“Su quella strada dannata
i ragazzi muoiono ancora”

“Ancora voglio capire com’è successo, perché è successo. Ancora, dopo due anni, aspetto giustizia”. A quasi due anni di distanza dalla tragica morte del figlio Salvo, travolto da una Bmw in via Mattei (nella zona di via dell’Olimpo) mentre era a bordo del motorino con la sua ragazza, Fortunato Gebbia non riesce a darsi pace. Ha sempre in testa quel pensiero lì. Martellante. Perché è successo? Perché è successo, quando si poteva evitare? Quando si poteva evitare che la vita di Salvuccio venisse stroncata ad appena 16 anni. E perché, da allora, niente di concreto è stato fatto per risparmiare ad altri ragazzi e alle loro famiglie la stessa, triste, sorte? Una sorte che a Capodanno è toccata a Debora Filocco, 17 anni, l’ennesima vittima di via dell’Olimpo, a un passo da via Mattei nel “triangolo della morte”, lì dove a ogni passo incontri una lapide. Dove si ravviva il dolore di chi sull’asfalto ha perso un figlio per colpe non sue.

Signor Gebbia, a Capodanno c’è stata un’altra vittima in via dell’Olimpo.
“Onestamente sono molto deluso per questa situazione perché ho lottato talmente tanto e, malgrado ciò, non si è arrivati ad alcun risultato. Ogni volta che muore un ragazzo, il dolore diventa sempre più acuto, perché pensi che ci sono altri due genitori che soffrono come te. Un conto è parlare di una vittima per una fatalità, un altro è quando si tratta di qualcosa che si poteva evitare. Se prendessero dei provvedimenti contro tutti quelli che passano col rosso ai semafori e che guidano in modo spericolato, certe tragedie non succederebbero. Ogni mattina, prima di andare al lavoro, vado in via Mattei per salutare mio figlio. E sistematicamente, ogni mattina, tutti corrono e sono ubriachi”.

Cosa si sente di dire ai genitori di Debora?
“Sono dei poveri genitori sfortunati come me e mia moglie, mi sento vicino a loro perché il nostro è un dolore congiunto. Oggi Debora è un altro angelo in cielo che ha raggiunto mio figlio. I ragazzi vogliono vivere, ma siamo noi che li dobbiamo far vivere bene. Il modo in cui è morto Salvo non lo accetterò mai: andava con la ragazza a mangiare un panino, quando gli è arrivata addosso una Bmw che ce lo ha portato via. Come posso accettarlo? Non è giusto né per me né per tutti gli altri genitori”.

In questi due anni, il Comune di Palermo ha fatto qualcosa per limitare questo tragico fenomeno?
“La morte di mio figlio non è colpa del Comune, ma di chi era alla guida della macchina che lo ha investito. Per gli altri ragazzi rimasti sull’asfalto in questi due anni, invece, sì,  è colpa del Comune che non è intervenuto. Dove sono gli autovelox che avevano promesso dopo la morte di mio figlio? In via Mattei erano stati messi dei dissuasori di velocità, che adesso però sono saltati e nessuno è intervenuto per ripristinarli, mentre si continua a morire. Sono morti tanti ragazzi, persone che Salvo conosceva, come Benny e Giuseppe. Con gli interventi giusti, tante vittime non ci sarebbero stati”.

Il ragazzo che ha investito suo figlio è mai venuto da voi?
“No, non è mai venuto. Non ci può essere perdono. Noi siamo umani, siamo fatti di carne, a perdonare può essere solo il Signore”.

Lei dice di volere giustizia.
“”n ogni incidente c’è sempre un colpevole. E io spero che chi ha investito mio figlio venga condannato. A chi sbaglia dovremmo togliere la patente a vita, perché non si può aspettare che ne ammazzi un altro. Quante volte al telegiornale sentiamo parlare di automobilisti che ne ammazzano due-tre e rimangono in libertà come se non fosse successo niente?”.

Che cosa possono fare i comuni cittadini?
“I cittadini dovrebbero responsabilizzarsi, essere accorti nella guida: se tutti stessimo attenti non faremmo male agli altri. Palermo è diventata troppo pericolosa, c’è troppa gente che non sa guidare. Dietro lo Zen, sulla strada che porta all’Oasi verde, per esempio, in corrispondenza dei semafori ci sono due tratti che sono pericolosissimi. In quei punti se arriva una macchina non si vede. Non hai il tempo di accorgertene. Devi stare attento agli altri che ti fanno male. Io ricordo sempre quello che diceva Salvuccio a mia moglie: ‘Mamma, ma io col Free non posso correre così tanto’. E lei gli rispondeva: ‘Io non ho paura di te, ho paura degli altri’. E oggi a noi che cosa rimane? Casa mia ormai è un museo, dove in ogni angolo c’è un ricordo di Salvo”.

