La discussione, la lite:
accoltellato a morte

Una tragedia che spacca a metà l’equilibrio di un paesino di montagna, Alessandria della Rocca, una manciata di anime in tutto. Una vittima, Antonino  Mendola, di 38 anni, morto per un fendente al cuore.
Tutto si consuma nel giro di pochissimi minuti, intorno alle 23 e 30, dentro un garage, in contrada Portella, nel cuore del paese. Stando alle prime indiscrezioni, la vittima stava allestendo, insieme a degli amici, un carro di carnevale. Tra i preparativi una discussione, forse Mendola lamentava un furto, a carico di un ragazzo del posto. Nel garage arriva, improvvisamente, il papà del giovane, Onofrio Centinaro, quarantacinque anni. Forse vuole difendere il figlio, forse vuole capire meglio cosa è successo. Tra Mendola e Centinaro – secondo la prima ricostruzione - la discussione si traduce in lite, che nel giro di pochi istanti assume le proporzioni della tragedia. Escono fuori i coltelli, inizia lo scontro corpo a corpo, ma Me ndola ha la peggio. Una serie di coltellate al petto lo lasciano a terra esanime, in una pozza di sangue, tra le urla della gente, che accorre per strada. L’omicida fugge, confuso, ferito anch’egli. Lo troveranno, poco più tardi, i carabinieri della compagnia di Cammarata, diretti dal capitano Alessandro Trovato. Mendola e Centinaro ad Alessandria della Rocca erano conosciuti da tutti, godevano la fama delle persone per bene. La vittima gestiva l’unico pub del paese ed era incensurato. L’omicida, invece, è operaio, padre di tre figli, con un tranquillo tran tran familiare alle spalle, piccolo pregiudicato. I dettagli della vicenda non si conoscono ancora, su questi indagano a pieno ritmo i carabinieri della compagnia di Cammarata e la procura di Sciacca. Centinaro dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario.
 
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