Quella sì che fu proprio una bella estate. Capo d’Orlando era una continua scoperta, un mondo nuovo che si schiudeva innanzi agli occhi stupiti di un bimbetto sulla decina. Il freddo di quel mare limpido ti penetrava le ossa, ma era impossibile non amare la sensazione di tepore che provavi una volta fuori dall’acqua. Quel ragazzino aveva un “amico grande” che lo aspettava sempre sul bagnasciuga. Un amico alto, forte, bravo, di quelli che “sanno le cose”. Il bambino sapeva che ad ogni sua domanda arrivava puntuale la risposta dell’altro.
Quante risposte mi hai dato Bent, quante. Il nostro era quasi un rituale, al mio quesito rispondevi sempre dicendo “Questa è una domanda da cinque miliardi di lire. Vediamo un po’…”, è quel vediamo un po’ era un universo: un oceano di conoscenza di cui ti facevi portavoce attraverso quei modi gentili che hanno sempre caratterizzato ogni
tuo gesto. Mi mancherai Bent. Mi mancheranno le granite di gelsi assaporate sul lungomare di Capo d’Orlando, con te e donna Tove, in quella lunga estate rovente, mi mancheranno le nostre passeggiate nel giardino di villa Piccolo a parlare di tutto e di niente, o ancora quella mano che mi salutava alla fine di ogni edizione del telegiornale. Attimi andati, sì, ma il cui ricordo non sfumerà, restando limpido nella mia mente. Così come non potrò dimenticare il giorno in cui ci riincontrammo, dopo tanti anni, e l’espressione dei tuoi occhi nel vedermi seduto lì alla tua scrivania del Giornale di Sicilia.
Ti chiesi come fare per superare la paura dell’esame per l’iscrizione all’albo che mi attanagliava in quei giorni, e tu mi rispondesti “questa è una domanda da cinque milioni di euro. Vediamo un po’…”, il segno che i tempi erano cambiati, ma tu sapevi tenerti al passo con loro. Quelle parole dissiparono i miei timori e mi restituirono un mondo che credevo perduto. Il sorriso che mi regalasti al mio ritorno da Roma mi sembra ancora di poterlo accarezzare. E’ il ricordo più bello, nonchè ultimo, di quel bambino insieme al suo “amico grande”.
Mi hai insegnato un universo, donandomi un miracolo: quello di potermi scaldare, in questo freddo pomeriggio di dicembre, col semplice ricordo di quei momenti.











Ho conosciuto un grand’uomo, ma non l’ho capito!
Adesso che non ci sei più è come se mi fossi svegliata ed avesi capito d’improviso la persona GRANDE che eri.
Lascerai un segno indelebile dentro me. e nei miei figli che ti hanno voluto molto bene ( meritatissimo del resto),eri alleggro, colto, disponibile amante delle tue tradizioni, quando parlavi, amavi definirti l’ultimo Gattopardo e lo facevi ridendo,come ridendo, ti gongolavi declamando tutti i tuoi titoli nobiliari che andavano dal Principe al Conte per finire a quello che amavi di più che era DUCA di BELSITO.
Ti ascoltavamo, quando come fine dicitore, ci raccontavi la tua vita con tua nonna la Principessa Niscemi,mamma di tuo padre; o ci raccontavi del tetro castello di tuo zio Raniero, o quando andavi a passare l’estate a Villa Piccolo dai tuoi zii e rimanevi impressionato dal cimitero dei cani.
Ora sono qui che piango un grande amico che mi avrebbe reso sicuramente la vita migliore di quella che ho avuto.
Perdonami mio caro Bent se non ti ho capito prima, sicuramente avrai nel mio cuore un posto importante come lo ha mio padre e tutti coloro a cui voglio bene e che non ci sono più.
ADDIO BENT
http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=165
leggo e chiedo a voi un chiarimento…
di Alessio Magro
Chi è massone faccia un passo avanti. E chi sta nei servizi ne faccia due indietro. L’ordine dei giornalisti della Sicilia mette in moratoria le penne col cappuccio e gli 007 della notizia: gli iscritti dovranno firmare un’autocertificazione che escluda la propria appartenenza alla massoneria e ai servizi segreti. Una presa di posizione netta, ma non senza polemiche interne, dopo le intimidazioni subite da Lirio Abbate.
… Per questo l’odg approvato lo scorso 15 settembre impegna il presidente dell’ordine siciliano, Franco Nicastro, a chiedere a eletti e candidati di fare outing. Nessuna polemica con la massoneria ufficiale, «la nostra – spiega Arena – è un’operazione di trasparenza», anche perché per anni «l’ordine è stato guidato da un massone dichiarato, Bent Parodi di Belsito. Ma lo si deve dire chiaramente, questo è il punto». Per fugare ogni dubbio, l’odg Abbate prevede anche l’adozione di un modello di autocertificazione tra i documenti di iscrizione all’ordine. Con l’invito agli organismi nazionali a fare altrettanto.
Replico a Massimo di Martino. Non capisco perché ponga la questione – legittima in sè – a corredo del pezzo che ricorda con grande umanità la figura di un uomo scomparso. Se voleva dibattere sulla questione avrebbe potuto scegliere un altro giorno e un altro contesto più appropriati, in omaggio a una delicatezza di sentimenti che ormai è una qualità misconosciuta. Se voleva segnare con una qualche ombra – lo escluderei, perà non si sa mai – la figura di un galantuomo specchiato e sincero, il suo tentativo è pienamente fallito. Saluti.
Caro Roberto, nessuna polemica, almeno da parte mia. Non ho avuto l’onore di conoscere il collega scomparso. Da più parti ho sentito parlare un gran bene di lui. Quello che non capisco è perchè colleghi intelligenti e preparati come Arena ed altri, invece, hanno preso una posizione più dura ed intransigente nei suoi confronti. A parte il momento di dolore per la perdita di un uomo, mi piacerebbe capire, come cerco di fare da sempre, da che parte sta la verità. Senza partigianerie o faziosità. Mi dispiace che questa ricerca di obiettività venga scambiata per qualcos’altro. Buon lavoro.
Io credo che quello di Arena fosse a suo modo un elogio, il riconoscimento di una personalità chiara. Capirà che il tema si presta a fraintendimenti.