 
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Commenti

  • scritto da Giovanni Teresi

    Spero che Qualcuno legga e rifletta su cosa si poteva fare per salvare altri Ragazzi siamo nella Città delle banane con un Sindaco e una Giunta Incapace di Governare e di garantire la Sicurezza nelle Nostre Strade ,ma sopratutto deve sentire sulla cosciensa le vittime di Viale Olimpo. Mio figlio è Morto il 4 Giugno del 2009 a soli 17 Anni i suoi assessori hanno riempito pagine di Giornali di sole cazzate perchè nulla hanno fatto, e per questo devono ritenersi responsabili delle vittime dopo il 4 Giuno 2009 (perchè non pubblicate ciò che hanno dichiarato Assessori e Comandante dei Vigli Urbani) in Viale Olimpo oltre che devono vergognarsi di continuare a giocare con la vita dei nostri Ragazzi , ma quanti altri Padri devono piangere per fare Qualcosa di serio? o bisogna aspettare sempre ? Aiutateci a Cambiare qualcosa e ricordatevi sempre che nessuno mai pensa che possa toccare alla propria famiglia piangere un Figlio .
    Oggi fa notizia solo gli scandali dei Politici dove si riesce ad occupare intere pagine Quotidiani mentre sulle problematiche serie previste anche dalle leggi in materia di sicurezza nulla si fa (cè una legge che obbliga i Comuni a mettere le Barriere a Norma a fare la segnaletica a mantenere le strade con un manto stradale non viscido ecc ecc) io ho fatto decine di esposti di comunicati Stampa risultato? nulla perchè nulla è la rappresentazione dei Nostri Amministratori Comunali Spesso mi chiedo ma in questi casi non dovrebbe intervenire il Prefetto?? Firmato Giovanni Teresi il Papà di Emanuele Vittima dell Viale Olimpo tel 3924700269

  • scritto da commentattore

    Magari anche andare piano con la macchina in un punto dove è pieno rettilineo potrebbe aiutare a far finir queste stragi. Viale dell’Olimpo fa schifo, il manto è tutto da rifare, ma se in quel maledetto punto si è prudenti, non si corre alcun rischio. Signor Teresi, mi spiace molto per sua figlio (tra l’altro vittima inconsapevole, non guidava nemmeno lui) e per gli altri ragazzi, ma non ci si può nascondere sempre dietro il dito delle istituzioni…

  • scritto da Fortunato

    a volte siamo bravi a comentare il dolore altrui pero si puo fare qualcosa in anzi tutto esere prudenti x che e facile recare danno dato che non inporta a nessuno il dolre altrui x.. le persone sono solo buone a riempirti di belle parole.ma quando chiudi la porta di casa la sera ,li vedi veramente che ti manca qualcuno e allora ti poni 1.10.1ooo.domande x che tutto questo si puo evitare x che dobbiamo essere prudenti.Quanto riguardono l estituzini un po di mano pesante non fa male io ringrazio tanto la redazione che dopo 2anni parliamo sepre di salvo esono sempre qui x colaborare x un mondo migliore x tutti i ragazzi che amano la vita come l amava salvo grazie

  • scritto da Agata

    Caro fortunato ,
    hai ragione ad essere arrabbiato , da quando salvo è morto non hai visto nessun cambiamento per quanto riguarda la sicurezza in quel tratto di strada maledetto . A noi salvo non ce lo restituirà più nesuno , ma preghiamo che tutti gli altri ragazzi siano protetti da dio .
    Spero che quest’anno non ci siano più cosi tante disgrazie , ma ho paura che niente cambierà , perchè con le leggi che abbiamo in italia , nessuno viene punito se causa la morte di qualcuno in un incidente stradale , però tutto questo si potrebbe evitare se le strade di palermo non fossero così tanto prive di sicurezza . Fortunato lo sai perche rimarrà tutto uguale e non cambierà mai niente ? perchè nessuno di questi uomini che fanno le leggi , non ha mai provato un dolore cosi grande , cioè la perdita di un figlio , perchè se così fosse non rimarrebbero indifferenti a tanto dolore . Vi voglio bene Agata

  • scritto da Antonio Giambona

    Bisogna mettere in sicurezza le nostre strade…Via dell’olimpo è un cimitero!!! E’ possibile che ancora non si riesca ad evitare queste tragedie…Io non sono né un Ingegnere né un tecnico però è evidente che viale dell’olimpo e altre strade palermitane non sono sicure, tutti quei grossi alberi che costeggiano la strada!!!…la poca illuminazione!!!…L’asfalto che lascia a desiderare!!! …Scarsa segnaletica!!! Rendono queste strade insicure!!! Io ho perso nel 2004 mio cugino di 22 anni in via Trapani Pescia Calogero Montalbano quella strada quel giorno era al buio!!! Non aspettiamo nuove vittime regolamentiamo queste strade…che si faccia un tavolo tecnico e si cerchi di mettere fine a queste tragedie!!!
    Ragazzi io ho 26 sono giovane come voi Usiamo il cervello e siamo prudenti…A Casa ci sono genitori che ci vogliono bene e ci aspettano rincasare…come il Sig. Fortunato Gebbia, Stefano Montalbano, e come il Sig.Giovanni Teresi loro purtroppo aspettano la sera ma per sognare i loro figli!!!
    Ciao Calogero… Ciao Salvuccio non vi dimenticheremo mai…Siete gli angeli di Papà e Mamma!!!
    Antonio Giambona cugino di Montalbano Calogero… e amico di Salvo Gebbia che ho visto crescere sin da piccolo!!!
    Un saluto particolarea giuseppe Farina, a Tommaso Curva Sud, alla piccola Debby…al piccolo Calimero quanti angeli ci guardano da lassù!!!

  • scritto da Roberto Puglisi

    Caro Antonio, grazie per le sue parole affettuose. Sono storie e persone che conosco benissimo. Ho conosciuto il signor Montalbano, il signor Gebbia, padri degnissimi e sfortunati che mi sono molto cari e che non dimenticherò mai. Saluti.

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