Lo scoop c’è tutto. E’ firmato Marco Travaglio nella sua rubrica settimanale su L’Espresso. Questa volta nel mirino del tribuno di Santoro non sono finiti nè politicanti di centrodestra, nè malfattori in vena di scorribande affaristico-sessuali. No, questa volta il Signornò se la prende con i giudici della Corte d’Appello di Palermo che hanno rigettato la richiesta dell’accusa al processo Dell’Utri di ammettere la testimonianza di Massimo Ciancimino: “Per motivarla – scrive Travaglio – i giudici hanno partorito un’ordinanza-fiume di 9 pagine, del tutto irrituale anche per il suo contenuto: parole durissime sull’attendibilità del teste per la “progressione, l’irrisolta contradditorietà” e la “genericità” delle sue dichiarazioni. Ma come può – si chiede Travaglio – un giudice stabilire che un testimone è inattendibile se non lo ascolta nemmeno per trenta secondi?”. La domanda resta sospesa in aria, ma il sospetto per il fondatore de Il Fatto è ben più grave: “L’ordinanza che dà del contraddittorio a Ciancimino non potrebbe essere più contraddittoria. E non promette nulla di buono sulla serenità dei giudici che, fra qualche mesem giudicheranno Dell’Utri”. Un’entrata a gamba tesa alla vigilia della sentenza che il collegio presieduto da Carlo Dell’Acqua dovrebbe emettere entro la fine di maggio.











io ho sempre pensato che la faccia verde sia dovuta a disturbi di stomaco, e credo che Travaglio che ha la faccia verde pisello, di disturbi gastrici ne abbia parecchi da curare. Ancora mi chiedo come mai non si sia proclamato, l’unico onesto e degno di sola lode nell’italica terra. Ci vuole dire, per la sua credibilità,come fa a sapere sempre e per primo tutte le cose che dice anche in barba al segreto istruttorio. E solo giornalismo di inchiesta? E’ la simpatia che sprizza da tutti i pori (?!) che induce chicchessià a passargli le informazioni e le dritte su tutte le malefatte italiche? non ha mai pagato informazioni? che relazioni ha con le procure? fa tutto per spirito di giustizia o gli spettacoli verità a 15 euro a personache va facendo in lungo e in largo servono per la sopravvivenza di una iniziativa quantomeno filantropica? Io a questi tribuni non ho mai creduto, non tanto per le cose che dicono ma per come le dicono.Questo è l’ennesimo furbo in un paese dove è più facile arricchirsi sulle vite degli altri che non con la propria cpacità di lavoro. lavoro appunto: braccia tolte all’agricoltura.
hai dimenticato i disturbi mentali suoi e della sua cricca
Questo figuro è uno dei tanti arrivisti che negli anni cavalcano l’onda per arricchirsi sulle pelle degli altri. Forse si è scordato di essere stato ospite di qualcuno in sicilia che gli pagò anche il soggiorno. Tutte le condanne che egli comincia ad assommare per diffamazione però non vengono pubblicate.
ma basta con questi personaggi!
la mafia non esiste e se esiste sta a Roma e con i comunisti
Il povero Dell’Utri è stato infamato da anni, giusto impedire che ciancimino Jr. gli versi altro fango addosso… per una volta i giudici hanno deciso bene
e bene ha fatto il nostro Alfano a mandare gli ispettori a Trani. Ma lasciateli lavorare che Silvio e i suoi cambieranno finalmente quiesto paese!
W Silvio!
Abbasso Travaglio!
Il gioco delle parti. La trama è sempre la stessa. Qualcuno al servizio di questo o quel pm e, beninteso, principalmente al servizio di sé stesso, ricorda di ricordare e, sul filo di quei ricordi, incomincia a raccontare la sua favoletta. Attorno si fa il silenzio, e il novello Boccaccio, senza la scusa della peste, ma con alito pestifero, dilaga sul sentito dire. Mai una prova, mai un indizio da seguire, mai una traccia da esplorare, mai un riscontro anche se perso nella notte dei tempi, mai niente di niente. Solo il vangelo secondo Tizio o Caio o Sempronio. E su quella spirale di fumo, al riparo delle consequenziali querele, sbrodola senza posa. O meglio, seguendo l’incoraggiamento del pm che gli gongola davanti. In questo particolare caso, il figlio di un mafioso con inchieste aperte a proprio carico, ridicolizzando il buon senso e la stessa giurisprudenza, e continuando a godere dei frutti che l’attività paterna in abbondanza gli ha lasciato, voleva entrare a piedi giunti in un processo che si avvia alla conclusione e che già di per se stesso è fumoso in abbondanza. Con questo stop,quei giudici hanno voluto dire chiaro e tondo a quella procura che le chiacchiere sono chiacchiere e, appunto, restano fuori dalle aule dei tribunali. Marcuccio Travaglio, l’amico dei pm, ed in modo particolare dei pm di Palermo, per dimostrargli solidarietà, attacca, taroccando a sua vola la verità, la Corte d’Appello. Nel consueto gioco delle parti. Appunto.
