
Leoluca Orlando
Vincenzo Gallo, noto ai più come Vincino: palermitano, artista, fumettista e vignettista. Da oltre trent'anni racconta le criticità della Sicilia attraverso le sue strisce. A lui Livesicilia ha chiesto in che modo far risorgere l'Isola dalla situazione di stallo in cui si trova. Lui si dice ottimista sul futuro, ma preferisce continuare a sottolineare, con le parole come coi suoi disegni, le criticità della sua terra. “Palermo è proprio un disastro – dice – è una città amministrata da gente che non la ama e non la rispetta. Una città così bella, ricca, piena di positività, che negli ultimi 20 anni ha vissuto una situazione di deperimento. Ma è un ragionamento che si può fare su tutta la Sicilia, che ha davvero infinite possibilità. Il punto è che resta amministrata da gente che le usa male. Prendiamo Palermo, su cui posso parlare con maggiore consapevolezza: vent'anni fa aveva molte più industrie, i cantieri navali davano lavoro a migliaia di operai e poi c'era l'Elettronica Sicula, c'erano le industrie chimiche... come mai negli ultimi 40 anni Palermo anziché crescere è regredita?”.
Quindi nel calderone della mala amministrazione lei mette anche Orlando?
"Sì. E a dirlo è uno che lo ha votato le prime due volte. Perché nel suo programma non c'era una sola riga dedicata ai Cantieri Navali? Mio padre era ligure e a trent'anni si trasferì in Sicilia per andare a lavorare lì. Col tempo diventò anche direttore. Ecco. Prima la gente dal Nord si trasferiva in Sicilia per lavoro. Poi non è stato più così. Orlando è stato un'occasione sprecata. Siamo della stessa generazione e lo ricordo come uno dei giovani più intelligenti con cui crescevo. Vede, i politici sono il mio mestiere, me li cucino giorno dopo giorno. E ammetto che Orlando è stato proprio un'occasione sprecata".
Cosa ricorda dei cantieri navali, quando li dirigeva suo padre?
"Io ero ancora un bambino, ricordo il profumo del mare, il varo delle navi, l'immagine ancora nitida di questi giganti che venivano posati in mare. Era un'emozione incredibile. Ecco, vede, il ponte: sono tutti contro questo benedetto ponte sullo Stretto. Io no. E mi scontro spesso con molti dei miei più cari amici su questo tema. I verdi! Come fanno proprio i verdi ad essere contrari al ponte? Hanno idea di quanto inquinino quei traghetti che continuano a fare avanti indietro? E poi sono sporchi, vecchi, c'è puzza di piscio... ha mai provato a mangiare un'arancina sul traghetto? È un'esperienza terribile! Farò un libricino sul ponte, i cinesi lo avrebbero costruito in un anno! Ci sono ponti che uniscono nazioni, costruire ponti è facile! Ma anche costruire strade, treni... i treni! Quanto è facile costruire i treni? Invece in Sicilia si impiegano ancora tre ore per andare da Palermo a Trapani".
Se è tutto così facile, perché in Sicilia diventa così tremendamente complesso?
"Perché la Sicilia ha classi politiche totalmente inadeguate. Prendiamo Micciché, era in grado di scegliere chiunque per candidarlo come sindaco di Palermo, invece ha scelto il più inadeguato dei suoi amici. È vero, è l'uomo che ha fatto eleggere 61 deputati, ma ha fatto eleggere 61... (censura, scusi Vincino, vorremmo evitare querele, ndr). Era amico di gente in gamba, e ha scelto i peggiori. Se prima dicevo che Orlando è stato un'occasione sprecata, Micciché è riuscito comunque a fare molto peggio. La politica è fatta di scelte, in Sicilia si sono fatte le scelte peggiori. Però, attenzione, io sono un ottimista, le potenzialità ci sono ancora tutte. La Sicilia ce la può ancora fare".
In che modo? Quale rinascita per la Sicilia?
"Ragazza mia, io faccio un altro mestiere. Io la politica la analizzo e la critico, non le suggerisco risposte che non ho. Anche se ammetto che prendere parte alla prossima campagna elettorale mi divertirebbe molto".
