Debora Filocco, diciassette anni, inghiottita da via Dell’Olimpo, strada tristemente famosa a Palermo (come racconta la foto), ammazzata dallo scontro sullo scooter in cui viaggiava – pare guidato dallo zio – e una Panda. Bernardo Riina, 20 anni, morto sulla Statale 113, dopo un incidente tra la Golf che lo portava come passeggero e una Ford Focus. Un ragazzo di 24 anni, Salvatore Costarelli annientato sulla Catania-Gela. La vittima – secondo la prima ricostruzione – si trovava con un amico di 27 anni a bordo di una Punto che viaggiava in direzione Catania e che per cause ancora da accertare in curva ha invaso la corsia opposta andando a scontrarsi quasi frontalmente con una Opel Tigra sulla quale viaggiavano marito e moglie, entrambi di Gela, rispettivamente di 33 e 29 anni. Tutti morti tra la sera e la notte del 31 dicembre, nel diaframma tra l’anno vecchio e quello nuovo. E loro? Loro, gli uomini delle istituzioni, devono aspettare per forza che muoia qualcuno. E poi, forse, parlano. Parlano. Parlano. A Palermo, tra via Dell’Olimpo e via Venere, nel noto triangolo degli incidenti, hanno messo qualche ridicolo dissuasore all’altezza dell’asfalto macchiato dal sangue di Salvuccio Gebbia. Per il resto, arrangiati. Questo per dire che non esiste una politica comunale sulla prevenzione degli incidenti. Veramente, a Palermo non esiste una politica comunale praticamente su niente. Ma qui parliamo delle vite dei ragazzi. E dello scempio che ne viene fatto nell’impastatrice della retorica dei politici.
Certo, i ragazzi non sanno guidare e sono spericolati. Una caratteristica di molti palermitani e siciliani attempati. Gente perseguita magari giustamente per la targa alterna sbagliata, in un giorno di smog. E con la licenza di sgommare, di sorpassare a destra, di fregarsene della doppia striscia continua. E mai che si trovi uno con mezza divisa a mormorare: scusi?
Il meccanismo vizioso produce morti. Domani leggeremo, come sempre, pezzi sulle vittime e sui carnefici. E le vittime sono sempre “bravi ragazzi, prudenti e attenti”. Figuriamoci se abbiamo voglia di irridere lo strazio dei parenti. Lo conosciamo bene. L’abbiamo praticato. Ci siamo stati nelle case del dolore, con le madri e con i padri, consci dell’irreparabile. Sappiamo come può ridursi un corpo giovane, smembrato da un impatto atroce. Livesicilia ha soltanto la sua voce, per gridare essenzialmente due cose. E le vuole gridare forte. L’amministrazione – quella più prossima a noi, quella di Palermo - deve darsi una mossa, in termini di prevenzione e rimedi. Perché muoiono tutti in via Dell’Olimpo? Sfortuna? E poi vorremmo dire per nulla sommessamente – senza il minimo riferimento alle morti di di cui parliamo oggi, la cui dinamica oltretutto è incerta – che chi non rispetta le regole della strada è un coglione. Non un cretino e nemmeno un fesso. Proprio un coglione, specialmente se muore a vent’anni, per colpa della sua leggerezza. Lo vorremmo scritto a caratteri cubitali su ogni muro, dietro ogni curva. E se questa parola vi turba, andateci voi a carezzare le lapidi che fioriscono sul nostro asfalto. Guardateci voi, dentro gli occhi di una madre che chiama, senza risposta, il nome di suo figlio.











