Arresti per mafia: in cella
carabiniere e finanziere

Arresti per mafia: in cella   carabiniere e finanziere
lunedì 22 febbraio 2010
07:43
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Una lunga e complessa attività di indagine, condotta dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta, ha consentito di smantellare un clan mafioso ”emigrato” in Lombardia, con collegamenti in Belgio, specializzato nell’estorsione, nell’usura e nel trasferimento fraudolento di ingenti somme di denaro. I militari hanno eseguito complessivamente 24 ordinanze di custodia cautelare e 35 perquisizioni locali su tutto il territorio nazionale, sequestrando 11 società, un’autorimessa ed un centro sportivo con annesso maneggio. L’operazione, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, costituisce lo sbocco delle indagini svolte dal Gico dal 2006 al 2009 nel settore della prevenzione e del contrasto al reimpiego di capitali fittiziamente intestati. Gli investigatori hanno infatti individuato nel 2006 sospetti flussi di denaro provenienti dal Belgio, come confermato dall’Ufficio Italiano Cambi. Gli approfondimenti investigativi, condotti con la collaborazione della polizia belga, hanno consentito di accertare che i flussi finanziari erano riconducibili ad attività imprenditoriali gestite da un clan che operava nell’hinterland milanese, collegata alla famiglia mafiosa di Pietraperzia (Enna), i cui principali referenti nel territorio lombardo erano Giovanni Tramontana e Felice Canna. Le indagini, svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, accertamenti bancari e attraverso i tradizionali servizi di controllo e pedinamento,  hanno consentito di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione, di soggetti a vario titolo inseriti nell’organizzazione mafiosa e le attività economiche. L’attività della cosca nel territorio lombardo, secondo gli investigatori era coordinata dal bergamasco Giovanni Marchetti; a capo dell’organizzazione i fratelli Giovanni e Vincenzo Monachino, appartenenti alla cosca di Pietraperzia, i quali facevano riferimento, nel territorio lombardo, alla ”decina” di Cologno Monzese, capeggiata dal pluripregiudicato Calogero Ferruggia. Il clan, che manteneva una struttura fortemente gerarchica, aveva differenziato le proprie attività, spostando gli interessi in Lombardia, dove gli affiliati erano  sconosciuti alle forze dell’ordine.

La struttura
La struttura creata rispondeva a canoni gerarchici con un capo (Ferruggia) e dei sottoposti, alcuni con compiti di responsabilità in aree e settori individuati; tale strategia trova pieno appoggio anche da parte di esponenti di altri gruppi criminali siciliani, come Giancarlo Giugno della ‘famiglia’ di Niscemi, con la penetrazione di elementi pietrini a Busto Arsizio (Angelo Cacici e Liborio Pace), dove egemone risulta un’enclave criminale gelese; peraltro un mix di lecito ed illecito applicato nella gestione delle varie imprese ha consentito l’ottenimento di straordinari risultati economici, immediatamente reinvestiti all’interno del sistema economico legale. Tra le società sequestrate la Isi Service srl con sede a Milano; l’Igea srl di Lodi, la Classic motors di Segrate, la Coop Costruzioni opere pubbliche e private di La Spezia, la Edile 2000 di Camillo Gianni Eurelio con sede a Monza, la Euro Costruzioni srl di Baranzate; la Gtm Costruzioni di Trescore Cremasco; la Amc di Argento Filipp con sede Pioltello, la Althea Costruzioni srl di Pietraperzia, la Generali Costruzioni srl di Enna, la Guarneri srl di Milano, la Guarneri srl di Milano.

Arrestati anche un carabiniere e un finanziere
Tra gli arrestati dell’operazione condotta dalle Fiamme gialle di Caltanissetta ci sono anche Franco Cardaci, luogotenente della Guardia di finanza in servizio a Sesto San Giovanni (Mi), e Roberto Scalercio, appuntato dei carabinieri nella stazione di Pioltello (Mi). Ai domiciliari è finito un avvocato di Enna, Luca Bauccio, e una commercialista di Milano, Loredana Poli, indagati per una presunta truffa all’Inps in merito ai contributi dei lavoratori di una delle undici società riconducibili alla famiglia mafiosa di Pietraperzia (En). Alla conferenza stampa della Guardia di finanza, convocata a Caltanissetta dal colonnello Gianfranco Ardizzone, era presente anche il generale Domenico Achille, comandante regionale delle Fiamme gialle, assieme al procuratore Sergio Lari, all’aggiunto Amedeo Bertone e al comandante del nucleo di polizia tributaria che ha condotto le indagini, il maggiore Ettore Orfanello. ”L’inchiesta scaturisce da indagini di polizia economico-finanziaria che abbiamo avviato di nostra iniziativa – ha detto Ardizzone – a partire dalla seconda metà del 2006, su sospetti flussi finanziari dal Belgio, come confermato da segnalazioni pervenute dall’Ufficio italiano cambi. In collaborazione con la polizia belga, abbiamo ricondotto queste attività sospette alla famiglia mafiosa di Pietraperzia che agiva da tempo nell’hinterland milanese”.

 
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