(Dal blog di Gianfranco Miccichè) Come preannunciato, torno sull’infamante e infame articolo, pubblicato da Repubblica due giorni fa. La mia insistenza ha una semplicissima ragione: il mio desiderio e diritto di difesa non è stato ancora del tutto soddisfatto.
Dopo quell’articolo, avevo dato mandato ai miei avvocati di querelare il quotidiano. Ma è subito scattata la telefonatina riparatoria e la rassicurazione che l’indomani (ieri) avrebbero pubblicato un’intervista che mi desse la possibilità di replicare. Mi sono fidato (ho questo maledetto vizio).
Ieri è apparso tra le pagine di Repubblica l’articolo di “riparazione”, ma assolutamente inadeguato, dal momento che all’articolo infame era stato riservato uno spazio di gran lunga maggiore rispetto al piccolo riquadro, in taglio basso, riservato alla mia replica (anche la grandezza delle due foto nei due articoli era ovviamente diversa)
Nel diritto penale c’è un principio fondamentale che condivido in pieno, quello della legittima difesa, in virtù del quale la difesa è legittima, solo se l’azione in cui essa si concreta sia proporzionata all’offesa ricevuta: ebbene, qui è successo l’esatto contrario, qui abbiamo un’offesa ancora troppo spoporzionata rispetto alla difesa!
E allora difendiamoci, allora mi difendo, questa volta però contrattaccando, sfidando frontalmente il giornalista che ha firmato quel pezzo.
Gli voglio lanciare una scommessa! E vorrei che facesse la stessa cosa chi, tra di voi, bloggers, si ritenga leso nel diritto ad una giusta e corretta informazione. Scommettete assieme a me (fidatevi: è un vizio maledetto, che talvolta, però, può anche darti delle soddisfazioni).
Signor Berizzi, scommettiamo che è tutto falso? Vuole scommettere? Coraggio, le sto dando un’occasione d’oro per arrotondare il suo stipendio, per vincere soldi facili … tanto lei è sicuro di aver scritto la verità, no? Scommettiamo! Scommettiamo, per esempio, che io non sono mai stato in questo albergo catanese e che non ho mai chiesto sconti a nessuno e per nessuno.
Facciamo così: mi porti un solo documento, un’intercettazione, una carta, qualcosa che, al di là dei sentito dire, delle illazioni, delle ricostruzioni e delle congetture, comprovi che io abbia telefonato a qualcuno di questo hotel per chiedere sconti o che io sia stato lì, anche solo una notte, anche solo di passaggio. Forza, signor Berizzi, scommetta con me e con quanti da questo blog vorranno lanciarle la mia stessa scommessa: pensi a quanti soldi potrà fare … del resto, corrispondendo al vero tutto ciò che lei ha scritto, è un vincita facile, sono soldi che può già sentirsi in tasca, no? Scommettiamo!
Io scommetto mille euro. Sono certo che in tanti mi seguiranno.











http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/06/gianfrancuccio-chiama-liborio-quello-un-affare-da.html
Quando un giornale incomincia a dividere la gente in buoni e in cattivi, inseguendo gli interessi del proprio datore di lavoro, e lo fa con la faccia tosta di un Eugeniuccio Scalfari o di un suo discepolo, la misura è davvero colma. Allora, anche per chi non ama il gioco e le scommesse, scommettere per l’affermazione della verità è un bel gioco.
Caro On.le Micci…chì????? al posto di perdere tempo con queste scommesse dovrebbe cercare di darsi da fare per portare un po di benessere in questa terra maledetta che il governo lombardo con la sua complicità sta affossando definitivamente e completamente
Scommettere su cosa?
Micciché è bravo solo ad ordire intrighi di palazzo.
Più che uno scommettitore è un baro!!!
scommettiamo che un giorno qualcuno parlerà….. le scommesse li fà solo chi ha già perso per alzare solo la posta e cercare di fare paura bye bye.
All’onorevole, a quanto pare, preme essere seguito soprattutto dalla sua claque, evidentemente di bocca buona.
Nessuno, infatti, tra oltre 160 commenti, si accorge che l’oggetto della scommessa lanciata da Miccichè (“Scommettiamo, per esempio, che io non sono mai stato in questo albergo catanese e che non ho mai chiesto sconti a nessuno e per nessuno”) non ha alcuna attinenza con ciò che il giornalista afferma nel suo articolo: da nessuna parte infatti Paolo Berizzi afferma che Miccichè abbia fatto richiesta di sconti, né che abbia alloggiato in alcun albergo.
Il giornalista riferisce semplicemente di una intercettazione del maggio 2009 dalla quale si evince che quelli dell’UNA Hotel hanno ricevuto ‘una richiesta di sconto per l’alloggio negli alberghi della catena da parte di Francesco Costanzo (definito “quello che organizza la roba per Dell’Utri e Micciché”).’ L’episodio, peraltro, è citato anche da Peter Gomez in un articolo (‘Il convitato Dell’Utri’) su Il Fatto del giorno successivo, 18 febbraio.
Quanto all’altro episodio citato nell’articolo, secondo cui Fecarotta avrebbe richiesto aiuto a Micciché per l’apertura di un conto corrente, esso è confermato dallo stesso Micciché nell’intervista di rettifica, dove si limita a rispondere ciò che le indagini appurarono: che la richiesta non fu esaudita. Ma Berizzi, infatti, non aveva mai affermato il contrario.
L’ultima faccenda per cui l’articolo chiama in causa Micciché è quel nome, “Gianfranco”, saltato fuori nell’intercettazione tra Di Nardo e Fecarotta: Micciché si agita e strilla, ma bastava che smentisse semplicemente di essere lui il Gianfranco in questione, ciò che del resto Berizzi non aveva affermato.
E’ curioso, poi, che Micciché ritenga inadeguato lo spazio concesso alla sua intervista di rettifica, quando esso è precisamente quello che hanno richiesto le sue striminzite risposte: bastava sbottonarsi un po’ di più, e lo spazio e la visibilità della rettifica sarebbero cresciuti di conseguenza.
Rimane una cosa che ancora non capisco (gliel’ho chiesto, ma non risponde): dato che negli articoli in oggetto non se ne fa cenno, come fa l’onorevole a sapere che l’albergo della catena UNA Hotel citato nell’intercettazione fosse proprio quello di Catania?
Qui di seguito, i link degli articoli citati:
http://www.repubblica.it/politica/2010/02/17/news/mafia_appalti-2327116/index.html?ref=search
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=PZTFP
http://ilgiornalieri.blogspot.com/2010/02/il-convitato-dellutri.html