La Cavera: “Schiena dritta”

venerdì 26 marzo 2010
12:49
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“Noi parlavamo quasi da pari a pari con Valletta e con gli Agnelli. Non bisogna stare né col cappello in mano né in ginocchio, perché ci vuole schiena dritta, soprattutto adesso che sul piano della legalità ci siamo esposti dicendo no alla mafia. Ma il no alla mafia deve essere accompagnato da un no ai poteri forti. Un no a chi vuole continuare a considerare la Sicilia una colonia da spremere, appunto, come sta accadendo a Termini Imerese”. Parola di Mimì La Cavera, il primo presidente di Confindustria Sicilia, di cui è presidente onorario, oggi novantaquattrenne. In un articolo di Felice Cavallaro, pubblicato sul nuovo numero del mensile I love Sicilia in edicola da oggi, il “grande vecchio” del mondo confindustriale siciliano bacchetta gli attuali vertici di Sicindustria e racconta della trattativa con l’allora plenipotenziario degli Agnelli, il professor Vittorio Valletta – si era ai primi anni ‘60 – e delle pressioni della Fiat affinché La Cavera non stringesse un rapporto di collaborazione con l’americana Willys per la produzione di jeep in Sicilia. Una trattativa che sfociò, racconta La Cavera, nella nascita dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, che ora il Lingotto intende chiudere. “Ora, cinquant’anni dopo – osserva La Cavera -, salta tutto senza che nessuno ricordi ai successori di Valletta quale storia c’è dietro, senza che nemmeno i nostri ‘ragazzi’ di Confindustria alzino davvero la voce”.

 
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