In quel corpo che affronta tramonti e albe di lotta, alla seconda rianimazione del Civico, battaglie che nessuno di noi del mondo fuori conosce davvero, pur temendole, c’è il coraggio di una lezione da non scordare.
Non è una lezione del tutto nuova e ignota. Molti l’hanno imparata, bevendo a poco a poco l’amaro calice di un possibile distacco, dietro una qualunque porta d’ospedale, dietro un uscio socchiuso, dietro un ingresso in penombra. L’hanno appresa loro malgrado. E alla fine, sopraffatti dal dolore, hanno trovato la forza di sussurrare un “grazie”.
Grazie perché in ogni corpo che lotta, per quanto sia terribile la cascata di strazio che soffoca i cari e i vicini, c’è la traccia indelebile dell’amore per la vita.
Grazie perché accanto a ogni traccia terrena d’amore c’è un incognito fremito sovrannaturale che sostiene la sfida.
Grazie perché, anche se la consapevolezza di quel corpo è ridotta al minimo, sepolta da una coltre di sonno lontanissimo, c’è la fatica di un cuore che batte, un’ostinazione umana che ci dimostra quanto sia importante avere un cuore giusto al posto giusto.
Di Enzo Fragalà conosciamo le virtù e i pregi da uomo in piedi. Conosciamo il sorriso, la cortesia, la generosità, quell’affabilità che è sempre stata sincera e non la maschera di un’affettazione. Ora sappiamo pure il resto.
E questa sua valorosa prova da soldato semplice della vita noi, fantaccini con addosso la paura del buio, non la dimenticheremo mai.
Ps. Avremmo preferito un finale diverso per la prova di Enzo Fragalà. Ma questo destino di partenze e di addii, ora che ci giunge la notizia della morte, non muta il nostro grazie. Anzi. Lo rende più vivo che mai.





comunque la pensiate se ne và un gentiluomo, un professionista serio, un politico mai chiacchierato.
Grazie a Roberto Puglisi per aver pennellato da artista questo saluto e questo ringraziamento.
neppure di fronte a un fatto del genere si rinuncia a pennellare il proprio autocentrismo gonfio di retorica. pazzesco. ma il rispetto del silenzio non conta più niente? per forza, sempre, dobbiamo sbrodolare il nostro ego?
Caro Roberto, le tue parole sono sempre intrise della piu’ nobile sensibilità.
grazie, anche per il conforto espresso in poche rughe ma che raggiungono con fermezza e puntualità l’animo di chi è stato ferito da quel dolore che non vorresti mai provare,
nino t.