Gay anche in Cosa Nostra
Purché non si sappia

venerdì 19 febbraio 2010
16:04
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Mafia e omosessualità non vanno d’accordo. Non sono ammessi gay in Cosa Nostra e nella ‘ndrangheta la repressione di rapporti tra uomini e’ ferocissima. A queste conclusioni sono arrivati gli studi di Girolamo Lo Verso, ordinario di psicoterapia all’università di Palermo, e Cecilia Giordano docente della facoltà di Scienze della formazione, che sono stati presentati questa mattina al seminario di studi su “Omosessualità, omofobia e psicoterapia”, organizzato dalla cattedra di Psicoterapia della facoltà di Scienze della Formazione, in collaborazione con l’università Federico II di Napoli e “La Sapienza” di Roma. Il convegno, che indagherà su quali danni psichici può causare la convinzione, scientificamente errata che l’omosessualità sia una malattia, si occupa anche del rapporto tra criminalità organizzata e gay. “Soprattutto in Sicilia – spiega Lo Verso – rimane l’idea che nei gay ci sia qualcosa da curare, ma in realtà tutto nasce dall’omofobia, radicata anche nella cultura mafiosa. Sappiamo che una relazione omosessuale può essere perversa quanto una etero, ma consideriamo la prima in maniera molto più negativa”. Anche il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ha parlato in un’intervista della presenza di omosessuali all’interno di Cosa Nostra: “Non si tratta di boss, ma di esponenti di medio livello”, ha spiegato confermando che la condizione di omosessuale tra i mafiosi viene vissuta con una certa paura. Negli anni passati gli studi di Lo Verso si sono focalizzati su Cosa nostra, ma ultimamente si sono estesi al mondo della ‘Ndrangheta. ”Nella criminalità organizzata calabrese – prosegue il professore – la repressione dei comportamenti gay è ancora più forte. In carcere, per esempio i malavitosi hanno l’obbligo di farsi la doccia con le mutande e di cambiarsi dietro la porta dell’armadietto. Inoltre, nelle ‘ndrine i rapporti, in molti casi, sono costituiti da legami di sangue. Sono famiglie vere e proprie, non come quelle ‘allargaté di Cosa nostra. Questo causa una maggiore attenzione perché rapporti omosessuali potrebbero essere addirittura incestuosi”. E’ ancora ignota, però, l’origine dell’omofobia in Sicilia. “La cultura mediterranea – dice Lo Verso – è sempre stata molto aperta ai rapporti omosessuali. Nell’antichità l’omofobia non esisteva. Una spiegazione potrebbe essere che tutte le culture che si sono avvicendate nell’isola, a parte i francesi, avevano tutte il culto della morte. Questi aspetti mortiferi potrebbero tendere all’oppressione, ma ovviamente questa è una pura speculazione”.

 
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Commenti

  • scritto da amicopaolo

    Questa gente non è normale, e non capisco come Ingroia ci possa andare dietro. Caz…ate sulla mafia ne ho sentite tante , ma questa è l’apoteosi del delirio.
    Quì andrà a finire che qulche sociologo che studia il fenomeno della mafia raccontarà che Totò Riina e Provenzano erano amanti e quelli della cupola erano loro concubini.
    Questa gente offende l’intelligenza degli altri impunemente.

  • scritto da Nino

    Il genere umano e’ per natura (biologicamente e psicologicamente) bisessuale, per il semplice fatto che ognuno di noi eredita il 50% del patrimonio genetico dalla propria madre e il 50% dal proprio padre. Cio’ potrebbe bastare a codesti signori, per vivere un tal fatto (non una condizione) con piu’ serenita’.
    Che strano che proprio per alcuni di noi Siculi, eredi di Greci e Arabi per i quali l’omosessualita era qualcosa da celebrare, l’essere gay sia un marchio a fuoco di cui vergognarsi. L’essere gay potrebbe essere semmai un di piu’, un pregio!
    Questi tizi dovrebbero avere ben altro di cui vergognarsi: omicidi, rapine e racket. E non vergognarsi di essere “Garrusi”.

  • scritto da Marco

    Sarei curiosa di sapere….. Pensano oggi quegli “psicologi” ( presenti anche in quest’ennesima assemblea)  che fino a qualche tempo fa curavano l’omosessualità come “disturbo”, cosa ne è stato di quei “pazienti” ? A quali depressioni  e a quali morti sono andati incontro?  ”" Quali danni psichici può causare la convinzione, scientificamente errata, che l’omosessualità sia una malattia…..”" La “psicologia”  pretende ancora di essere considerata “scienza”? O resta sempre un “esperimento in itinere” a danno degli oggetti della sperimentazione…  La matematica, vera scienza esatta, ha l’umiltà di considerare “congettura”  ciò che non ha possibilità di dimostrazione e quindi diventare “teorema” applicabile.   La scienza non ama i palcoscenici e i teatri,  il disagio è un problema “umano … troppo umano”  per rientrare in progetti con spartizioni di soldi pubblici tra “eminenti” cattedratici.  Un pò di umiltà!! Si portino su quel palcoscenico anche gli scheletri dei propri armadi, resta pur sempre il rischio che questi assistano increduli dalla platea a certi teatrini! 
    Ieri la psicologia pretendeva di essere una “scienza esatta”, oggi la comprensione della psiche pretende di passare attraverso la riflessione “epistemologica…filosofica e antropologica”, … il contesto, ….la cultura…. e il paziente infilato a viva forza dentro questi schemi, queste prigioni dell’anima. L’essere umano, nella sua più profonda essenza, prima di “essere” in relazione in un contesto antropologico e culturale, è in relazione col cosmo, col mare, con gli alberi, col suo DNA, lo sanno da sempre gli sciamani. Poi…, soltanto poi, diventa una questione di relazioni in un particolare contesto, molto spesso è meglio adattarsi con le proprie forze, l’essere umano è dotato anche di un capace sistema immunitario, meglio attraversare i propri sentieri, sbagliarli e riprovare ancora, piuttosto che restare intrappolati in certe gabbie concettuali. Ma ci vogliono altri “sguardi” per riconoscerlo, altre orecchie per sentirlo, non c’è spazio per chi non tollera “ferite narcisistiche”  tanto da passare oltre… i propri cadaveri, per questi è meglio lasciarli indietro, considerarli “vittime necessarie” in un illusorio quanto delirante percorso “scientifico”, e andare avanti…. rincorrendo progetti sovvenzionati…., soldi…,  e titoli a caratteri cubitali su ipocriti trattati…

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