Siracusa, un sequestro
da quattro milioni

martedì 2 febbraio 2010
07:11
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Beni per circa quattro milioni di euro tra immobili, terreni, automezzi, società e conti correnti sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Catania a presunti appartenenti al clan mafioso Aparo-Trigila, che opera nella zona nord di Siracusa, in particolare nel comprensorio di Floridia. Il sequestro preventivo dei patrimoni ritenuti illecitamente accumulati fa seguito a un’operazione antimafia eseguita nei mesi scorsi dai carabinieri di Siracusa che, in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania, ha permesso di disarticolare la cosca.

Il sequestro è stato disposto a seguito dei provvedimenti restrittivi emessi nell’ambito dell’ operazione ‘Quo vadis’ nei confronti di 18 presunti affiliati. Hanno riguardato beni riconducibili a Gaetano Donato, Giuseppe Brancato, Fabrizio Garro, Grazia Pellegrino e a componenti delle loro famiglie: sei immobili a Giardini Naxos e Gaggi (Messina), un pub a Gaggi, due imprese di trasporti ed un bar a Floridia (Siracusa), una società di noleggio video giochi, cinque auto, un autocarro e un centinaio tra rapporti bancari e postali. Le indagini, compiute tra il 2006 ed il 2009, hanno portato alla luce diversi cespiti patrimoniali e numerosi rapporti con istituti di credito che, sebbene intestati a parenti, sono stati ritenuti riconducibili agli indagati. Gli accertamenti hanno evidenziato come Gaetano Donato fosse titolare insieme con la convivente della società di noleggio videogiochi ‘General games di Donato Gaetano & C. Sas’, che poi sarebbe stata ceduta fittiziamente al figlio naturale dell’attuale convivente, Mirco Nucifora, che avrebbe mutato denominazione e ragione sociale. L’introito derivante dalle giocate era di circa due milioni di euro l’anno
Tra i destinatari del provvedimento c’é anche Grazia Pellegrino, 65 anni, che in passato è stata accusata di favoreggiamento personale nei confronti dell’ex boss Giuseppe Pulvirenti, detto “U Malpassotò, poi pentitosi. Secondo l’accusa faceva da “vivandiera” all’ex ‘leone’ di Belpasso, morto in un incidente stradale il 2 febbraio dello scorso anno a Cerveteri (Roma). L’inchiesta che ha portato al sequestro eseguito dalla Dia non si è ancora conclusa. Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania, Andrea Ursino, avrebbe delegato gli investigatori della Dia a svolgere indagini sull’utilizzo dei videogiochi e in particolare se siano stati utilizzati sistemi per frodare i Monopoli di Stato.

 
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