Bancario scomparso, truffa milionaria?

lunedì 15 marzo 2010
16:43
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Un paio di milioni di euro scomparsi da un centinaio di conti correnti, un bancario scomparso anche lui nel nulla da tre settimane e indagato per furto aggravato, e una indagine della Polizia che potrebbe portare alla luce una dei più grossi raggiri mai avvenuti nel Messinese. Protagonista della vicenda è Fabrizio Ingemi, 37 anni, da 15 dipendente di un istituto di credito di Capo d’Orlando, in origine Banca di Roma e successivamente diventato Carige. L’uomo, che in città contava parecchie amicizie e manteneva un alto tenore di vita, è scomparso il 26 febbraio, dopo essere stato chiamato a Palermo dalla direzione Carige per rispondere dall’ammanco di soldi dal libretto di un anziano. Subito dopo il colloquio non ha dato più notizie di sé. Nella sua abitazione, perquisita qualche giorno fa, la polizia ha trovato materiale per falsificare in casa libretti di conto corrente e ricevute, mentre un sequestro in banca ha permesso di acquisire intere casse di documenti e ricevute. Nel frattempo numerosi clienti hanno cominciato a scoprire che titoli e depositi che credevano accreditati erano scomparsi. Il raggiro supererebbe i due milioni di euro. Al momento anche per i poliziotti è difficile capire quanti soldi siano da rimborsare ai clienti della banca, e quanti, invece, siano stati rubati dal dipendente direttamente ai correntisti che gli lasciavano denaro contante da depositare. La Carige oggi ha deciso di intervenire sulla vicenda con una nota del dirigente comunicazione, Antonello Amato, per rassicurare i propri clienti: “L’infedeltà del dipendente – afferma – era stata tempestivamente rilevata dal servizio ispettorato interno, proprio nei giorni immediatamente precedenti la sua scomparsa. La clientela non ha nulla da temere da questa incresciosa vicenda”.

 
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