La protesta degli operai al Festival

domenica 21 febbraio 2010
08:02
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Operai in protesta

Operai in protesta

Tre operai della Fiat di Termini sono stati chiamati da Maurizio Costanzo sul palco dell’Ariston, ieri sera, nella serata conclusiva del festival di Sanremo. Hanno spiegato il loro dramma.  Hanno raccontato la loro esperienza. Hanno detto che il futuro “è nero” e che ”In Sicilia trovare un posto di lavoro è un terno al lotto”.
I tre hanno in comune il marchio Fiat, ma solo uno di loro, Calogero Cuccia di 43 anni, è attualmente dipendente dell’azienda torinese nello stabilimento di Termini Imerese.  Antonio Tarantino, 43 anni, è in cassa integrazione; Lucia La Placa, 40 anni, ha perso il lavoro ed è in mobilità. La Fiat ha deciso di non assemblare più auto a Termini Imerese a partire dal 2012 e i duemila lavoratori, tra diretti e aziende dell’indotto, sono in lotta per tentare di evitare la chiusura. Al ministero dello Sviluppo è aperto un tavolo di confronto tra governo, Fiat e sindacati per trovare una soluzione alla vertenza. Calogero Cuccia, originario di Caltavuturo  sposato e con tre figli di 13, 14 e 18 anni, lavora nel reparto montaggio e in 22 anni di attività ha assemblato pezzi per la Panda, la Punto e adesso per la Lancia Ypsilon. Anche Antonio Tarantino, 43 anni di Bagheria, lavora dentro la fabbrica da molto tempo, per l’esattezza da 21 anni. Non è mai stato alle dirette dipendenze della Fiat ma ha lavorato per le varie aziende alle quali il gruppo automobilistico ha affidato nel tempo il servizio di manutenzione e pulizia dei cassoni dove vengono raccolti i materiali per l’assemblaggio delle vetture. L’ultima ditta con la quale Tarantino, sposato e con due figli di 8 e 16 anni, ha avuto rapporti contrattuali è la Delivery mail. Nelle scorse settimane, l’operaio assieme a 15 colleghi ha vissuto undici giorni consecutivi sopra il capannone della Fiat, a un’altezza di 20 metri, trascorrendo le notti all’addiaccio. La manifestazione di protesta si è conclusa dopo che la Delivery ha ritirato le lettere di licenziamento per tutti i dipendenti, che sono in cassa integrazione e ci rimarranno fino a dicembre del 2011. Non ha più un posto di lavoro, invece, Lucia La Placa, 40 anni a giugno originaria di Collesano, anche lei sposata e con una bimba di 6 anni. Per 18 mesi, dopo un periodo di formazione, ha lavorato, con un contratto d’inserimento, per la Ergom, poi acquisita dalla Magneti Marelli che opera per Fiat. Assieme ad altre 19 donne, l’operaia si occupava di assemblare diffusori, attività manuale e di precisione. Alla scadenza del contratto Magneti Marelli non ha rinnovato il rapporto di lavoro affidando i compiti a lavoratori maschi. Lucia La Placa al momento è in mobilità.

L’incontro con Scajola
”Credetemi ho la testa tutto il giorno su questa vicenda, è una trattativa molto difficile, combattere con la Fiat non è facile ma vi assicuro che troverò una soluzione”. Sono le parole che il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha rivolto ai tre operai di Termini Imerese nel backstage del teatro Ariston di Sanremo, come riferiscono alcuni presenti. Quando Maurizio Costanzo ha ridato il testimone ad Antonella Clerici per la prosecuzione del festival della canzone, Scajola ha lasciato la sua poltrona e per incontrare in una saletta del teatro Calogero Cuccia, Antonio Tarantino e Lucia La Placa. ”Sapete che sono già venuto a Termini Imerese – ha detto il ministro ai tre operai – La Fiat purtroppo non ci sente, abbiamo diverse offerte e possiamo trovare una soluzione per il vostro stabilimento”. Scajola ha spiegato ai lavoratori di essere appena tornato da Bruxelles per la riunione dei ministri europei dell’Industria e ”ho appreso che la Opel sta chiudendo 4 fabbriche”. ”Se la Fiat non avesse chiuso con Chrysler in due anni sarebbe stata assorbita da un altro gruppo – ha sottolineato il ministro – ma capisco chi ci sta rimettendo le piumje siete voi, ma vi garantisco il massimo impegno del governo”.

 
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Commenti

  • scritto da Giamba

    ”In Sicilia trovare un posto lavoro è un terno all’otto”
    casomai hanno detto
    ”In Sicilia trovare un posto lavoro è un terno al lotto”

  • scritto da Roberto Puglisi

    g’iusto. Sa, di mattina presto i sensi sono appannati. Grazie per la segnalazione.

  • scritto da Amleto

    Non crdo che in Siclia trovare un lavoro sa di terna al lotto. Piuttosto sa di raccomandazione. Mi viene da sorridere quando aprono strutture e fanno mille colloqui e selezioni, quando poi, sappiamo tutti bene come finisce. Una volta, su suggerimento di un signore, amico di un altro signore importante, ho mandato un curriculum ad una azienda, la quale senza nessun pubblico avviso, ha convocato parecchie persone (segnalate? ) per poi fare un corso ed assumerle a tempo determinato per un paio di anni, per poi passarli a contratto a tempo indeterminato. Se non mi avessero indirizzato, non avrei mai saputo niente. L’azienda in questione, aveva a che fare col settore pubblico, per quanto agisse in regime di diritto privato. Ancora oggi, quelle poche opportunità di lavoro, vengono filtrate da certe persone (sapete tutti chi sono) che stabiliscono chi deve entrare. Certo, pubblicamente, magari saranno riempite pagine intere per pubblicizzare la selezione, ma….., non sappiamo come finisce. Mi viene diffcile che migliaia di curricula vengano esaminati uno ad uno…. Ultimamente, certe aziende, per evitare spese e (a dir loro) per essere imparziali nelle assunzioni, fanno caricare il proprio curriculum su un apposito sito, nel quale addirittura viene fatta una selezione immediata.Sarei curioso di vedere come finiscono questi elaborati…. A questo punto, penso che è più facile vincere un terno al lotto che trovare un posto di lavoro in Sicilia. Anzi, oggi converrebbe giocare a quel famoso gioco della rendita mensile. penso che provando e riprovando, è più facile vincere lì, dove la sorte sceglie il vincitore che fare selezioni e concorsi dove alla sorte, che non conosce nessuno, si sostituiscono altre fattori, che ti scartano a priori se non sei fortunato, ma di quella fortuna che passa per le mani degli uomini…. Qualche personaggio importante, ha in antipatia il Verga, ma nella realtà, lo scrittore descrive una realtà immanentista, dove i personaggi sono dei vinti e questo corrisponde a sacrosanta verità. Attento questo signore che, se i vinti cambiassero propsettiva e abbandonassero la loro remissiva condizione di vittime, quelli come lui, sarebbe meglio che facessero le valigie…

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