I Love Sicilia

“Il governatore potrebbe
inquinare le prove”

mercoledì 12 maggio 2010
08:34
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di FRANCESCO VIVIANO e ALESSANDRA ZINITI (www.repubblica.it) “Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato, devono essere arrestati”. L’accusa è concorso esterno in associazione mafiosa. E con loro, entrambi esponenti dell’Mpa, dovrebbero essere arrestati altri tre politici: due consiglieri regionali siciliani, Fausto Fagone dell’Udc e Giovanni Cristaudo del Pdl (vicino all’area che si riconosce in Gianfranco Micciché e che appoggia il governo regionale di Lombardo), e il sindaco di Palagonia, Francesco Calanducci, anche lui dell’Mpa.

La richiesta di arresto, inviata al giudice delle indagini preliminari, è firmata dal procuratore di Catania Vincenzo D’Agata, dall’aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gennaro e dai sostituti procuratori Agata Santonocito, Iole Boscarino e Antonino Fanara. L’atto suona a conferma che le ipotesi di reato nei confronti di Raffaele e Angelo Lombardo e degli altri indagati (tra questi una settantina di imprenditori, funzionari pubblici e boss della mafia catanese) sono ritenute molto pesanti. La richiesta d’arresto è stata accelerata dalle fughe di notizie sull’inchiesta della Procura di Catania, inchiesta che Repubblica rivelò in marzo. Il provvedimento viene ritenuto urgente anche perché magistrati e carabinieri del Ros temono inquinamento delle prove e tentativi di fuga. Da quando è diventata di dominio pubblico la notizia che il presidente della Regione ed il fratello deputato erano sotto inchiesta, gli indagati avrebbero preso delle “precauzioni”, cercando di procurarsi pezze d’appoggio per potersi difendere dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

La fuga di notizie sull’inchiesta quale sono coinvolti i due Lombardo provocò polemiche, smentite, richieste di interrogatorio. Raffaele Lombardo chiese ed ottenne di essere ascoltato dai magistrati di Catania con l’obiettivo di chiarire la sua posizione e smentire contatti con esponenti di primo piano della cosca mafiosa dei Santapaola che fa riferimento al capo della famiglia, Vincenzo Aiello, arrestato recentemente perché stava per scatenare una guerra di mafia contro un’altra fazione della mafia etnea. Evidentemente le dichiarazioni di Lombardo, rese prima all’Assemblea regionale e poi magistrati, non hanno convinto i pm che lo hanno tenuto “sotto osservazione” al punto da spingere anche il procuratore di Catania D’Agata a firmare la richiesta di arresto per il presidente della Regione e gli altri politici coinvolti in questa maxi inchiesta nata da un voluminoso rapporto dei carabinieri del Ros (oltre tremila pagine) contenente intercettazioni, pedinamenti, fotografie, filmati e documenti relativi a migliaia di delibere, consulenze, finanziamenti e nomine regionali per sostituire nei centri vitali della Regione tutti gli uomini del predecessore Totò Cuffaro. Le indagini – secondo i pm – avrebbero provato il rapporto “diretto” che ci sarebbe stato tra i mafiosi catanesi e Raffaele e Angelo Lombardo, ai quali i boss e i picciotti avrebbero procurato migliaia di voti nelle varie consultazioni elettorali in cambio di favori per ottenere appalti in tutta la Sicilia. Nell’inchiesta è coinvolto un altro consigliere regionale siciliano, Antonino Strano: per lui non è stato chiesto l’arresto perché la sua posizione, rispetto agli altri politici, è giudicata meno grave.

