“Fare politica ormai è un pericolo”
Il consiglio comunale chiude i battenti

lunedì 15 marzo 2010
18:08
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Sala delle Lapidi chiude i battenti. Almeno per le prossime due sedute, previste durante questa settimana, i consiglieri comunali interromperanno la loro attività. “La decisione – si legge nel comunicato diramato dalla presidenza del consiglio comunale – è stata presa in considerazione del clima molto teso che si è creato proprio davanti il Palazzo di città”. Nella città dalle mille contraddizioni, piazza della Vergogna è messa sotto assedio pressoché ogni giorno da cittadini che cercano risposte e non saprebbero a chi altri rivolgersi, se non al consiglio comunale. Ma il Consiglio può poco, i suoi poteri non vanno oltre gli atti d’indirizzo. Alberto Campagna, presidente del consiglio comunale, è furioso, non si trattiene, durante la conversazione telefonica alza più volte il tono della voce. Inizia il suo sfogo lamentando il fatto che chi fa politica in questa città venga trattato male. Continua dicendo che palazzo delle Aquile è l’unico luogo in cui i cittadini trovano interlocutori a cui far presenti i propri problemi. È un crescendo di rabbia e riflessioni. Poi si ferma, la logica conclusione del suo ragionamento porterebbe allo scontro istituzionale e lui non lo vuole. Così dice che la colpa non è del sindaco e che i cittadini dovrebbero rivolgersi agli assessori al ramo.
“La decisione d’interrompere l’attività d’aula – dice Campagna – è stata presa in conferenza dei capigruppo ed è una comunicazione data a nome di tutto il consiglio comunale. Ci sono troppe vicende che non rendono sereno il clima in cui si trovano a lavorare i consiglieri”.

A quali vicende si riferisce?
“I cenciaioli dell’Apas, le varie cooperative, i pip… la lista sarebbe lunga. C’è un mondo di disoccupati e non, che ha preso di mira il palazzo delle Aquile, aspettandosi che le risposte possano arrivare dal consiglio comunale. Ma noi non abbiamo una funzione amministrativa, né siamo quell’organo che può risolvere i problemi. Noi votiamo atti d’indirizzo che l’amministrazione attiva può raccogliere e rendere operativi”.

Quindi il problema parte da una mancanza di risposte da parte dell’amministrazione attiva?
“No, la questione è più complessa. Vede, sui cenciaioli, per esempio, noi abbiamo preparato un atto d’indirizzo in base al quale si era attivato l’iter che aveva portato Lo Cicero a rinnovare la convenzione con Apas per un tot di tempo, non ricordo quanto, bisognerebbe chiedere a Lo Cicero. In ogni caso, i commissari di Amia hanno bloccato il provvedimento. Loro vengono a protestare davanti palazzo delle Aquile, ma noi che ci possiamo fare?”.

Ma a parte lo stop di questi due giorni, come procedono i lavori d’Aula?
“Il consiglio comunale è bloccato. Si doveva continuare a lavorare sul Peep (il piano di edilizia economica e popolare, ndr), ma per adesso è tutto fermo. La scelta di fermarci è stata unanime, non si può lavorare in questo clima. Ma si può continuare ad arrivare a palazzo delle Aquile scortati? La settimana scorsa, quando il consiglio comunale è saltato, ad essere presenti eravamo in sette. Ebbene, uscendo, siamo stati aggrediti verbalmente. E’ mai possibile che chi fa politica in questa città debba essere trattato in questo modo?”.

Perché, secondo lei, tutte le lamentele arrivano a palazzo delle Aquile?
“Vengono perché sanno di trovare degli interlocutori. Tutti mi chiedono di convocare conferenze dei capigruppo in cui poter intervenire, oppure sedute di consiglio comunale su temi specifici, ma non siamo noi che possiamo dare le risposte che queste persone cercano”.

Ci stiamo girando attorno: le diceva che la gente a palazzo delle Aquile trova interlocutori. Allora, forse, il nodo della questione sta nel fatto che questa città non trova interlocutori altrove? Perché protestano a piazza della Vergogna e non davanti villa Niscemi?
“Io non lo so se dipende dal fatto che non trovano interlocutori altrove. Sinceramente non credo dovrebbero rivolgersi al sindaco, visto che è di lui che stiamo parlando. Esiste una giunta, per le politiche sociali si rivolgano all’assessore al ramo, chiedano a lui un incontro, stessa cosa dicasi con le attività produttive”.