Travaglio dovrebbe spiegare all’ Italia il perchè, se lui si organizza le vacanze con un camorrista, lui poteva non sapere che fosse un camorrista. Se lo fà chicchessia……le sue morali su ANNOZERO lo condanno già in primaserata!!!
Questo sì che sarebbe un bell’ enigma da risolvere.
ma la faccia verde, ammesso che lo sia, non mi sembra di esclusiva di Travaglio anche se le facce di bronzo vanno sempre di moda.
Questione di gusti e sempre meglio un Travaglio che un Minzolini, sempre che sia consentito a noi cittadini-sudditi di esprimere una modesta opinione.
Che con dell’Utri e Ciancimino, tanto per accomunarli in un tutt’uno, sia padri che figli, non ha nulla da condividere e spartire!
@guido, sei da Oscar…alla memoria! “la mafia non esiste e se esiste sta a Roma e con i comunisti”. Sono almeno 30 anni che non sento più la favola della mafia che non esiste. @guido, prova a raccontarlo ai familiari di chi di mafia è morto. Su una cosa il nostro @guido da Oscar ha ragione: la mafia è salita, anche molto più a nord di Roma, fino a Milano, fino a Milano2, fino ad Arcore e ancora più su. E Travaglio ha il grande demerito, in questa Italia, di leggere, informarsi, raccontare. E, in questa Italia, tutto ciò è reato. E’ reato non appiattirsi sulla marketing-verità del grande uomo che si è fatto da solo, è reato pensare che Mangano non sia un eroe, è reato pensare che l’impero sia fondato su una concessione statale (nessun merito, solo quello di essersi garantito qualche santo in paradiso). E’ reato pensare. E il nostro @guido è un buon esempio dell’unico comportamento lecito: non pensare e aspettare l’imbeccata del banditore di turno. Ed intorno all’uomo che si è fatto da solo (onanista?) di figuri così ce ne sono tantissimi. Dormi @guido, dormi! Non ti stai perdendo nulla e non rischi di pensare.
Ma chi si crede di essere?
Emette giudizi su tutti e su tutto come se avesse il dono dell’infallibilità!
…e non è il solo!!
TRA MINZOLINI E TRAVAGLIO IO PREFERISCO LA BORROMEO.
E’ MOLTO PIU’ INTELLIGENTE E INTERESSANTE.
TRA DELL’UTRI E CIANCIMINO PREFERISCO LA MOGLIE DI PIERSILVIO…MA AVETE VISTO CHE GNOCCA!!!
PRIMA C’ERANO GLI HIPPY FIGLI DEI FIORI, POI I DARK E I PANINARI, POI GLI YUPPIES…ORA L’ITALIA E’ INVASA DALLE TESTE DI CIPOLLA…ECCO PERCHE’ IN ITALIA SEMU TUTTI CHI CHIANCIEMU…
PIU’ LENTI A CONTATTO PER TUTTI.
Beh, in realtà a me sembra una dimostrazione di correttezza, quella di Travaglio. Se deve criticare i magistrati, quando ritiene che questi sbaglino, lo fa, così sono tutti contenti: le toghe spazzano via i teoremi circa un “partito dei giudici”, Travaglio quelli su un partito degli amici dei giudici.
E’ la stampa, bellezza. Capisco che gli italiani possano non esserci abituati, ma è così che funziona.
Ricordo al signor Guido che Dell’Utri, “infamato” – dice lui – per anni, è stato condannato a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Le motivazioni della sentenza, che La invito a leggere (http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf), sono parecchio interessanti. Le suggerisco di dare un’occhiata alle intercettazioni a partire da pagina 380: danno un’idea del rapporto fra Berlusconi e Mangano e della consapevolezza che il Suo profeta aveva del ruolo dello stalliere dopo che quest’ultimo gli aveva dato un segnale di presenza con un’”affettuosa” bomba.
