovrebbero fare il loro mestiere e non politica. Non perché Lombardo sia inquisito perché di fatto (anche se a me politicamente non piace) non ha ricevuto nessun avviso di garanzia o rinvio a giudizio. Per quanto riguarda Sottile non è che voglio tirare in ballo lui ma solamente controbilanciare quei commenti che lo dipingono come il detentore della verità-
Per Angelo e Antudo. La domanda che riguarda tutti purtroppo è la seguente: possono due magistrati antimafia governare su delega di un inquisito per mafia? Invece voi, per sfuggire a questa domanda, preferite discutere dell'autore dell'articolo. C'è qualcosa che non va, o no?
Quando seppi della sua nomina la esortai a non accettare l'incarico. Non mi ascoltò io povero nessuno. Peccato. Comunque io continuo a pensare nonostante tutto che la Signora Chinnici è una gran brava persona, forse ingenua, forse si è voluta dare da fare, ma con chi veniva già dalla galera era meglio desistere.
Purtroppo l'Assessore Chinnici si è distinta per la più totale assenza, tanto da far mormorare, neppure a bassa voce, ai burocrati del palazzo di via regione siciliana e persino a suoi collaboratori: siamo senza assessore. Dispiace, ma è proprio così. Una delusione !
Russo e Chinnici abbiano un barlume di coerenza e si dimettano o i siciliani non capirebbero da che parte stanno. Tutti sanno chi è Lombardo, non possono far finta di niente.
@Angelo
Condivido in pieno il tuo post e con riferimento a quanto scritto da Robespierre dico che il fatto che Sottile e Ingroia scrivano sullo stesso mensile non vuol dire proprio nulla. Ricordiamo agli smemorati che Sottile, il quale oggi tanto parla di legalità e correttezza, è stato uno dei cronisti di punta di quel Giornale di Sicilia che negli anni 80 era definito "la palude" per un giornalismo che copriva le notizie e si schierava contro ogni tentativo di rivolta. Mi viene da dire ma da quale pulpito arrivano le sue prediche.... Se poi i commentatori sostenitori di Schifani and co. vogliono prenderlo per buono facciano pure... non fanno certo una bella figura
Però mi chiedo: se la Chinnici, come sembra da quest'articolo, ha preso un abbaglio, magari mal consigliata da qualche suo collega, che cosa aspetta a lasciare la giunta presieduta da un inquisito per mafia? Sarebbe il migliore omaggio alla memoria del padre.
Per Angelo. Scusami, ma credo che la tua informazione sui raporti tra Sottile e il giudice Ingroia sia completamente falsa. Anzi, destituita di fondamento. Non a caso si trovano a collaborare insieme nello stesso "S". Hai provato, come è costume di chi ti manda, a confondere le acque, ma non ci sei riuscito. Per quanto riguarda i giudici antimafia che mostrano come trofei le teste tagliate di certi esponenti politici, cerca di guardare bene tra i magistrati della tua stessa razza. Pensa a qualcuno che, dopo avere distrutto non poche famiglie – dobbiamo proprio fare i nomi o li lasciamo alle loro miserie? – hanno fatto poi carriera come "tecnici prestati alla politica". Guarda, caro Angelo, tra i tuoi amici. Il signor Sottile ha portato l'esempio della Chinnici con il massimo rispetto di lei e soprattutto del padre. E questo serva da lezione a te e ai tuoi compagni di merenda.
@ Angelo.Per i sostenitori dell'Mpa, il buon Sottile è stato additato come il demonio, colui che vuole confondere le coscienze. Per la verità di coscienze confuse, mi trovo a constatare solo le vostre.Caro Sottile ( metto da parte il Dott. non per mancanza di rispetto, quanto perchè ormai è troppo inflazionato)ha avuto modo di seguire l'intervista al presidente Lombardo relativa ai suoi rapporti con i suoi cari amici politici siciliani?
Sarebbe molto gradita una riflessione al riguardo.Ho potuto notare come sempre attuale sia il diritto di esprimere le proprie idee in piena libertà. Per quanto, appena ce ne si appropria, qualcuno ti vorrebbe tappare la bocca. Naturalmente, il problema non si pone appena si comincia a recitare il credo di un certo partito con relativa raccolta di firme a corredo. l'unica raccolta di firme, a prescindere da chi porta avanti il progetto, veramente valida, è quella per la "pubblicità dell'acqua".
Caro Giuseppe Sottile,
quando sento parlare gente come lei di professionisti dell'antimafia mi viene un brivido sulla schiena. Faccia nomi e cognomi di quei giudici che fanno del teatro e mostrano i loro trofei. Lei è la prosecuzione di una logica che ha portato negli anni passati all distruzione del pool antimafia e di quel buono che ha lasciato. A lei sicuramente Ingroia sta antipatico ma ciò non mi può che fare piacere. Tutti i tasselli vanno sempre al loro posto.