Si ma quello che si dovrebbe fare è l’educazione stradale nelle scuole, e non provvedimenti inutili come gli autovelox a pioggia, magari occultati che servono solo a fare cassa per le risorse dei comuni e dello stato (vedi autovelox fisso installato dalla polizia stradale nella autostrada catania palermo poco prima dello svincolo di villabate)o provvedimenti dannosi per la circolazione gia asfittica di questa città come la chiusura della rotonda Oreto, la quale pericolosità si poteva abbattere di molto tramite dei dissuasori a banda sull’asfalto e con una migliore illuminazione serale del sito, e non con questa inusitata chiusura che costringe gli automobilisti a indegni allungamenti dei tragitti con conseguente perdita di tempo e aumento di smog e nervosismo alla faccia della qualità della vita per la felicità di pochi utopici anacronisti (vero mobilitapalermo)
Mi dispiace contraddirti Piero.Ma la chiusura della rotonda di via oreto è la cosa più intelligente che andava fatta!I dissuasori lasciano il tempo che trovano.Insomma non servono.E quella rotonda che io ho percorso per 6 anni ogni giorno è stata sempre causa di frenate all’ultimo metro e di attraversamento di una strada cittadina,scambiata dai nostri concittadini per l’autodromo di Pergusa!L’unica soluzione intelligente è il sottopasso.Ma vista la fine di quello di via Perpignano rischiamo di aprire un’altra opera fantasma(leggi pigghiata pù…….ci capiamo no?!).
Il disagio di cui mi parli è chiaro.Ma perchè siamo solo abituati male noi palermitani a non trovare strade alternative.Siamo come gli scecchi.Imparata quella strada non ne conosciamo altre!Ce la chiudono…PANICO!Ci sentiamo persi!
Via dell’Olimpo è una strada in cui prendere provvedimenti davvero seri!Ma cosa?!Chiuderla non è possibile.I dossi non servono.I semafori lasciamo perdere…E allora che fare?!Installare i tutor!E’ prevenzione.Non fare cassa!
Saluti.
SERVONO SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO NOTTURNO PER TUTTI QUELLI CHE OLTREPASSANO IL LIMITE DEL BUON SENSO CON ALCOL E ALTRO…NO ALLE MISURE PROIBIZIONISTE! SI ALLE MISURE CHE PREVENGONO I PERICOLI!
Hai ragione Domenico, la chiusura della rotonda di via oreto, andava fatta, peccato che sia stata fatta ora e non 15 mesi fa,(mio figlio ed il suo amico sarebbero ancora vivi) vorrei conoscere di persona il deficiente che ha fatto il progetto, per consegnargli l’elenco di tutte le persone morte in quel punto, ma quando troppi interessi ruotano intorno alle cose, la morte di alcuni non conta,la chiusura della rotonda e stata fatta, ma non la chiusura dell’altra carreggiata,che non ha motivo di esistere se non per entrare al distributore (quella che tutti attraversano solo per entrare nel distributore) questa chiusura se la faranno ( dato che ci sono i varchi sia prima , che dopo il distributore) apporterebbe un notevole calo agli affari, percio’ che importanza ha se qualcuno muore, basta che il distributore lavori.E poi con le leggi che abbiamo chi investe ed uccide, sa che non pagherà, perchè la giustizia non esiste.
Ma possibile mai che in tutti i posti si usano le rotatorie e da noi si chiudono???? ripeto e ribadisco i dossi se fatti bene uniti a una buona illuminazione bastano e avanzano, per quanto riguarda purtroppo gli incidenti beh quelli succedono pure nei rettilinei quindi ora che facciamo siccome ci sono gli incidenti chiudiamo tutte le strade..?
Piero, ma non lo sai che in Autostrada non si possono fare inversioni di marcia ? La rotonda Oreto era un varco aperto per chi faceva questa pericolosissima manovra, ed infatti all’altezza della ex-rotatoria ormai non più accessibile avvenivano numerosi incidenti. Già è troppo che la tangenziale è fatta male, ci manca solo che qualche cretino voglia renderla più pericolosa di adesso. Niente di peggio che consentire agli automobilisti di fare inversioni di marcia sulle corsie centrali di VialeRegione e di tagliare la strada ai pendolari che improvvisamente si ritrovano delle auto che attraversano trasversalmente il Vialeregione come sull’incrocio Perpignano (a differenza che almeno l’incrocio è semaforico pertanto sicuro ma non per questo fluidifica la circolazione lungo quel tratto di arteria urbana), arteria già famosa per il “bollettino di guerra” annuale che riporta il numero di morti e feriti di quest’autostrada urbana, e credimi non sono per niente pochi. Vite spezzate, famiglie distrutte, incidenti atroci…
Fammi il piacere! La Rotonda ormai è chiusa, ma la cosa più preoccupante è come mai ci stanno pensando adesso. Dovevano chiuderla parecchi anni fa, e se la riapriranno sarà perchè avranno interrato le corsie della tangenziale in prossimità della fine della tratta gestita dall’ANAS l’autostrada A19.
