Tutto cominciò con un adesivo, su un muro, su un palo, su un angolo di Palermo. Gli adesivi dei ragazzi di Addio Pizzo proponevano un sogno impossibile. Il sogno di non lasciare morire più da solo Libero Grassi. Il sogno della ribellione al racket. Quel sogno si è concretizzato in molte occasioni. Qualche commerciante ha denunciato i suoi carnefici. Si sono celebrati processi, sono statte erogate condanne. Ma, adesso, le notizie che ci giungono da quel fronte non sono affatto confortanti.
Cominciamo dalle intimidazioni. Forse non sono mai cessate del tutto. Ma ora – a giudicare dai comunicati delle forze dell’ordine – sembra che ci sia un ritorno di fiamma. Termine appropriato quest’ultimo. Infatti, non mancano proprio gli incendi. Non manca la firma dell’Attak, il marchio di fabbrica delle estorsioni, non mancano i danneggiamenti agli esercizi commerciali. E’ stata una settimana di passione, culminata nell’incendio ad un autoparco con i bus delle autolinee Cuffaro. Ieri notte, a Palermo, è toccato a un panificio semi-distrutto dalle fiamme, con le serrature incollate. E i titolari spiegano sempre che non se lo spiegano. Che loro, veramente, non hanno mai ricevuto minacce. Verità? O forse mancanza di coraggio e di fiducia? Sono parole che ricordano tanto altre parole. Quelle pronunciate dal commerciante in piazza – ne “Il giorno della civetta di Sciascia” – con un omicidio appea compiuto e il cadavere fragrante. Le ricorderete: “Perché? Hanno sparato?”. Le ricordiamo.
Nel frattempo, anche i buoni litigano. Addio Pizzo sottolinea: “Le denunce si sono fermate”. E poi è tutto un indicare le associazioni di categoria, Confcommercio, Confesercenti, Cna, che “boicottano” l’iniziativa permanente antiracket, con successive repliche infastidite da parte di chi si sente additato. Il clima è di ripicca e di discordia. Da qui la domanda che titola questa breve cronaca di una possibile sconfitta. E’ tutto finito?











le istituzioni le associazioni devono capire che non si cambia la mentalita abbandonando a se stesso chi ha avuto il coraggio come me di denunciare e di essere diverse volte minacciato di morte o forse questi si devono rendere conto di cio che ho costruito in questi anni quando mi uccideranno le persone sanno capiscono e tirano poi le conclusioni l,unione fa la forza no la solitudine o l,emarginazione ecco uno dei motivi perche ci sono poche denunce e i commercianti non collaborano si possono scrivere parole famose fare convegni dibattiti eccc….solo parole i commercianti gli artigiani anche le vittime dell,usura vogliono fatti no parole .
Mi rivolgo a tutti i commercianti ,non bisogna mollare ,non permettiamo a questi delinquenti di vanificare i nostri sacrifici , tutti insieme si può . Non permettiamo di toglierci il sonno ,i sogni ,il tempo,la ns vita .
La maggioranza di quelli che scrivono come “G” non sono commercianti o imprenditori, non sanno cosa significa essere ricattati dalla mafia, non sanno che significa essere “aspettati” sotto casa quando torni con i utoi figli.
Sono molto vicino alle parole del sig. “raimondi bennardo mario” perchè vuoi o non vuoi non esiste ancora, purtroppo, una vera salvaguardia per chi denuncia il pizzo o l’usura. Questo è un dato di fatto e molti non si rendono consot di questo.
Altri si lamentano che molti non denunciano…ma che volete???? Mettetevi al posto nostro e poi vediamo…
Con le ideoligie siamo tutti bravi…ma poi quando rischi la tua, o ancora peggio, la vita dei tuoi cari è un altro discorso.
Ora “ammazzatevi” pure con discorsi “politici” del caso, ma tanto quelli che alla fine muiono davvero siamo solo noi!!!
Nessuno può additare gli imprenditori come mafiosi o omertosi,come vigliacchi.Non devono essere lasciati soli,non devono essere espulsi dalle camere di commerci,non ha senso perchè loro sono le vittime.
Bisogna creare fiducia nelle istituzioni ma non solamente con convegni e parole (che pure sono serviti a sollevare il problema),bisogna agire innanzitutto a livello legislativo con pene davvero severe e non con week-end all’hotel Ucciardone pagati dallo Stato.E poi aumentando i finanziamenti alle forze dell’ordine che lavorano in condizioni assurde.
Non ci libereremo mai da questa schiavitù? E’ solo un fenomeno umano e come tale ha un’inizio e una fine diceva un simpatico signore con i baffi ;)
Finalmente una persona che difende le vere vittime del problema! Grazie!!!
Non è la mafia ad essere un fenomeno umano è nata con la Sicilia e mai finirà. Al contrario è “addiopizzo” ad essere un fenomeno umano e come tale avrà una fine.La mafia è nel nostro mdo di essere siciliani è un fenomeno ancestrale per noi. Questo perchè la ns terra è vissuta sempre ai margini della legalità, abbandonata a se stessa dove da sempre vige il motto “mancia e fà manciari”. Noi non abbiamo mai avuto una cultura dello stato perchè lo stato da noi è stato sempre assente e nessuno ce ne può fare una colpa. La mafia invece subdola si è incancrenita nel tessuto sociale ormani da cento anni e più, diventando parte integrante della società.Sono un imprenditore non credo nello stato non credo nella mafia ma con essa dobbiamo convivere. Mi muovo senza far troppo rumore per nn essere “sbranato”.Guardo la notte le mie due bambine dormire e spero che il loro futuro sia migliore e non mi sento un vigliacco. Sono un siciliano sono fiero di essere tale, amo la mia terrà e mai la lascerò. Molte generazioni devono passare affinchè questo fenomeno scompaia dal nostro DNA…. è ancora presto oggi.