La morte della paracadutista siciliana
Indagato il direttore di lancio

C’e’ un primo indagato per la morte di Melania Giovanna La Mantia, la caporale di 22 anni originaria di Trapani morta nei pressi dell’aeroporto La Spreta di Ravenna dopo il suo primo lancio con il paracadute. Si tratta del direttore di lancio, esperto di paracadutismo abitante in provincia di Mantova. L’ipotesi formulata dal pm Monica Gargiulo titolare del fascicolo e’ di omicidio colposo. L’avvocato difensore dell’uomo – Claudio Arria, del foro di Mantova – dopo avere ricevuto nella notte di venerdi’ l’avviso da parte della Procura di Ravenna per un imminente ”accertamento tecnico irripetibile”, ha fatto richiesta, cosi’ come anticipato dalla stampa locale, di incidente probatorio. Questo ha fatto slittare a data da definirsi l’autopsia, che in un primo momento era stata fissata per ieri mattina. A questo punto anche l’indagato potra’ nominare propri periti di parte. I rilievi, oltre che sul corpo della giovane, si concentreranno anche sul paracadute. La ragazza, in servizio al 46/o reggimento Trasmissioni dell’Esercito a Palermo, si era lanciata il 20 febbraio scorso attorno alle 16.30 ed e’ stata ripescata verso le 14.15 di giovedi’ a 12 metri di profondita’ nel laghetto di cava Ca’ Bianca, che dista qualche centinaio di metri dal limite della zona utile di atterraggio, una delle piu’ grandi d’Italia per l’attivita’ di lancio.

 
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