Amia, Galioto a giudizio
per falso in bilancio

Amia, Galioto a giudizio   per falso in bilancio
giovedì 21 gennaio 2010
15:41
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Il gup di Palermo Giuseppe Sgadari ha rinviato a giudizio per falso in bilancio l’ex presidente dell’Amia, il senatore Pdl Enzo Galioto, l’ex direttore generale, Orazio Colimberti, e altre 8 persone tra cui i componenti dell’ex Cda della società, per falso in bilancio e falsi sulle relazioni delle società di revisione. L’ Amia, ex municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Palermo, è da mesi nel’occhio del ciclone per le indagini che coinvolgono i suoi ex amministratori (spese pazze, viaggi all’estero, falsi di bilancio) e perché perde circa 2 milioni di euro al mese e non riesce anche a causa dei debiti a portare a termine la raccolta dei rifiuti in città. Il processo comincerà l’1 marzo davanti alla III sezione del tribunale. Inizialmente gli indagati erano 13: tre posizioni sono state stralciate perché gli imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato. I bilanci “truccati”, oggetto di indagine, sono quelli del 2005-06. Con Galioto e Colimberti sono stati mandati sotto processo anche tre ex membri del Cda dell’Amia, Angelo Canzoneri, Franco Arcudi e Gaetano Mendola, tre del collegio sindacale, Antonino Giuffré, Giuseppe Costanza e Camillo Triolo, e un ex revisore dei conti, Domenico Napoli. La stessa Amia sarà responsabile amministrativa per i fatti degli imputati (e per questo è stata rinviata a giudizio come persona giuridica) e al tempo stesso sarà parte civile assieme al Comune. Dal 25 febbraio saranno processati con il rito abbreviato in quattro: due ex componenti del Cda, Paola Barbasso Gattuso e Vincenzo Gargano e due commercialisti, Debora Gagliardi e Antonino Noto. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Carlo Marzella, gli imputati avrebbero truccato i conti dell’azienda del 2005 e del 2006 per ottenere, nonostante le perdite, compensi più elevati. L’Amia spa è poi “imputata” per non aver adottato modelli organizzativi adatti ad evitare la commissione dei reati. Il pm si era opposto alla richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal Comune e dall’azienda. Sia l’uno che l’altra, infatti, avrebbero potuto presentare una querela e permettere alla Procura di indagare e contestare reati più gravi, delitti e non semplici contravvenzioni, ma non l’avevano fatto. Intanto il tribunale fallimentare è da ieri “in riserva” sulla richiesta della Procura di sottoporre l’Amia Spa all’amministrazione controllata o, in alternativa, per i troppi debiti accumulati, ad aprire il fallimento vero e proprio.

 
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Commenti

  • scritto da L

    Finalmente !!!
    Galioto a giudizio !
    e adesso ridiamo…

  • scritto da Siculo

    ooooooooooooooooooooooooooooooooooh e cu ci vulieva

  • scritto da Giancarlo

    In abbondante ritardo, ma è stata partorita!!! Forse perchè c’è la legge sul processo breve che salverà i colletti bianchi???
    CAMMARATA che figura hai fatto???

  • scritto da alice nel paese dei ba locchi

    c’e’ un passaggio che sfugge
    il controllo della gestione dell’amia a quei tempi era a cura del comune
    e in particolare del direttore generale
    gli innumerevoli incontri al palazzo della direzione generale e le lettere mandate continuamente per verificare (mandate a tutte le aziende)
    non evidenziavano il baratro?
    mi spiace vedere che vengono colpiti solo gli amministratori
    l’operazione politica (scarsa) che ha portato a quella situazione e’ molto , ma molto, ma molto piu’ ampia
    non a caso in prima battuta cammarata stiede zitto
    se una mia societa’ viene gestita con i piedi io ne vorrei la testa degli
    amministratori; lui silenzioso mette fuori colimberti, il mite Caruso e ci infila lo cicero.
    alla fine il diritto societario ha messo la parola fine a questa porcheria
    in altri tempi il sindaco, gli assessori al ramo , i controllori del comune
    i danti causa politici etc prendevano la barca con skipper della gesip e si rintanavano in paesi stranieri (emirati compresi).

  • scritto da lula

    @alice nel paese dei ba locchi
    noi non siamo per niente dispiaciuti
    speriamo, almeno che qualcuno paghi, anche se non sono tutti quelli coinvolti.
    abbi fiducia, da cosa nasce cosa.

  • scritto da sicilia

    Stasera mi mangerò una bella FIORENTINA!

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