Si chiamava Mario Pezzino, un ex arbitro di calcio, l’anziano morto stamani a Palermo davanti alla sede della Serit di via Enrico Albanese, dove si era recato di buon mattino per evitare le code. Doveva chiedere informazioni per una pratica, ma un infarto lo ha stroncato prima ancora dell’apertura dell’agenzia di riscossione tributi. “L’abbiamo visto a terra, coperto da un lenzuolo. Mi è dispiaciuto, ma poi sono entrato per prendere il numero e mettermi in fila, come del resto hanno fatto altre persone”, spiega Giuseppe, 69 anni, pensionato. Il cadavere dell’uomo è stato portato via da un’ambulanza soltanto verso le 10, mentre all’interno dell’agenzia c’era il solito affollamento di ogni lunedì mattina.
I vertici della Serit, dal canto loro, si sono uniti al cordoglio dei familiari di Pezzino. “Era una persona che conoscevo benissimo, molto attiva e gentile – ha detto Francesco Baccarella, direttore della sede provinciale di Palermo -. Era coperto da un lenzuolo quando mi sono avvicinato, ma poi ho visto il figlio e ho capito che si trattava di Mario. Per me è stato un grande dispiacere, ma purtroppo è stata una cosa fortuita, avvenuta fuori dai locali”. E al riguardo dell’opportunità di chiudere l’agenzia per l’accaduto, Baccarella ha precisato che non c’era “la possibilità tecnica di chiudere, perché abbiamo delle scadenze di legge da rispettare: i contribuenti che dovevano pagare entro oggi si sarebbero potuti lamentare. Ovviamente abbiamo usato tutte le accortezze del caso, facendo chiudere fino alle 11 circa l’ingresso al pubblico da via Albanese e aprendo l’ingresso di via Orsini, che di norma è riservato al personale. Di più non potevamo fare”.
Per cercare di diminuire i tempi d’attesa, il dirigente della Serit ha fatto sapere che a breve, all’interno dell’agenzia, verranno attivati dei monitor per dare informazioni ai contribuenti ed evitare loro inutili code. “Al più presto – ha concluso Baccarella – installeremo dei totem per permettere il pagamento dei tributi con la carta di credito. Naturalmente tutti i pagamenti si possono fare anche online, ma purtroppo ancora non sono molti quelli che scelgono questo mezzo”.











Si.. gli ignoranti siamo noi.. il direttore sappia (lo sa.. lo sa..) che il loro sito è realizzato in modo talmente antiquato che è impossibile esercitarvi svariate funzioni.
anche riuscendo a superare le difficoltà per effettuare i pagamenti on-line (dopo la registrazione devi attendere di ricevere un codice a mezzo lettera) la SERIT IMPONE UN COSTO DEL’1,60%! Vale a dire 16 euro ogni 1000!!!
http://capitanjack.myblog.it/archive/2010/01/18/morire-alla-serit.html
Si parla solo di evasori, mai dei tartassati, di chi subisce spesso ingiustamente, un imposizione violenta non dovuta. Pensate a chi ha ricevuto la Tarsu 2006…non aveva il danaro per pagare e ha subito fermi giudiziari, Pignoramenti e altre violenze del genere. Poi tutto si risolve come una bolla di sapone. Magari bne l frattempo al malcapitato gli hanno venduto la casa all’asta …mortificazione !! Poi se ne escono con la semplice restituzione delle somme …..e sembra che tutto sia risolto. E’ un paese civile ?
Gli Amici della Panormus si stringono attorno all’amico Mario in un giorno così triste e buio
Non si vuole accusare nessuno ma spesso la malattia si innesca dopo alcuni momenti dolororosi della vita: un lutto, un licenziamento, un dispiacere etc… i fatti in oggetto potrebbero rientrare in questa casistica. Non si può escludere nulla, Si rifletta
Sul post mio e su quello di Marco sarebbe gradita una risposta del direttore dell’esattoria.
Ritengo poco delicato esternare le vostre lamentele in “questo” post! E’ vero oggi non ci si ferma neppure davanti alla morte! E’ triste!!!
Ha perfettamente ragione. Grazie.
@Rosa
Purtroppo siamo così assuefatti a subire che ci sembra tutto normale…
Ho assistito personalmente all’accaduto, ho fatto delle fotografie ed ho girato il breve video che ho pubblicato su youtube e che anche livesicilia ha linkato. Purtroppo le foto e il video non sono molto chiare, il mio pudore non mi permetteva di riprendere sfacciatamente. Non sapevo neanch’io se riprendere o meno, non sapevo nemmeno perchè lo facevo…
Ora lo so, quello che vorrei adesso è uno scatto d’orgoglio da cittadini vessati e indignati. Magari anche dai familiari. Come scrivo nel mio blog
“Mi chiedo: se fossimo stati in una città civile, con servizi civili, quest’uomo sarebbe morto? a che ora si sarà alzato? da che ora sarà qui per prendere il turno?…
NO, IN UN PAESE CIVILE QUEST’UOMO NON SAREBBE MORTO! Almeno non qui, non ora… in una città civile di una nazione civile sarebbe venuto in orario di apertura, avrebbe preso il turno ed avrebbe atteso 30-40 minuti al massimo…”
Come dice Orazio adesso vorremmo delle risposte dalla Serit (ma non solo)