Abusi sessuali, a giudizio don Nuvola

venerdì 19 febbraio 2010
10:37
testo Aumenta testo Riduci testo

Padre Aldo Nuvola, ex parroco nella chiesa Regina Pacis a Palermo, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 17 anni. Secondo la Procura, che ha chiesto e ottenuto dal gip Marina Petruzzella il processo per il sacerdote, don Nuvola due anni fa avrebbe chiesto ripetutamente a un garzone di un bar favori sessuali, presentandosi come un professore di filosofia del liceo classico Umberto, dove insegnava realmente ma religione. E’ stato proprio il ragazzo, come scrive l’edizione locale de La Repubblica, a denunciare le molestie alla polizia. Lo scorso anno inoltre il parroco venne denunciato per atti osceni da alcuni agenti che lo sorpresero in atteggiamenti equivoci con un uomo. Il prete, attraverso i suoi avvocati Nino Caleca e Mario Zito, respinge le accuse del garzone, che adesso è maggiorenne. Il processo comincerà il primo marzo nella quinta sezione penale del Tribunale. Don Nuvola non è il primo sacerdote, a Palermo, ad essere accusato di molestie sessuali. Lo scorso luglio, i giudici della II sezione del tribunale hanno condannato a sei anni e sei mesi di carcere don Paolo Turturro, ex parroco del quartiere Borgo Vecchio, noto per le sue battaglie antimafia. Il sacerdote fu accusato di abusi sessuali da due ragazzi di 14 anni che frequentavano la parrocchia.

 
  • Archivio Cronaca [+]
  • Segnala l'articolo






    Segnalando questo articolo dichiari di aver preso visione dell'informativa ai sensi della legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il gestore del presente servizio, per garantire la riservatezza dei dati, si attiene rigorosamente a quanto indicato nella legge 196/2003. I dati di questo form non verranno utilizzati.


    invia l'articolo
  • stampa

Commenti

  • scritto da Nino Sirchia

    Umile Consiglio:
    Perchè non provate a rintracciarlo e a sentire la sua versione dei fatti ( o quella dei suoi avvocati) ? Purtroppo non di rado si vedono presono processate ingiustamente esposte prima che al giudizio del tribunale a quello della piazza. Vero è che il vostro articolo si limita a raccontare in maniera abbastanza asettica il rinvio a giudizio di Padre Nuvola, ma è anche vero che viene citata soltanto l’accusa(pesante x qualsiasi uomo..ancor di più per un prete)rivoltagli da questo “garzone”… ma non sappiamo nulla sulla sua versione dei fatti.
    Cordiali saluti

  • scritto da Roberto Puglisi

    Ci abbiamo provato. Senza successo.

  • scritto da Piero

    Io non so e non posso certo giudicare, ma su Padre Turturro bhe consentitemelo con tutto il fastidio che dava alla mafia,la probabilità che non era vero niente e che sia stata una trappola studiata ad arte è molto alta.

  • scritto da Salvatore

    d’accordo con Pietro, e se aggiungiamo che Aldo Nuvola in passato è stato tra i preti-antimafia degli anni ‘90, che ne esce fuori? Un garzone di un bar di piazza castelnuovo… in pieno centro di Palermo… Aldo Nuvola non è un coglione, è molto conosciuto a Palermo, non lo avrebbe MAI fatto. Specialmente li, in quelle zone.

  • scritto da SN 1972

    Ipocriti. Di giorno dietro un PC a criticare e la sera a travestiti. Miserabili.

Lascia un commento

(non sarà pubblicata)


Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.