Ciao Tonino Carino da Ascoli, morto di malattia all’età di sessantacinque anni. Ci mancherai, dicono adesso i coccodrilli professionisti. Già ci mancavi. I telecronisti muoiono quando scompaiono dagli occhi e dalle orecchie della gente. E tu eri scomparso. Il fatto che un giorno chiudano pure le palpebre è secondario. Ci mancava già la tua buffa e serissima pronuncia. Ci mancava la cuffia preistorica dei comici proto-collegamenti. Ci mancavano le imperfezioni, i richiami da studio. Oggi abbiamo Fabio Caressa ed è bravissimo. Però tu ci mancavi, Tonino. Solo ora che sei morto davvero lo confessiamo, come una debolezza, a noi stessi. Quel modo finto bucolico che avevi di raccontare il pallone tramandava l’illusione di un calcio che si credeva pulito e non lo era affatto. Non lo è mai stato, in fondo. Anche allora vinceva lo strapotere politico del più forte e c’era la sudditanza arbitrale. Siamo noi che lo pensiamo migliore, perchè si lasciava narrare in bianco e nero, il colore del rimpianto e della giovinezza (e – cacchio – della Juventus).
Sì, siamo su Livesicilia. In teoria, Tonino Carino da Ascoli non dovrebbe trovare posto nelle nostre sicule contrade . In pratica no. La faccenda ci riguarda, eccome: è cuore, storia, biografia. Ogni tifoso rosanero – in quegli anni sportivamente bui – ha guardato “Novantesimo minuto” come la terra promessa, come il simbolo e lo specchio di un sogno dolcissimo, la serie A. Novantesimo, la chimera cullata dalle cronache di Castellotti, incerto sui baffetti, di Strippoli, pettinato come Braccobaldo, del rubizzo Giorgio Bubba, del guaglione Luigi Necco, del toscano Marcello Giannini… Novantesimo, l’astronave televisiva che ci permetteva di atterrare su un pianeta sconosciuto, per annusarlo e desiderarlo meglio.
A quei tempi, l’attesa spasmodica prima della visione dei gol rigorosamente domenicali ci pareva un sopruso intollerabile. Oggi che cogliamo tutto in tempo reale, rimpiangiamo perfino l’aspettativa che si gonfiava come una torta nel forno. Sicchè la sigla di Novantesimo regalava scampoli di intensa felicità.
Addio Tonino Carino da Ascoli. Anzi, ciao. Nel tuo paradiso in bianco e nero, ma senza Juve (squalificata), non avrai cuffioni spropositati come una punizione sulle orecchie troppo piccole e Paolo Valenti non ti pizzicherà più, sebbene lo facesse con dolcezza. L’Ascoli vincerà lo scudetto ogni anno. Come ogni anno vincerà il Napoli per Necco, quando sarà (afferra il corno rosso Luigino). Vincono tutti dove sei tu.
Dove sei tu si possono giocare campionati infiniti, Tonino Carino da Ascoli, col tuo nome in rima come una poesia da imparare tra i banchi di scuola. Gli spazi e i prati non mancano. Il problema, in paradiso, è trovare l’arbitro.











Articolo stupendo e scritto a tempo di record. Complimenti.
Complimenti per come hai dedicato con sublimi parole la scomparsa di un “Grande giornalista e personaggio dello sport”,per un momento sono piombato agli anni 70-80 dove tutto era più semplice e genuino in un certo senso, e come lo era anche Lui il Simpaticissimo Tonino Carino da Ascoli.Nel salutarVi rinnovo i miei complimenti per questa bella penna che mi ha commosso e trasportato per 5 minuti nei bellissimi anni 70-80. Giorgio Menotti da Roma
che meraviglioso articolo, ho la pelle d’oca. grazie TONINO amico di giorni spensierati, ALBERTO da ROMA
Se n’è andato un uomo dalla faccia pulita, che raccontava un calcio lontano anni-luce da quello urlato dei giorni nostri. Non erano ancora i tempi della grande abbuffata, delle urla senza fine. Ha fatto una cosa egregia lei, sig. Puglisi, ha ricordarlo in questo spazio. E, ancora una volta, l’ha fatto col cuore, senza sbavature. Come Tonino Carino, gran bella persona, ha ampiamente meritato. Ti sia lieve la terra.
Complimenti a Roberto Puglisi. Un bell’articolo.
Anche io quel Tonino Carino da Ascoli lo vedevo in TV ogni maledetta domenica attacato ad un sogno:quello di vedere il Palermo in A. Complimenti a te e continua cosi
Tonino Carino invece, riposi in pace, e che possa descrivere all’infinito i derby tra gli angeli…
Una bellissima lettera, un bellissimo messaggio…un bel gesto.
A Tonino Carino, va il mio arrividerci a più tardi, e un ringraziamento per averci alleviato le domeniche con tanta simpatia, professionalità, onestà, sportività e lealtà.
Tutte caratteristicheche una persona, quando ne ha tanto dentro, alla fine esce fuori, e noi, abbiamo avuto la fortuna e l’onore, di aver vissuto quel periodo a dir poco sano…
Grazie Roberto
Grazie Tonio Carino …. da Ascoli