
"E' stato scoperto e disarticolato quello che era un verso e proprio 'servizio postale' utilizzato negli ultimi 14 anni dal superlatitante Matteo Messina Denaro per comunicare, attraverso i pizzini, gli ordini del boss divenuto ormai il capo di Cosa Nostra". Lo ha detto in un'intervista a Sky Tg24 il funzionario del Servizio Centrale Operativo della Polizia, Vincenzo Nicolì, commentando i risultati dell'operazione Golem 2 che ha portato al fermo di 19 presunti fiancheggiatori del capomafia trapanese. Il funzionario di polizia ha sottolineato che Messina Denaro si serviva di una rete capillare, formata da alcuni familiari e dai suoi fedelissimi, per comunicare le disposizioni da impartire all'organizzazione attraverso il sistema ormai rodato dei famigerati "pizzini", la forma di comunicazione imposta da Bernardo Provenzano per sottrarsi alle intercettazioni.
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