Se il giudice delle indagini preliminari di Catania dovesse accogliere richiesta d’arresto della Procura – la posizione di Raffaele Lombardo e del fratello è stata esaminata personalmente dai vertici della Procura – il presidente della Regione e gli altri consiglieri regionali finirebbero in carcere perché per loro non c’è nessuna immunità. Per il fratello del presidente, Angelo, invece, il gip dovrebbe chiedere l’autorizzazione all’arresto alla Camera dei deputati. La posizione di Angelo Lombardo sarebbe ancora più “pesante” di quella del fratello Raffaele. A lui verrebbero addebitati contatti più frequenti con la malavita e con il “corpo elettorale”, contatti tenuti nella sua veste di capo della “segreteria” dell’Mpa. Angelo Lombardo avrebbe gestito in prima persona raccolta di voti e raccomandazioni.

Agli atti dell’inchiesta intercettazioni di mafiosi e grandi elettori che parlano di Raffaele Lombardo come di “un traditore” perché dopo essere stato eletto era diventato “irraggiungibile”. E per questa ragione a Raffaele Lombardo sarebbero giunti pesanti “avvertimenti” da parte delle cosche che hanno compiuto una serie di attentati agli amministratori di Palagonia, una delle roccaforti catanesi dell’Mpa. Ci sarebbe stato anche un “pestaggio” del fratello deputato, episodio del quale si vocifera da tempo ma sul quale non risultata presentata denuncia. Esaminati anche gli “affari” della moglie del presidente, Saveria Grosso, una donna molto attiva, impegnata nel settore fotovoltaico, che doveva realizzare nel Catanese un impianto da 5,6 milioni di euro, in gran parte finanziato con fondi regionali.

 
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Commenti

  • scritto da paolo

    chi dici un mi riri niente

  • scritto da giovanni

    A questo punto come la mettiamo?
    Se le cose si complicheranno per il Governatore, cosa bisogna fare?
    Comunque….. vediamo precipitare tutto a livello politico.
    La migliore cosa sarebbe quella di fare un Governo Istituzionale che porti subito la Sicilia a nuove elezioni, altrimenti sprofonderemo nelle sabbie mobili.
    Un saluto.

  • scritto da Seguace

    Adesso che succederà?chiedo alla redazione di far una bella diretta live per seguire una vicenda che riguarda tutta la sicilia molto da vicino..una domanda che tempistiche ci sono a questo punto?si parla di ore o di giorni?o addirittura di mesi prima del pronunciamento del GIP?attendo ulteriori notiZie saluti

  • scritto da Seguace

    Circola un’ansa in cui il procuratore d’Agata ha smentito la notizia sulla richiesta di arresto considerandola fasulla..

  • scritto da bobo

    hanno scoperto l’acqua calda.
    da due anni inquina le indagini e le prove con la complicita di quattro amici di partito che hanno incarichi di responsabilita in certi ambienti che debbono essere estranei a tutte le vicende giudiziarie.

  • scritto da esagono

    Fra tutte le altre cose, quello che mi indigna è anche la falsità di quella bella frase scritta nei tribunali: la legge è uguale per tutti. Uguale per tutti un corno! Se fosse qualcun altro si sarebbe già andato a fare un soggiorno di mesi nelle patrie galere.

  • scritto da Marcello

    Si vero la legge non è uguale per tutti, infatti quel ragazzotto di Alfano ( cosi lo definisce Micciche ) non li manda gli ispettori ne prima ne adesso che il procuratore d’Agata ha smentito la notizia sulla richiesta di arresto considerandola fasulla..

  • scritto da Katia

    C’è qualcosa che non va. L’arresto o il fermo non si chiede al Gip. Il pm procede per il fermo e poi dopo aver arrestato chiede la convalida al Gip. Mi sbaglio o il Presidente è a piede libero? Al Gip si chiede l’archiviazione alla fine delle indagini preliminari e al Gup dovrebbe chiedersi il rinvio a giudizio. Qualcuno ha qualche altra spiegazione? Altrimenti questa notizia è una bufala.

  • scritto da esagono

    @Marcello:
    ti piacerebbe la soluzione: ispettori a Catania però contemporaneamente arresti e custodia cautelare per l’allegra brigata visto il pericolo di inquinamento di prove? E magari ci aggiungiamo che l’indagine viene spostata da Catania.

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