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Live Sicilia

I tre fermati tornano a casa,
il giudice non convalida gli arresti

Mercoledì 20 Gennaio 2010 15:24 di Andrea Cottone

I tre manifestanti fermati ieri dalla polizia durante gli scontri di fronte al Laboratorio Zeta, il centro sociale sotto sfratto in via Arrigo Boito, a Palermo, possono tornare a casa dopo aver passato la notte in questura. Il giudice non ha convalidato l'arresto dei tre che erano accusati, a vario titolo, di restitenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Gandolfo Sausa, 55 anni, professore di religione, ha scelto il rito abbreviato ed è stato assolto dalle accuse a suo carico. Per i due giovani fermati con lui, Kevin Giacalone e Fabio Lauretta, gli atti sono stati trasmessi alla procura per riformulare un eventuale capo d'imputazione.

Per tutti e tre il giudice ha ritenuto che non vi fossero prove della loro partecipazione agli scontri e che mancano i presupposti per l'arresto in flagranza.

 

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Commenti

  • 2010-01-20 20:35:50

    Una delle cose tristi in questa triste vicenda è che, nonostante ne parliate da 2 giorni, ed abbiate dedicato diversi articoli alla vicenda, non ho letto un solo commento (a parte il mio di ieri) da parte dei lettori.

    L'indifferenza più totale da parte di una città blindata nelle sue caste e nelle sue conventicole, ognuno che si fa gli interessi propri.

    Sarebbe il caso di evitare la solita prosopopea su Palermo culla dell'accoglienza e della solidarietà. Ci sono 30 poveracci che dormono per la seconda notte sotto le tende, per i quali è intervenuta anche l'ONU, circondati da un cordone di celerini, c'è gente arrestata per averli difesi, c'è gente in ospedale per le manganellate prese, ci sono dei poliziotti all'addiaccio pure loro per la seconda notte.

    Di tutto ciò non interessa niente all'opinione pubblica, come del resto non interessa niente della realtà, della società, di quel che accade attorno a se. Quelli di cui sopra sono tutti attori (o comparse?) di uno spettacolo troppo vero per essere interessante.

    Importa solo chiudersi a casa con la pay-tv,o al limite esaltarsi per delle alchimie pseudo-politiche che con la politica, nobile arte che dovrebbe individuare i fini a cui la comunità civile deve tendere, non hanno nulla a che vedere. Finzioni, l'una e l'altra, non realtà.

    Così nascono le dittature, nell'indifferenza generale. Non meritiamo la libertà.

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