Nell’Agrigentino si invoca la Madonna

“Noi in montagna semu scurdati, scurdati di tutti”. Lo dice un anziano, un “montanaro” agrigentino, e si riferisce al maltempo, alle frane, al rischio isolamento, che da qualche giorno minaccia una parte grande della provincia.

Piove in quella zona, che da un lato rincorre i monti agrigentini, dall’altro quelli nisseni e ha in mezzo la statale 189, la Agrigento-Palermo. Piove, incessantemente, sulle frane, sul Platani, che straripa, sopra le dighe, che superano il livello di guardia. Un rosario di comuni, uno dietro l’altro, potrebbe rischiare l’isolamento. A San Giovanni Gemini e a Cammarata, nei giorni scorsi, non c’era campo neppure per inviare un sms, anche la linea Adsl è andata in tilt e perfino l’ufficio postale è stato costretto a chiudere i battenti per un giorno e mezzo, perchè non c’erano le condizioni per fare neppure la più semplice delle operazioni.

Le zone agricole sono già isolate a causa del movimento del terreno. In quella zona, come riferiscono dall’ufficio tecnico del comune di Cammarata, sono anche crollati dei fabbricati rurali. Una delle frane più vistose si è formata nella zona di Gilferraro, a San Giovanni Gemini ed è andata a bloccare la condotta idrica, che rifornisce di acqua tutti i comuni della zona montana ed è allarme. Da diversi giorni, infatti, il rifornimento idrico in alcune zone, a Casteltermini, in particolare, è stato praticamente bloccato. Rubinetti vuoti per quasi una settimana, poi i rifornimenti con le autobotti – dosi centellinate, naturalmente, giusto l’indispensabile per cucina e igiene personale.

E’ stata convocata una riunione d’urgenza, voluta dalla Prefettura e che si è svolta proprio a San Giovanni Gemini. L’unità di crisi è in allerta e la Provincia regionale di Agrigento si dice pronta a un intervento d’urgenza. Intanto Casteltermini rischia di rimanere isolato, perchè le tre vie d’uscita del paese potrebbero bloccarsi per via di altrettante frane.

Gli autobus pieni di lavoratori e di studenti pendolari deviano il loro corso, per raggiungere da un lato Agrigento, dall’altro Palermo; i convogli ferroviari della linea Agrigento-Palermo sono bloccati alla stazione di Roccapalumba- Alia e ancora la stazione di Cammarata è rimasta chiusa per giorni. Situazioni che potrebbero tradursi in criticità, perchè i comuni di montagna hanno il grande limite dell’essere arroccati, del dovere fare dipendere la “loro libertà” da una serie di sentieri, pieni di tornanti, che li immettono alla “salvezza” della strada statale 189.

I sindaci lanciano l’allarme, qualcuno invoca pubblicamente la Madonna. Le forze dell’ordine operano, ma si attende, “non si sa cosa”, commentano i cittadini delle zone interessate. “Aspettiamo che la pioggia smetta o che provochi i danni irreparabili, a cui la cronaca ci ha abituati?”.

 
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