Fatelo per Paolo B., ragazzi. La Champions agguantatela per lui e un filino anche per me. Darete un senso alla vita recente di un dolce naufrago e lui, oltretutto, realizzerà un bel risparmio sulle ricariche del cellulare.
Chi è Paolo B? E’ quel signore rotondetto e piccolo di dimensioni che, ovunque, grida: “Forza Paleeermooo” con voce stentorea e ugola spalancata. Ancora un anno fa bazzicava dalle parti di Tgs Studio Stadio. Poi, la casa per anziani che lo ospitava è stata chiusa. Paolo B. adesso è a Prato da una famiglia di amorevoli nipoti che si prende cura di lui. Ci manca il suo urlo di battaglia che, per esempio, accolse Kjaer in sala stampa durante la sua presentazione. E accolse anche Delio Rossi. Anzi, accolse un po’ tutti. E tutti sorrisero per metà e per metà fecero una faccia del tipo: “Gesummaria, dove siamo capitati”.
Ora, Paolino a Prato un po’ si annoia. E mi telefona spesso, cioè sempre. Non è che non mi faccia piacere. Moltissimo piacere mi fa. E’ che, nel corso della giornata, dovrei compiere altri necessari riti umani come mangiare, lavorare e mangiare. Paolo, col sogno della Champions, non ci vede più dal desiderio. Le sue telefonate traspirano ansia e la comunicano. Ci andiamo? La raggiungiamo? Che ne pensi? A Pà, e che cacchio ne so?
Ragazzi del Palermo, per piacere, prendetela la Champions. Sarà un atto d’amore per il signor Paolo B., dolce naufrago dell’esistere, che nella sua isoletta lontana di nuvole e sogni ha portato soltanto il Palermo e il telefonino. E io ne so qualcosa…
Ps. Paolo, un po’ si scherza. Se telefoni mi fa sempre piacere.












Roberto, è molto triste che abbia dovuto lasciare Palermo; noi scegliamo di andarcene per motivi che non c’entrano nulla con questa storia, ma Paolo, è contento, perlomeno, di essere in un’altra città? Come vive senza la sua grande passione? Già se non erro gli avevano tolto – a lui e ai suoi compagni – il luogo di ritrovo vicino lo stadio, ora pure la casa di riposo … Che tristezza!
Sì, è triste. Per la casa di accoglienza Paolo e i suoi compagni hanno lottato. Senza fortuna. Ciao.
Paolone manca anche a me. Ma non dargli il mio numero, per carità. Scherzo, salutalo se puoi e digli che i ragazzi ce la mettono tutta.
Un abbraccio
è vero, da qualche partita in curva nord superiore ne sentiamo la mancanza, il suo portentoso grido di battaglia ha nella lettera E (“PalEEEEEEEErmo!”)un’estensione vocale pazzesca, dura anche 20 secondi!!! personaggio ai confini del mito