“La Fiat non è più italiana”

“La Fiat non è più italiana”
sabato 6 febbraio 2010
13:53
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“Mettiamoci in testa che la Fiat non è più una industria italiana: è una multinazionale, che potrebbe aver sede in Italia ma anche in Giappone come negli Stati Uniti, ed opera ormai in termini di mercato globale”.
Così il presidente della Regione Raffaele Lombardo, stamattina a Catania per assistere al rientro in Cattedrale della “vara” di Sant’Agata, commenta a caldo l’estenuante trattativa per tentare di salvare lo stabilimento di Termini Imprese.

Presidente, allora non ci sono speranze ? L’atteggiamento di chiusura della Fiat pare netto, e definitivo.
“Ho la netta sensazione che la Fiat di Termini chiuderà. Ma noi ci batteremo fino in fondo per impedirlo. Sia ben chiaro che qualcuno deve pagare: il governo non può continuare a dare incentivi e deve mutare la sua strategia nei confronti della Sicilia”.

Potrebbero però subentrare altre aziende….
“Questa è una possibilità seria. Esistono alcune proposte interessanti che sicuramente prenderemo in considerazione”.

E fra una trattativa e l’altra ha trovato il tempo di fare una scappata a Catania per la Patrona. Ha visto quanta gente ?
“E’ l’auspicio che Sant’Agata aiuti Catania. La città si sta risollevando; le difficoltà economiche sono state superate”.

La giunta regionale sta provando a spendere i fondi accumulati ?
“Per la verità, noi non accumuliamo. Investiamo i fondi man mano che arrivano”.

Confindustra Catania ha sollecitato i bandi per l’attuazione della legge per gli aiuti alle imprese.
“Stiamo sbloccando alcuni finanziamenti europei, sono in arrivo i Fondi Fas. Riguardo le imprese, è molto importante il credito d’imposta, un aiuto concreto ed immediato”.

 
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Commenti

  • scritto da pippo g.

    aiutooooooooooooo speriamo che prima che parta la trattativa questo signore non sia più presidente della regione sicilia, se no, visti i risultati di tutte le trattative da lui affrontate, c’è da preoccuparsi per tutti i poveri dipendenti della fiat di termini imerese………………. mi appello a qualche suo collega professionista, fermatelo.

  • scritto da quisquinese

    sono perfettamente d’accodo con pippo g. se ne deve…………andare a casa

  • scritto da n36volpe

    mi dispiace ma se non lo avete,Capito alla fiat dello stabilimento di termini imerese non gli interessa.Vuole solo portarti la tecnologia e la sciare solo i capannoni.perché adesso la produzione di termini la sposterà in Serbia e chiuderà pomigliano e sposterà la produzione in Polonia,visto che la manodopera li la paga 4 soldi.E tutto qui e succederà presto.E tutto inutile che la Regione metta sul piatto 350 milioni di euro alla fiat non gli interessa e vedrete che tra qualche giorno gli operai di termini riceveranno una bella lettera di licenziamento.E voglio proprio vedere come andrà ha fine la cosa.Cosa farà la regione e il governo quando ci sarà 3000 famiglie incazzate,secondo voi come andrà ha finire la cosa,vedremo i vespri siciliani 2 la vendetta.Voi che dite..

  • scritto da Il Siciliano !!!

    Serve un partito del Sud, un partito che abbia la forza di condizionare i governi e fare finalmente gli interessi di questa terra da sempre sfruttata dai dominatori!!!

  • scritto da logi

    Ormai la questione fiat termini é diventata una questione nazionale anche grazie ad un governo regionale che ha avuto le palle di porla sotto tutti i riflettori mediatici e governativi nazionali. Confido che una soluzione occupazionale venga trovata. W Lombardo

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