 
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Commenti

  • scritto da Charlie Biondolillo

    Sig. Presidente,
    quando i cittadini non trovano le risposte vuol dire che è giunto il momento o di abbandonare la nave o cambiare capitano. Forse sarà la prima volta nella storia di Palermo in cui un sindaco non è stato capace di tovare una maggioranza in consiglio comunale. Forse i vecchi politici avevano più a cuore la città o era una semplice questione di coscienza. Capisco quanto è difficile ammettere quanto sia stata fallimentare la politica di questa classe dirigente comunale. Negare l’evidenza non farebbe altro che peggiorare la situazione già precaria. Salviamo il salvabile…fate una cortesia alla cittadinanza Palermitana e andiamo a nuove elezioni per cercare di dare un consiglio comunale stabile in grado di affrontare le numerosissime problematiche del personale amia, spo, amia essemme, gesip e servizi sociali ecc. ecc. che a breve colpiranno come uno tsunami le piazze della città.

  • scritto da Primo Diacono

    Lo dico da tempo e lo ripeto è una pignata ca vugghi! La gente é esasperata e nessuno dice nulla. Il tessuto economico è in ginocchio. Quando il privato è in crisi tutto il sistema economico soffre….

  • scritto da maglietto

    Sentiremo davvero la mancanza…..

  • scritto da Max

    Riflettevo sul nome… “Piazza della Vergogna”… Mai stato più appropriato di oggi, per la sede del governo comunale.

  • scritto da enzo

    quanto sta succedendo purtrppo hai i crismi dell’inevitabilità. Da un lato un sindaco,che dice ai quattroventi che la città dal punto di vista economico è cresciuta, dall’altro lato la realtà descritta da Campagna, che costringe a chiusura il consiglio comunale.Che poi il bisogno induca la gente ad occupare piazza Pretoria, è normale perchè è la piazza della protesta come Palazzo delle Aquile è il “Municipio” per tutti, tranne che per Cammarata che in otto anni quel portone lo avrà varcato un paio di volte. E non venga a dire Campagna che l’interlocutore non è il sindaco ma la giunta o l’assessore. La gente ha eletto il Sindaco non la giunta nè l’assessore, nominati dal Sindaco senza che il popolo c’entri nulla. Poi ha eletto il Consiglio Comunale. E allora gli interlocutori sono giusti perchè gli unici riconoscibili dalla gente che li ha votati. se poi nel gioco delle parti dove Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale pur di mantenere le poltrone si spalleggiano a vicenda fino ad arrivare alla fuga dalle proprie responsabilità,per cui il sindaco continua a latitare e il consiglio chiude i battenti, non credo che ci sia molto da aggiungere,c’è solo da sperare che a Palermo la disperazione della gente e l’irresponsabilità di chi governa la città non diventi miscela esplosiva con conseguenze ahimè facilmente immaginabili.

  • scritto da saibo

    Non sono le esternazioni di Campagna i sussulti di dignità che la città si aspetta, ma un gesto forte come le DIMISSIONI di tutto il consiglio, visto che quello che ride sempre non se le sogna neppure.Malgrado tutto i palermitani sono più avanti delle istituzioni, in altre città sicuramente ci sarebbe stata la presa della bastiglia,continuate ad esternare tanto avete compiuto un capolavoro che in politica non è mai riuscito a nessuno essere maggioranza è contemporaneamente opposizione.Campagna mi fai ridere……

  • scritto da occhio di lince

    Se riesce ha distinguere il bene dal male l’ex pupillo di Cascio “adesso di cammarata” si deve dimettere, potrebbe essere un imput per il sindaco “suo padrone” e gli assessori, concedeteci questa speranza. Dimetteteviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! siete la vergogna di Palermo e dei palermitani,anticipatamente grazie.

  • scritto da mario

    ci vuole coraggio a scrivere che fare politica è un pericolo. il pericolo è che non abbiamo una classe politica. il pericolo è che non pensate al bene collettivo ma solo individuale. il pericolo è che la gente non si rende conto di quanto non valiate nulla. il pericolo è che IL POPOLO PALERMITANO si incazzi veramente e riprendendosi l’orgoglio perso negli anni e che non vi votino più. quindi il pericolo cari signori che giocate a fare la politica siete VOI.

  • scritto da blackmorpheus

    esiste una risposta più ridicola di questa? Caro Campagna, vada a casa insieme a tutta la sua maggioranza (o pseudo tale) inesistente! E ogni tanto provare vergogna non guasterebbe, ma è una richiesta assurda me ne rendo conto

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