A Roma le indagini sull’archivio del superconsulente

mercoledì 3 febbraio 2010
16:51
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La competenza ad indagare sul cosiddetto archivio di Gioacchino Genchi è della procura di Roma. Lo ha stabilito la procura generale della Corte di Cassazione cui l’ex consulente informatico di Luigi De Magistris, già pm a Catanzaro, si era rivolto sollevando un contrasto di competenza. Genchi è indagato nella capitale per abuso d’ufficio e violazione della legge Boato per aver acquisito indebitamente tabulati di una serie di parlamentari di varie forze politiche (tra questi Romano Prodi, Clemente Mastella, Marco Minniti, Lorenzo Cesa e Giuseppe Pisanu) in violazione delle disposizioni che prevedono la preventiva richiesta di autorizzazione alla camera di appartenenza. Il ricorso ai giudici della Suprema Corte, con l’invocazione della competenza della procura di Salerno, aveva sostazialmente costituito un ostacolo per la conclusione delle indagini. Queste, condotte dai procuratori aggiunti Nello Rossi e Achille Toro e dal sostituto Andrea De Gasperis, dovrebbero ragionevolmente terminare a breve con il deposito degli atti, procedura che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio dell’indagato. A Roma Genchi è sotto inchiesta anche accesso abusivo ad un sistema informatico telematico in relazione ad ipotetiche violazioni all’anagrafe tributaria, segnalate dall’Agenzia delle Entrate. (Ansa)

 
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