Infine, a Nino: parlare per sentito dire è antipatico, non trova? Il fatto a cui Lei – intuisco – fa riferimento non riguarda un camorrista, ma un mafioso (presunto: la presunzione d’innocenza non esiste solo quando fa comodo a voi), ed è stato ampiamente smentito (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/travaglio-vacanze/travaglio-vacanze.html). Del resto Giuseppe Ciuro, finché Travaglio lo frequentava, era solo un maresciallo della guardia di finanza. Un uomo delle istituzioni, dunque, non un mafioso. Se poi lui – come ritengono i magistrati – ha fatto il doppio gioco, Travaglio non era tenuto a saperlo.
Ps: per completezza e correttezza dell’informazione (rileggendo mi sono reso conto di non averlo specificato): la sentenza nei confronti di Marcello Dell’Utri è ovviamente quella di primo grado, visto che qui si parla del processo d’appello. Anche in quel caso, va da sé, non c’è niente di giudizialmente dimostrato. Le intercettazioni, però, sono fatti inoppugnabili. Esistono registrazioni che, all’occorrenza, possono essere ascoltate (ad esempio qui: http://www.youtube.com/watch?v=PCOER5vxY4Y). Riconoscete le voci?
“Il povero dell’Utri è infamato da anni”, e ora ci si mette pure Massimo Ciancimino. Ha ragione il senatore. Il padre di Massimo era una persona per bene: non parlava.Scriveva.
Masaniello, non prendertela con lui, ma con il suo archivio. Si da tante arie
per questo. Montanelli lo assunse al Giornale dei Berlusconi quando era ancora uno sbarbatello, ma possedeva già l’”Atomica”.
io non capisco perché dobbiamo farci cooptare in eserciti in armi l’un contro l’altro non capisco perché non si può sostenere che Dell’Utri è, alla luce dei processi, molto probabilmente (ancora non si è giunti all’ultimo grado di giudizio) un mafioso come mafioso era Ciancimino sr e pregiudicato (per altri fatti) Ciancimino jr e al contempo sostenere che Travaglio è una sorta di pittoresco Savonarola dei tempi nostri che attacca con il suo metodo (cioè prendendo vecchie dichiarazioni estrapolate da ogni contesto da usare contro una persona oppure presentare alcuni fatti a suo uso e consumo per dimostrare con una finta logica le sue teorie) tutti coloro che non la pensano come lui o che si mettono di traverso per la dimostrazione della sua tesi, poco importa che sia un senatore, un giornalista o un giudice che segue da anni un processo (e che quindi ne sa più di lui).Non a caso Travaglio non si sottopone mai ad un contradditorio ma lancia i suoi proclami senza che nessuno possa dire “ma”. Da notare che le rare volte che qualcuno e riuscito ad interloquire con lui abbia ottenuto per risposte urla e insulti.
Va da sé che proprio per il discorso di cui sopra il fatto che Travaglio dica spesso ca***te non vuol dire che abbia sempre torto…..
Il Travaglio, voce di tutte le persone oneste, è la sventura di tutti i disonesti e di tutti coloro che curano l’apparire e non l’essere. La sua colpa è soltanto quella di sforzarsi di “essere”, fustigando gli ipocriti, i falsi, i ladri, i disonesti e smascherando il doppiogiochismo dei politici e non solo.
“Omnia munda mundis”, chi è puro non ha paura del fango. Chi si lamenta forse collude.
Di Travaglio in questa Italia scinquassata ce ne vorrebbero, mille, diecimila, centomila…
Forza Travaglio. A picco i ladri e i politici collusi.
Sono d’accordo, diamogli un travaglio a qesto Travaglio, visto che fare il giornalista e diventato un lavoro inutile, tutti i giornalisti tengono famiglia e quindi guai a contraddire l’editore. Sono d’accordo eliminiamo i pochi e lasciamo la marea di vermiciattoli che strisciano ai piedi del potere.
Eppure Sciascia docet: Alla domanda come si deve comportare un intellettiale nei confronti del potere, rispose SEMPRE E COMUNQUE CONTRO, evidentemente per la difesa dei piu deboli….. (giornalista oggi? un lavoro inutile)
Eh, sì, caro Guido, ha proprio ragione: la mafia non esiste. E’ innegabile infatti che Falcone, Borsellino, Pio la Torre, e via massacrendo, si siano tutti suicidati. Travaglio sta solo speculando. Dell’Utri Santo Subito.
Di giornalisti come Travaglio in Italia ne vorrei molti altri. Invece ci danno quotidianamente un “correttissimo e indipendete” Minzolini