Prima si faccia il sottopasso e poi si renda nuovamente fruibile quella rotatoria ormai non più a livello. Anni fa ho protestato affinchè chiudessero questa stupida rotatoria, normale in una strada urbana, ma demenziale e pericolosa in tangenziale.
Purtroppo ancora non esiste uno schema progettuale per l’indispensabile sottopasso, ma la sicurezza dei viaggiatori è importante innanzitutto.
Piero, ma ti costa cosi’ tanto andare a fare il giro dal ponte, perdere 3 minuti e non rischiare la tua pelle e quella degli altri? non si possono chiudere tutte le strade x gli incidenti, ma se si possono migliorarle, perchè non farlo.
Le statistiche sono certamente chiare. La rotonda di via Oreto era pericolosisissima e andava concepita diversamente ab origine… I morti sono stati tanti e gli incidenti gravi, e non, non si contano. Bene che sia stata chiusa! Via dell’Olimpo, invece, è una “non strada” e bisognerebbe davvero chiuderla! In passato viale Margherita di Savoia è stata un tragico teatro di morte e ferimenti. Lo spartitraffico ha ridotto notevolmente le vittime ma gli incidenti continuano ad esserci. Mia figlia è viva per miracolo. 20 giorni di coma e 5 mesi di ospedale tra difficilissimi interventi chirurgici e riabilitazione. Altro killer delle strade è il guardrail… Ma è vero… si muore anche se attraversi a piedi la strada sulle strisce pedonali. Si muore senza un perchè e si muore perchè… Io non credo che dipenda dal rilascio “raccomandato” delle patenti, nè dalle strade insicure, nè dal quantitativo di alcool o droga assunta da chi si mette alla guida. Fermo restando che le condotte umane sbagliate generano, anche loro, la morte altrui, sono convinta che nessun COGLIONE sia esso giovane, vecchio, vivo o morto, abbia consapevolmente previsto il danno causato. Anche il più saggio e attento pilota può rimanere vittima o divenire carnefice. Sta tutto in un solo attimo fatale e, a noi, che pure stiamo qui a giudicare e ad additare la pubblica amministrazione o il pazzo ubriaco o la mancanza di educazione civica, non resta altro che accettare la perdita, il dolore, e soprattutto il rischio che i nostri figli e tutti noi corriamo ogni istante della vita. Perchè così è la vita! Scusate. Non è indolenza e nemmeno rassegnazione… solo che non c’è un modo per proteggersi dalla morte… mai… per quanta prevenzione si possa fare, per quanto tutto possa essere perfettamente progettato e gestito, per quanto ligi e ordinati si possa essere. Trovo che questo articolo strappalacrime sia soltanto il pretesto per introdurre, ad arte, il dossier sulla corruzione per ottenere le patenti… Non è informazione, non è vero giornalismo… Sono due equazioni dallo stesso valore: strada sta a denaro come articolo sta a propaganda; protesta sta a comunicazione come diffusione sta a consuetudine. …Lo so… sembra un discorso farneticante! :-)
e lo è!!! si che lo è dannazione!!! davvero, mi sforzo di rispettare la sua opinione, gentile Soraia, ma chi governa una città e ha il compito di tutelare la mia e la sua sicurezza non può certo stare a filosofeggiare sull’ineluttabilità del Fato!!!! ha ragione quando chiama in causa la fatalità, ma norme di sicurezza più severe possono notevolmente ridurne l’incidenza, e, mi perdoni, ma arrivare addirittura all’accusa di non fare vera informazione e vero giornalismo mi sembra perlomeno discutibile,mentre la nostra amministrazione non è in grado di prendere uno straccio di provvedimento. é vero, per quello che ne so oggi potrei scivolare nella doccia, battere la testa e morire, ma cosa vuol dire?! lo trovo, come dire… farneticante