Quei cento passi
che non ci sono più

Erano cento passi e ora non ci sono più. La storica casa appartenuta al boss Gaetano Badalamenti è stata assegnata dal comune di Cinisi all’associazione che porta il nome di Peppino Impastato. Lì si trasferirà la sede della Casa memoria e la biblioteca comunale del paese. Ieri il sindaco Salvatore Palazzolo ha consegnato le chiavi a Giovanni Impastato, fratello del poeta-politico-giornalista che aveva sfidato lo strapotere di “Don Tano” con l’arma dell’ironia e dell’attivismo, finendo per esplodere nelle rotaie della ferrovia con un carica di tritolo legata al corpo. La storia è stata portata all’attenzione del grande pubblico dal film “I cento passi” di Mario Tullio Giordana, che ha fatto riaprire il caso e condannare, ad oltre vent’anni di distanza, Tano Badalamenti, uno della triade che ha guidato Cosa nostra negli anni ‘70.

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Peppino, ucciso il 9 maggio 1978, è nel pomeriggio fra Terrasini e Cinisi si terrà la consueta manifestazione organizzata da Forum sociale e da Casa Memoria. Da Radio Aut alla casa dove era solita affacciarsi Felicia Bartolotta, la madre di Peppino, al passaggio del corteo.

A Palermo, sempre nel pomeriggio, alle 18 allo Steri, una piece teatrale: “Lamentu per la morte di Peppino Impastato”. Un lungo racconto che, partendo da Portella della Ginestra, parla di mafia ed eccidi di Stato. Lo spettacolo, scritto da Velaria Siragusa e diretto da Roberto Greco, è interpretato da Stefania Blandeburgo e Giacomo Tesauro.

 
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