Cara Palermo, ti scrivo…

giovedì 28 gennaio 2010
00:29
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Diego ci ha provato ad amare Palermo. E’ stato per anni, sotto il suo balcone, con un fiore in mano. E lei – ingrata – ha rovesciato sul suo capo di “bello guaglione” ogni schifezza. La munnizza, il ciaffico. E infine l’accusa finale: non sei un bravo sindaco. Va bene l’amore, ma a chi si può chiedere una fedeltà talmente canina, davanti a un balcone eternamente chiuso?  La storia di Palermo e del suo sindaco è la storia di due cuori spezzati, di due solitudini che non si parlano e che non si sono mai incontrate. Palermo si è nascosta dietro il cassonetto. Diego ha preferito la torre d’avorio del suo mondo. Ogni tanto non ne può più nemmeno dell’aria. E viaggia. Le rare volte che provano a comunicare, questi due innamorati disillusi, è un volteggiare di piatti e di contumelie. Diego tira fuori le sue tabelle e dice che sta governando bene. La città ride. O piange.  E gli gira le spalle.
Di chi è la colpa? Perché sarà pure colpa di qualcuno, no? Come in tutti i matrimoni mai nati davvero, ci sono delle corresponsabilità. La città non ama nessuno. Si innamorò una volta di un sindaco dell’antimafia e del cambiamento e ancora si lecca le ferite per le troppe disillusioni. Probabilmente, Diego non è nato per fare il primo cittadino. Sarebbe stato un buon cittadino comune, magari pure onorevole, però primo no. E’ come essere primi della classe, seduti al primo banco. Devi stare tutto il tempo a fingere. E sai che noia.
Crediamo che Diego soffra senza la sua città. Crediamo che la città soffra senza il suo sindaco. Un giorno, quando entrambi saranno un ricordo sfuocato della loro reciproca antipatia, proveranno a volersi bene davvero. Palermo si sforzerà di diventare bellissima, di truccarsi, tra mare e scirocco, per lui. E Diego le scriverà una sincera lettera d’amore senza parole. Una infinita pagina bianca.

 
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Commenti

  • scritto da francy

    Ma Lei è un poeta!!!Mi piace quello che scrive,entra dentro la storia.,la città nn ama nessuno xchè nn è amata da nessuno!!

  • scritto da Vitruviano

    Egr. Dott. Puglisi, sono un avido lettore di ogni cosa (su foglio, su web, su muri, lapidi etc.) rechi con se simboli a me comprensibili per questo riesco a discernere (o quantomeno ci provo) le qualità di chi scrive e penso proprio che lei sappia tingere di bei colori i pensieri che sgorgano poi dalla sua penna, o tastiera come in questo caso, fluidi e chiari per questo spero presto di leggere presto un suo romanzo.

    Tanti in bocca al lupo per la sua carriera.

  • scritto da Roberto Puglisi

    La ringrazio di cuore, insieme con l’altra gentile lettrice. C’è già in libreria 25 novembre 1985 (ed Promopress) che racconta la storia dell’incidente del Meli e la fine che fecero due (allora) miei compagni di scuola. Saluti affettuosi.

  • scritto da anna

    Roberto puglisi, mi piaci e condivido sempre quello che scrivi.A modo mio e x rabbia ho scritto,” La Vastasaria”e 2 poesie dialettali a modo mio,posso inviarli??pensa che ho la licenza elem.Sei è rimarrai un GRANDE è (GROSSO)

  • scritto da Roberto Puglisi

    Mandi pure alla nostra posta. Saluti

  • scritto da anna

    PALERMO DI UNA VOLTA
    Picciridda eru…..
    già sintivu u ventu ri sciroccu ca rintra li narici mi trasia,
    lu ciavuru ri lu mari comu si fa a scurdari?………
    Stava arrivannu lu Santu Natali semu puvIreddi ma ricchi di caluri umanu;
    I zampugnari pi la via si sintianu sunari e tuttu lu vicinatu curria a sintiri e priari
    “ tu scinni dalli stiddi Gesù Bambinu…facci nesciri ri sta miseria nfami;
    Ciavuru ri festa si rispirava….12 tocchi ri campani si sintianu sunari…….
    Curriti, curriti, calò la tila CRISTU risuscitò e a SANTA PASQUA purtò…….
    Sugnu filici d’esseri crisciuta….
    Ora vecchia sugnu e umile ristavu.
    Rinnegu sta Terra ca mali mi faci ma nun scordu ca picciridda fui e di lu me cori nun ti pozzu staccari.
    Anna CONTI

  • scritto da anna

    LA VASTASARIA
    LA città di Palermo è’ composta da ¾ di bellezze naturali ed
    ¼ di vastasaria.
    Si manifesta quando si alza il vento forte (sempre), vi chiederete come ci si comporta? Non si deve uscire di casa ?
    Consiglio:
    Bisogna tapparsi orecchie, occhi e bocca x non sentire x non
    vedere e non parlare.
    Il rischio è’ che entra dentro la pelle e nel DNA e quindi si tramanda ai figli dilagando in tutto il mondo.
    I palermitani dicono “TUTTO IL MONDO E’ PAESE “ un modo X giustificarsi.
    X fortuna esiste I ¾ di palermitani onesti, istruiti, la parte migliore che gira il mondo dimostrando a tutti che i palermitani sono meravigliosi e si fanno apprezzare.
    ANNA CONTI

  • scritto da il dio castigatore

    Puglisi, è più facile che con la pagina bianca Diego faccia una barchetta…

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