Termini, Lombardo: “Non molliamo”
Spuntano cordate cinesi e indiane

martedì 9 febbraio 2010
07:42
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La giunta di governo della Regione siciliana, presieduta da Raffaele Lombardo, ha confermato l’impegno assunto nel novembre scorso di investire circa 350 milioni di euro per le infrastrutture nel sito industriale di Termini Imerese e per ”l’attivazione di misure che consentano sgravi sul costo del lavoro e l’accesso al credito d’imposta”. La giunta ha, inoltre, deliberato di vincolare l’area in cui insiste lo stabilimento Fiat all’attività industriale e, in particolare, alla produzione automobilistica. ”Abbiamo deciso – dice il Presidente Lombardo – di dire no all’insediamento della grande distribuzione commerciale. Ci auguriamo che la Fiat resti o che, in alternativa, non si rimangi l’impegno assunto a dicembre a Palazzo Chigi di consegnare le chiavi dello stabilimento”. ”Inoltreremo immediatamente – ha concluso Lombardo – il documento di Giunta al tavolo tecnico per la Fiat istituito al ministero dello Sviluppo economico”.

Lombardo: “Non molliamo”
‘Non abbiamo intenzione di mollare la costruzione di automobili. Abbiamo messo in campo un’iniziativa che fa capire con molta chiarezza che non ci sarà a Termini Imerese un supermercato al posto dell’industria automobilistica. Non daremo questa autorizzazione”. Lo ha detto il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, parlando delle prospettive per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese a margine della presentazione di un’auto elettrica realizzata in Sicilia, a Palazzo d’Orleans. ”La Fiat – ha aggiunto Lombardo – persegue pervicacemente il suo obiettivo di dismissione e abbandono di Termini. Abbiamo messo in campo 350 milioni di euro perché non vogliamo che quel patrimonio di competenza ed esperienza venga disperso. Vogliamo che lì si continuino a produrre auto”. Il presidente ha proseguito: “Ci sono tante cordate italiane e non solo. Ci sono gli indiani e i cinesi, valuteremo tutte le proposte per lo stabilimento di Termini in un tavolo tecnico. Mi auguro che la Fiat almeno lasci, come aveva detto, lo stabilimento perche’ altri, eventualmente, possano prendere il suo posto”.

 
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