Col 41-bis, 182 pentiti dal 1992

venerdì 5 febbraio 2010
16:34
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Dal 1992 ad oggi il ‘carcere duro’ per esponenti di spicco della criminalità organizzata ha prodotto 2097 decreti ministeriali di nuova applicazione del 41 bis (di cui 624 annullati da diversi tribunali di sorveglianza), mentre sono stati 182 i detenuti che in questi 18 anni hanno deciso di assumere lo status di collaboratori di giustizia, tra cui ex boss di primo piano. A tirare le somme sull’efficacia del 41bis nella lotta alla criminalità organizzata è Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa, che sul tema organizza a Roma, l’8 febbraio prossimo, un convegno a Roma al quale sono stati invitati il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, l’ex Guardasigilli Claudio Martelli, il procuratore capo di Bari Antonio Laudati e il segretario della Uil Angeletti. I numeri – afferma Sarno – “testimoniano l’apporto e il contributo che il regime del carcere duro ha fornito alla lotta alle mafie. Dei 656 detenuti sottoposti, oggi, al 41-bis ben 557 sono detenuti per associazione di stampo mafioso, 46 per omicidio, 17 per estorsione, 2 traffico armi, 2 ricettazione, 3 per terrorismo , 2 per strage, 28 per traffico stupefacenti. Da sottolineare come solo 89 rivestano una posizione giuridica di imputato, quindi il regime del 41-bis è disposto prevalentemente verso soggetti già condannati in almeno un grado di giudizio”. E ancora: nella suddivisione per appartenenza 252 provvedimenti di 41 bis riguardano la camorra, 203 la mafia siciliana, 110 la ndrangheta, 25 la Sacra Corona Unita. Attualmente sono 12 gli istituti che hanno sezioni destinate ad ospitare i 41-bis: “crediamo che sia ora di istituire, finalmente, i circuiti differenziati – afferma Sarno – Bisogna determinare una omogeneità delle presenze, necessaria per definire i livelli di sicurezza e, conseguentemente, le varie attività intramurarie. Forse non aver riaperto Pianosa e l’Asinara è stata una occasione persa Si potevano recuperare due strutture efficienti ed adatte allo scopo”.

 
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