Diego e il roseto ardente
Costerà 900 mila euro

martedì 9 febbraio 2010
17:54
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E  adesso tutti giù a dire che davanti al pititto e alla munnizza, il roseto è un po’ troppo, come le brioche di Maria Antonietta per il popolo che reclamava il pane. Ma fu proprio De Andrè – uno che probabilmente non votava Forza Italia – a cantarlo: dal letame nascono i fior… E dunque dal letame, dal guano di Palermo, dalle sue piaghe, dai suoi guai, nascerà un roseto, secondo estetica deandreiana. Annunziarono le agenzie: “Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, alla presenza dell’assessore a Ville e giardini, Francesca Grisafi, ha consegnato i lavori per la realizzazione del roseto nell’area compresa fra il viale Campania, viale Lazio, via Brigata Verona e la villa Gaetano Costa. I lavori, che dureranno un anno e costeranno circa 900 mila euro, prevedono la realizzazione di un roseto in una zona attualmente abbandonata e che sarà dunque totalmente recuperata per poi essere destinata alla pubblica fruizione. ‘La realizzazione di un roseto – sottolinea il sindaco di Palermo, Diego Cammarata – è da tempo uno dei miei pallini. Sono stato felice di avviare i lavori ed ancora più felice sarò fra un anno quando potrò inaugurare un luogo che rappresenterà, per bellezza e valore botanico, un autentico fiore all’occhiello’”. Ora, a parte l’orrido calembour del roseto, fiore all’occhiello, l’idea ci convince, anche se tutto intorno c’è da sguazzare nel letame, anche se ci sono i container in via Messina Montagne (con le persone dentro), anche se ci sono il pititto e la munnizza. E ci convince questo roseto ardente di sogni, perchè non c’è mica bisogno di ascoltare De Andrè per sapere che dal letame nascono i fior. E dai fior nasce la bellezza. E dalla bellezza nasce un insopprimibile senso di giustizia. Armonia e giustizia coincidono.
 Il colore abbacinante delle rose risveglierà la voglia di giustizia dei cittadini palermitani? Li condurrà per mano a guardare con occhi nuovi la città in cui sopravvivono da topi? Si renderanno finalmente conto che Palermo è talmente brutta e ridotta male da non potere essere sopportata un attimo di più? Insomma, il roseto potrebbe provocare una collettiva presa di coscienza e danneggiare l’amministrazione che lo piantò, alla stregua di un boomerang. Siamo sicuri che Diego abbia fatto bene i conti? Ma sì, per una volta lo elogiamo di cuore. E poi che volete:  un sindaco che intende spendere quasi un milione di euro per un roseto, certamente, avrà trovato i fondi e il modo per risolvere tutti  gli altri problemi. Come dubitarne?

 
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Commenti

  • scritto da lula

    un giorno ci sarà giustizia?
    la coscienza esiste?
    e la giustizia civile, penale?
    aspettiamo il cianci di turno( tra 20/25 anni che ci spiega come sono andate le cose?
    mah!!!!

  • scritto da Nino

    Ma come?!?

  • scritto da maglietto

    Siete troppo cinici con questo articolo. Palermo ha assolutamente bisogno di un roseto, che è un’opera fondamentale per consentire alla città di mantenere gli attuali primi posti tra le città europee per quanto riguarda la vivibilità. E poi, non è forse giusto fare arricchire qualche vivaio, magari di amici del sindaco? è sempre gente che lavora. Ma volete mettere cosa sarà quell’area tra un anno? una splendida macchia di colore e profumi, che renderà la nostra città quasi meglio di Amsterdam. Certo durerà una settimana, poi inizierà a seccare tutto, a meno che non si destini una parte della miriade di LSU del comune a zappettare l’opera, alla quale potrebbe sovrintendere l’assessore al verde Grisafi, che almeno avrebbe un ruolo. Quindi ben venga il roseto. Come ultimo suggerimento, propongo di mettere nell’area, per delimitare le aiuole, file di container, possibilmente abitati da disperati, che tanto non mancano, cosi da creare un effetto ottico da giardino all’italiana, anzi alla palermitana.

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