Chi sosterrebbe? Chi, secondo lei, dovrebbe ridare linfa alla Sicilia?
"Non lo so, ma spero che la risposta arrivi dai venticinquenni, dai trentenni. La mia generazione ha già fallito rispetto a quella precedente. Abbiamo già una Sicilia peggiore di quella dei nostri padri. L'ultimo esempio di buona politica che ricordo in Sicilia è quello di Milazzo. Va bene, era un governo tecnico, ma aveva dentro bravi missini, bravi comunisti, bravi democristiani".
Raffaele Lombardo è stato più volte tacciato dalla stampa di milazzismo.
"Magari fosse come Milazzo! E dire che mi era anche piaciuto in alcune cose, come per la riforma della sanità: mettere un magistrato alla guida di quel sistema logoro e clientelare era stata una buona scelta. Ma ora, vede, prenda il Pd: mi pare che Lombardo stia facendo gli accordi con la parte peggiore del Partito Democratico. Milazzo, o Finocchiaro Aprile, sono stati dei grandi leader. Oggi non ce ne sono più".
Quindi? Quale rinascita all'orizzonte?
"Non so dirlo, sono solo in grado di giudicare in modo pessimo alcune giunte, in primis quelle di Palermo, Catania, Messina: in Sicilia non c'è una sola grande città amministrata bene".
la storia dei cantieri nel programma di orlando era un esempio ,cioè se uno che vuole fare il sindaco si dimentica della più grande industria della città e aggiungo un industria vera non come la fiat di termini catapultata e regalata ma un industria antica sia di costruzione che di riparazione di navi un industria che vive anche della centralità dei cantieri di palermo nel mediterraneo cioè la dimenticanza di orlando è come se chiamaparino si dimenticasse della fiat con l'aggravante che a torino di industrie ce ne sono tante mentre a palermo poche.Poi vorrei ricordare il presidio democratico costituito dai cantieri in tutti gli anni cinquanta e sessanta mi ricordo noi studenti in piazza quando c'erano aggressioni fasciste e arrivavano gli operai dei cantieri , facevano paura ,davano un idea di forza e di classe operaia tosta e ai cantieri si formavano politici importanti di sinistra come macaluso tutto questo dimenticato anzi denigrato come se la presenza di qualche mafioso in una piccola società esterna appaltatrice fosse indice di un cantiere malato al suo interno , secondo me il cantiere era sano e doveva essere custodito aiutato dalla classe politica locale e se questo non ha fatto e non l'ha fatto che chieda scusa.Poi vorrei ricordare un episodio di come cantieri e politica si aiutassero a vicenda, si doveva votare in regione per istituire la società del più grande bacino di carenaggio da costruire a palermo e la dirigenza del cantiere seppe che il giorno della votazione alcuni franchi tiratori volessero fare cadere il governo regionale allora mio padre ,ing.Luigi Gallo andò da Macaluso e gli spiegò che senza il nuovo grande bacino si sarebbero persi centinaia di posti di lavoro e Macaluso il grande Macaluso che dio ce lo conservi per molto ancora nel segreto della votazione in regione fece votare tutto il gruppo comunista a favore del governo così tra lo stupore generale il governo regionale passò e il bacino pure e palermo ebbe il più grande bacino del mediterraneo all'epoca .Questo un esempio ma ne potrei fare tanti altri di collaborazione tra politicied industria n
Vincino manda un messaggio,un ultimo mesaggio ai giovani siciliani,ai trentenni,alla nuova generazione,affinchè sappia capire che la Sicilia si può ancora salvare credendo veramente nelle sue potenzialità,attraverso gli strumenti che offre l'autonomia.
E', se non sbaglio, un incitamento appassionato ad essere scaltri come quelli del nord;a non cadere più nelle trappole che chi ha intesse a vedere la Sicilia sott'acqua tende,impedendo ai politici di turno di essere veramente se stessi e di portare a compimento un programma "siciliano".
