Fra i dipendenti regionali ce n’è anche uno accusato di omicidio. La riassunzione di Antonino Nobile – arrestato in flagranza di reato con l’accusa di corruzione, licenziato e poi reintegrato dalla Regione – apre uno spaccato sul personale della Regione: lo zoom sui dipendenti regionali ai quali la magistratura ha dedicato un fascicolo è al centro di un’inchiesta che sarà pubblicata sul prossimo numero di “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 20 febbraio. Sono trecento i casi registrati dall’assessorato regionale alla Funzione pubblica, che proprio in questi giorni sta eseguendo un monitoraggio sui dipendenti.
I colleghi di Nobile sono i più “colpiti” dalle indagini: fino a cinque o sei anni fa circa il 20% del totale dei provvedimenti disciplinari nella pubblica amministrazione – la sanzione prevista arriva fino al licenziamento – pendeva a carico dei dipendenti delle Motorizzazioni. Un caso particolarmente curioso risale al 2000, quando un dipendente avviò una pratica illecita in cambio di un compenso economico. Il diretto interessato acconsentì a pagare, ma lo fece tramite assegno, denunciandone successivamente la scomparsa. In questo modo le forze dell’ordine risalirono al dipendente, contro il quale fu aperto il provvedimento disciplinare, fino al licenziamento.
Nell’occhio del ciclone anche molti ispettori sorpresi a “chiudere un occhio” o i responsabili di musei e siti archeologici di provincia. Alla Forestale, invece, ci sono casi di furto di benzina, mentre nelle aziende sanitarie sono finiti sotto indagine cinque dipendenti: avrebbero “gonfiato” la percentuale di invalidità, garantendo la riscossione di un assegno più alto.











C’e’ ben poco di che commentare. Ma che vuoi commentare?! Che si e’ fatta dell’illegalita’ la legalita’? E allora?! Quando, ancora una volta, il reo e’ protetto e sostenuto e lo si saluta come un eroe, che c’e’ da commentare?
Gia’ Aristotele, in tutta la sua immensa saggezza, diceva che la corruzione e’ patrimonio di tutta l’umanita’… Forse e’ quella che fa andare avanti il mondo. Mi ritiro. (Ma non mi arrendo).
Caro Roberto Puglisi, qual’e’ il SUO commento?
Questi casi sono una goccia in mezzo al mare della corruzione e dell’inefficenza. I controlli? Sono solo un fastidio, meglio fare quelli indispensabili e “sicuri”.
Sarebbe giusto correggere il titolo, perchè se è vero, i regionali sono 295, perchè i cinque delle aziende sanitarie non sono dipendenti regionali. al di la della precisazione, la mia vuole essere una provocazione rispetto a chi vuole darle addosso ai regionali,quasi che fossero gli untori di manzoniana, memoria, infilando nel pentolone dipendenti di altri comparti, per cui se vogliamo fare un ragionamento su tutto il pubblico impiego ci si può stare, ma che si debba passare per ladri i regionali solo per il fatto di esserlo, non credo che si possa essere sempre disposti a tollerare queste indegne provocazioni. i ladri i disonesti gli infedeli, ahimè stanno dapertutto, come pure gli onesti i corretti e i fedeli che grazie a Dio sono la gran maggioranza, anche in barba a chi da questo blog si erge a paladino della legalità, e magari non paga tasse, paga pizzi, e se va in un ufficio regionale o comunque pubblico, va in cerca dell’amico, che gli risolva il problema, piuttosto che del normale esercizio di un diritto da chiedere. E questo lo dico in piena serenità di coscienza, rimandando al mittente qualora ci fosse anche sol col pensiero, il fatto che il mio è un classico prendere avanti. assolutamente no.
Enzo enzo tu cadi nel tranello di brunelliana, pardon brunettiana fattura della guarra tra poveri, cioè il dagli ai pubblici dipendenti, e cosi invece di dire che in fondo un numero inferiore a 300 di inchieste bada bene inchieste non condanne penali in ultimo grado, cioè una percentuale intorno all’ 1% dei 24.000 dipendenti regionali, è un numero perfettamente fisiologico, tu pensi di girare il tiro su altri dipendenti pubblici, non capendo che è proprio quello che per ora si vuole, ossia non volendo dare i diritti sacrosdanti a tutti i lavoratori privati, i poteri forti del paese hanno scatenato la caccia al pubblico dipendente, come fece hitler con gli ebrei, purtroppo con successo perchè vedo che i cittadini (non pubblici dipendenti) per invidia, godono delle vergognose distruzioni di diritti faticosamente conquistati negli anni dai lavoratori, invece di ribellarsi contro i capi i padroni il sistema che ha studiato questa vergognosa dei fanulloni per aumentare i profitti a dispetto della qualità della vita di noi lavoratori.
La cosa che più mi dispiace è quando si fa di ogni erba un fascio. Certamente la categoria dei dipendenti regionali è una rappresentanza di cittadini come lo è quella dei politici, carabinieri, finanzieri, giornalisti, editori, industriuali, commercianti, imprenditori ecc.. In ogni categoria ci sono i “buoni” ed i “cattivi” e non per questo è buona o cattiva tutta la categoria di cui ogni “cattivo” fa parte.
Pertanto non giudicate la categoria ma il singolo, “cattivo”, che fa parte di quella categoria. Chi criminalizza una categoria, qualunque essa sia, lo fa solo per fini personalistici e non è degno di essere ascoltato.
grazie
Nel 2009 a Trapani sono stati arrestati (riprese video.., accertato reato) due funzionari regionali Pizzo e Caccetta che pretendevano la mazzetta (.. e che mazzette!) per autorizzazioni su progetti; addirittura uno dei due passava le giornate appisolato e disteso sulla scrivania (.. come da video in tv nazionali). EBBENE non solo che la Regione Siciliana non si è costituita PARTE CIVILE (è vergognoso!), ma pur essendo stati condannati corre voce che saranno riammessi in servizio.
EVVIVA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REGIONALE.
Ma l’Assessore Regionale Chinnici è a conoscenza di questi fatti?