Come sarà Palermo rinata?

sabato 3 aprile 2010
21:21
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Quello della Pasqua – la più importante ricorrenza per la nostra religione – è un gioioso  messaggio di Speranza con la S maiuscola , dacché cristianesimo è cristianesimo. Pasqua è Resurrezione, rinascita a nuova vita.
Ma questo articolo non è un omelia, e vorrei prendere a pretesto il significato della festa per trasporlo sul piano civile, chiedendomi: ci sarà mai una Pasqua per la città di Palermo? Come sarebbe Palermo risorta?
Al primo interrogativo verrebbe da rispondere di no, ma non sarebbe una risposta ponderata, perché nessuno può escludere che tra nove secoli la situazione non possa migliorare  portandosi, ad esempio, ai livelli di nove secoli fa, quando la città si apprestava a diventare capitale del Regno normanno. Ma dai tempi di Ruggero II di acqua sotto i ponti ne è passata tanta (molta di più di quella passata attraverso i rubinetti) e Palermo è divenuta “Paliaimmu” periferia del mondo, e periferia d’Italia,  autoreferenziale in maniera scoraggiante.
Non mi ricordo più il capoluogo senza rifiuti per le strade: com’era questa città quando non c’erano i caratteristici cumuli di spazzatura?  Ne è mai stata sgombra?
Non mi ricordo questa ex capitale senza cani randagi sollazzanti nei viali degli ospedali o nelle piazze  più caratteristiche. Ne è mai stata sprovvista?
Non mi sovviene una sola occasione in cui non abbia visto un parcheggiatore abusivo taglieggiare una premurosa e collaborante vittima.
Potrei continuare all’infinito con gli esempi, ma mi fermo qui per rispondere alla seconda domanda.
Come sarebbe Palermo risorta? Sarebbe quasi ineguagliabile. Ogni tanto me la immagino coi mezzi pubblici decenti, col centro storico chiuso al traffico, con la raccolta differenziata funzionante, con gli amministratori inefficienti mandati a casa da elettori consapevoli (e liberi). Me la immagino con la gente pervasa di impegno civile, e con delle scuole modello. Me la immagino multiculturale, proprio come ai tempi di Ruggero II. Me la immagino con una Università (perché non intestarla al normanno?) che non sia data in appalto a poche famiglie di baroni, e che svolga la sua fondamentale funzione al riparo da intollerabili condizionamenti politici. Me la immagino, appunto…
 Ma per le Resurrezioni a queste latitudini politico-sociali mi sa che ci vuole tempo, nel frattempo mi basterebbe che qualcun altro la riuscisse a immaginare così, questa città meravigliosa e sfortunata.
Buona immaginazione e buona Pasqua a tutti, dunque.

 
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Commenti

  • scritto da anna

    io spero che fra 9 secoli Pa. diventi come Zagabria.Fatemi sapere quando cambia così ritornerò nella mia città,ma purtroppo non posso aspettare 9 secoli,vi auguro che cambi molto presto.

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