E' ,se non erro, una condanna dei trasversalismi;un invito a sfruttare le possibilità che ci concede lo Statuto;un auspicio a trovare una forte squadra di Siciliani che non abbia paura e sappia rispondere di no ai condizionamenti del grosso capitale a cui sta bene che il sud sia sempre sud sottosviluppato e condannato ad essere sempre povero.
Intelligenti pauca.
Tamariciano 2010
@Vincino:Credo che ci voglia tanta malafede, ha voler essere buoni che,sicuramente dovuta al fatto che il buon Vincino è stato fuori Palermo,quindi ignora che l'unica cosa che i Palermitani non potranno mai perdere è la speranza,perchè potranno assassinare il consenso, è questo è accaduto ed il buon Vincino dovrebbe saperlo, ma non uccideranno mai la speranza, un sentimento che malgrado la pensiate in modo diverso, Leoluca Orlando ha trasmesso ai palermitani.Egli credo dovrebbe sapere che a tutt'oggi pende un ricorso al TAR per brogli elettorali avvenuti alle amministrative del 2007,se ignora questo è molto grave come cittadino, ancora più grave come operatore dell'informazione.Questo ricorso dopo tre anni non ha risposte, alla faccia delle toghe rosse, invito il Vincino ha scivere qualcosa sù quest'ultimo tema che reputo fondamentale per un paese che si professa democratico.Dopo potremo parlare dei cantieri navali, del ponte, e perchè no anche del fatto che lei non vota Orlando perchè il suo programma si ferma in via dei cantieri,Non le pare poco come motivo di dissenso?
Vincino ha perfettamente ragione. A parte il ponte che solo a fare quattro conti ( se qualcuno ne ha voglia)ci vorrebbero milioni di viaggi di ferry boat per pareggiare l'inquinamento che deriverebbe dal costruirlo.
che bei ricordi,il varo delle navi la domenica mattina con il mio papà,la festa dei fiori in via libertà,che bella città,Palermo di una volta,che non voglio dimenticare.
Vincino è un grande disegnatore. Per bersi un cervello bisogna averne, appunto, almeno uno, ma è un lusso che non capita a tutti.
Occasione persa per occasione persa, una l'ha persa 'vincino' (ma chi cabbasisi è?) per tacere...
Vabbè è pasqua e anche la redazione si è bevuta il cervello, angurie e figli maschi.
Se volessi il bene di un compatto gruppo di giovani, suggerirei loro di iscriversi tutti in un partito, il più rappresentativo possibile dei loro ideali (non possono rifiutarli, un partito non è privato), e quindi partire dal suo interno, facendosi eleggere nel direttivo, dunque con la forza degli iscritti nominare un proprio segretario, e dopo presentarsi alle elezioni, eleggere i propri consiglieri, il proprio sindaco, ecc.
Da li iniziare come una ''Falange Greca'', con il vantaggio di essere giovani, mentre gli altri sono quasi tutti avanti negli anni. E la durata della vita non è un'opinione.
Se interiormente quei giovani sono ''sani'' (e qui è sempre poi il problema), in un paio d’anni si cambierebbe questa stantia quanto matusalemme Penisola.
Il resto sono solo utopie, come tante in passato, e qualcuna pure, che è poi notoriamente degenerata.
@vincenzo gallo
Caro vincino, se non si mette a capo una persona responsabili che a sua volta genera gente che abbia la responzabilità(pena il suo posto di lavoro) non nè verremo mai a capo, in quanto se lei si fà un giro nessuno ha dei carichi di lavori, nessuan organizzazione, perchè la cosa pubblica non è di nessuno.
Per non parlare della gran parte dei dipendenti pubblici(non bisogna fare di tutta l'erba un fascio in quanto c'è gente che lavora seriamente mi costa personalmente visto che giro per uffici) che quando un cittadino và, a partire dall'uscere fino al dirigente si disturbano come se la cosa pubblica è una cosa propria che magari gli la hanno lasciato il padre in eredità e ti fanno una cortesia a darti una informazione qualsiasi, e non che pensano che chi si presenta davanti a loro e un cittadino che paga le tasse che servono per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici che dovrebbero fare funzionare i servizi, e potri dire tante altre cose ma mi fermo qui.
saluti