“S” l’aveva intervistato appena qualche giorno fa. Giuseppe Liga, l’insospettabile architetto arrestato questa mattina dal nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza, era stato sentito dal newsmagazine siciliano proprio pochi giorni prima di essere raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare: il nome di Liga, infatti, era contenuto nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Spataro depositate in alcuni documenti non più coperti dal segreto istruttorio ed era diventato di dominio pubblico attraverso alcuni articoli di giornale.

La copertina di "S" in edicola
Nell’intervista Liga aveva anticipato il rapporto con il presidente della Regione Raffaele Lombardo poi scoperto dalle telecamere degli investigatori, che l’hanno ripreso mentre entrava a Palazzo d’Orléans: “Sono cresciuto insieme con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo – aveva detto il presunto capomafia -. Mi chiama, ci parlo”. Ma Lombardo non era l’unico politico con il quale Liga, reggente regionale del Movimento cristiano lavoratori, era in comunicazione: “Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando è diventato sindaco per me e per altri due amici”.
Da persona in vista, Liga si è occupato anche di cantieri pubblici: “Ho lavorato in alcuni appalti pubblici per conto della Sip nel ‘93-’94 – racconta Liga -. Ho progettato due centrali ad Agrigento. Poi ho fatto lavori di ristrutturazione degli impianti tecnologici, elettrici e di condizionamento in 40 centrali in tutta la Sicilia”. Ma non solo commesse pubbliche: Liga ha anche realizzato alcune villette in via Fabio Besta e ha diretto i lavori di Palazzo Gamma, in entrambi i casi a Palermo.
Il nome dell’architetto Liga salta fuori, per la prima volta, tra le carte che i poliziotti trovarono addosso al capomafia di San Lorenzo. Una valigetta piena di nomi e cifre. Fra queste è annotata una frase: “Architetto Liga 10.000”. A confermare questa versione è un’intercettazione effettuata durante le indagini che hanno portato all’operazione Perseo: il suo nome, in compagnia di quello di Giuseppe Lo Verde, è la risposta alla domanda “A Tommaso Natale chi c’è?”, rivolta dal boss di Bagheria Pino Scaduto a Giovanni Adelfio, Antonino Spera e Sandro Capizzi. Più di recente, infine, il suo nome è stato citato dal pentito Maurizio Spataro.
Nel suo mondo, però, nessuno sa del ruolo che Liga avrebbe secondo le indagini: “Da parte nostra – spiega il presidente dell’Ordine degli architetti, Raffaello Frasca – ci muoveremo subito recuperando le notizie che ci sono sfuggite, magari presi dagli impegni di lavoro. Dalla frenesia. Certo, l’attività investigativa non è di nostra competenza, ma possiamo muoverci dal punto di vista disciplinare. Come per altro abbiamo fatto e stiamo facendo”.











Capite: Liga e Lombardo “..sono cresciuti insieme…si chiamano….si parlano..” Vàh su tutti nacosanostra!!!!!
Che colpo, ragazzi! Complimenti!
E Lombardo il moralizzatore…….arrossì!!!
p.s.
Sarebbe interessate conoscere l’opinione dell’ ex magistrato ora assessaore Russo (sanità) sulla vicenda. Se la memoria non mi inganna fu il primo o cmq tra i primissimi a fugare ogni dubbio sul caso della presunta cena tra Lombaro e Nitto Santapaola.
Ma adesso……….?!?!?!?come mai questo silenzio?!?!?
SCusate , ma la regione non si è costituita parte civile?
E poi? perchè accennate soltanto a Lombardo? MI pare che si parli anche di Orlando e Mattarella? MA NULLA VIENE DETTO IN PROPOSITO
Per esserci una costituzione di parte civile deve esserci prima un processo. Quello di Lombardo è stato un annuncio e, se è stato preso in considerazione l’incontro di Liga con il governatore, è perché è una persona con una carica molto importante, seppur Leoluca Orlando sia presidente della commissione parlamentare sugli errori sanitari. Quello che gli inquirenti vogliono dimostrare è la capacità della criminalità organizzata di “entrare” nei palazzi senza essere vista. Non bisogna essere sempre maliziosi. Saluti