La Moby di Vincenzo Onorato, Grandi Navi Veloci, Grimaldi, la Gestioni Armatoriali spa di Nicola Coccia anche presidente di Confitarma, la Regione Sicilia con una società mista pubblico-privato, molti fondi d’investimento tra cui il fondo infrastrutture guidato da Vito Gamberale. Sono 16 i soggetti in corsa per la privatizzazione di Tirrenia e della controllata Siremar che passano il primo step. Tutte ammesse quindi le manifestazioni d’interesse presentate il 19 febbraio scorso e vagliate dagli advisor finanziario e legale di Fintecna. L’azionista (Fintecna detiene il 100% della società di navigazione) ha così deliberato l’ammissione dei 16 alla fase successiva, vale a dire l’accesso alla data room. Sette le formazioni armatoriali: i Grimaldi di Napoli, Gnv, i traghetti privati sullo Stretto di Messina della Caronte e Tourist, la Moby di Vincenzo Onorato, la multinazionale della mobilità Trans Ferry. Poi Gestioni Armatoriali che fa capo al presidente di Confitarma Nicola Coccia, in cordata con l’armatore greco Tomasos. Quest’ultimo, con la sua Ttt-lines, è in corsa anche con Mediterranea Holding di Navigazione, la società mista partecipata dalla Regione Sicilia, dal fondo Cape di Simone Cimino, l’armatore veneto Giovanni Visentini, e il campano Salvatore Lauro. Nove i fondi d’investimento, a cominciare F2i Sgr (fondi italiani per le infrastrutture) guidato dall’ex ad di Autostrade, Vito Gamberale. Poi ci sono Società Investimenti Mega Express Uno; Investindustrial; Ocm Luxembourg Epof II Sarl -Oaktree; Cep III Participations Sicar-The Carlyle group; Varenne Luxembourg Cvc Capital Partners; Cinven Limited; Apef Management Company 5 Limited. Mistero invece su Airon srl anche perché sono molte le società con questo nome. Una volta firmati gli impegni di riservatezza, i soggetti riceveranno il documento informativo su Tirrenia e Siremar (le altre tre controllate sono state già cedute alle regioni competenti). Come previsto nel Dpcm del 13 marzo 2009, Fintecna richiederà poi ai potenziali acquirenti la presentazione di un piano industriale su Tirrenia comprensivo della Siremar, “al fine di verificarne la coerenza con gli schemi di convenzione di servizio pubblico”. Serie critiche al percorso di privatizzazione di Tirrenia vengono espresse intanto dalla Corte dei Conti che paventa come tale operazione, come altre analoghe, possa “concludersi, nel breve termine, con il trasferimento della proprietà ad altri soggetti pubblici, e nel medio-lungo termine, come nel caso di Alitalia, con soluzioni tanto finanziariamente costose per la collettività quanto incerte in termini di prospettive strategiche”. Resta inoltre acceso il faro Ue che ha messo in mora l’Italia su Tirrenia a causa delle convenzioni di servizio pubblico che continuano ad essere applicate in regime di deroga oltre il termine previsto. Il governo ha tempo due mesi per rispondere. “Ci sono molti fondi e anche molti curiosi” è il commento del segretario generale Uilt Giuseppe Caronia secondo il quale “va rilevata l’anomalia della Regione Sicilia nella veste di armatore, si tratta di un vero punto oscuro” dice Caronia notando invece “l’assenza di alcuni importanti armatori”. Il sindacato Federmar Cisal infine, ha dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale marittimo del gruppo Tirrenia, preoccupato per “la nebulosa solidità finanziaria di alcuni soggetti” in gara.











poveri noi in quale mani andremo a finire.
A parte la società mista della Regione sono tutti non siciliani e addirittura stranieri per non parlare dei fondi di investimento, vere fonti di fallimento con i loro spostamenti di capitale verso fonti più redditizie nell’immediato. Queste dovrebbero essere escluse a priori. I fondi non devono partecipare a gare. Ma in Italia tutto è lecito. Poi ci lamentiamo nel momento in cui questi se ne vogliono andare e lasciano solo macerie (solo per fare qualche esempio vedi Fiat, Alcoa, Glaxo).
Ancora una volta siamo solo terra di conquista con il consenso interessato dei nostri politicanti da strapazzo da destra a sinistra (per par condicio).
ancora simone cimino, dopo fiat termini vuole salvare tirrenia. diffido da chi sa fare tutto e vuol fare tutto. a proposito non vedo in chiaro maiolini banca nuova e montante confindustria, dove si sono ficcati?